A Bari 380 ospiti accolti al dormitorio 'Diana'. Per don Vito Piccinonna 'esperienza unica di integrazione'

di La Redazione
Cronaca
17 novembre 2016

A Bari 380 ospiti accolti al dormitorio 'Diana'. Per don Vito Piccinonna 'esperienza unica di integrazione'

Il direttore della Caritas invita a seguire il lavoro fatto nel capoluogo. Ma lancia l'allarme povertà: 'Numeri destinati a crescere'

Il 4 ottobre 2008 veniva inaugurato da mons. Francesco Cacucci, il Dormitorio “Don Vito Diana” che presta servizio, nella diocesi di Bari-Bitonto, accanto ai numerosi senza fissa dimora presenti sul territorio. Nei giorni scorsi la Caritas Diocesana ha diramato un report con i numeri relativi all’ultimo anno.

In questo anno Giubilare, si è registrato un forte aumento del numero di fratelli che sono stati ascoltati e accolti ogni giorno presso il dormitorio.

Nell’annus horribilis sono stati accolti 380 ospiti, numero in forte crescita rispetto ai 228 ospiti accolti durante lo scorso anno o ai quasi 200 del 2012. Il 39% dell’utenza accolta appartiene alla classe di età 25-34 anni. Gli ospiti provengono per il 36% dai paesi dell’Africa, seguiti da ospiti provenienti dagli Stati Asiatici nella misura del 29%; il 26% proviene da paesi UE (maggiormente rappresentati sono gli Italiani). 

Nel corso del periodo di Osservazione accanto alle analisi quantitative, sono state proposte anche analisi qualitative che hanno portato ad un approfondimento sul tema dei bisogni e della situazione familiare. Il 33% circa degli ospiti dichiara di essere coniugato, i separati e divorziati risultano essere il 12% del totale degli ospiti. Emerge, inoltre una certa difficoltà nell’aprirsi e raccontare della propria famiglia ed in particolare modo rispetto ai figli: infatti, il 50% degli ospiti non specifica se ha figli a fronte del 36% che dichiara di averli (14% Ue e 13% Africa). Un dato curioso è quello relativo al percorso di studi. Se quasi il 35% si ferma alla licenza media inferiore arrivano al 20 coloro che posseggono un titolo di scuola superiore o, addirittura, una laurea.

“Nell’esperienza di sofferenza si è realizzata una grande opera di inclusione - ha spiegato don Vito Piccinonna, direttore della Caritas Diocesana di Bari-Bitonto e rettore della Basilica dei Santi Medici - la convivenza e l’integrazione tra ospiti italiani e stranieri è un fatto certamente positivo, che ha trovato riscontri nelle numerose attività di condivisione, sostegno e di ricreazione svolte assieme. Stiamo persino studiando un programma didattico col quale permettere ai ragazzi stranieri di insegnare inglese agli italiani”. Una buona pratica “che deve essere di insegnamento alle istituzioni, che devono necessariamente adoperarsi per alimentare la crescita di una cultura ‘meticcia’. Gli enti locali devono muoversi in questa direzione e operare scelte strutturali in tal senso”. Assieme, ovviamente, ad azioni per arginare il dilagare del disagio socio-economico, considerato che, a detta di don Vito, i numeri presentati nel report “sono destinati a crescere”.