Pensare una Chiesa 'in uscita'

Giuseppe Cuoccio
di Giuseppe Cuoccio
Cronaca, Cultura e Spettacoli
03 ottobre 2016

Pensare una Chiesa 'in uscita'

Si è conclusa sabato la Missione Giovani 2016 dell'arcidiocesi Bari-Bitonto

“Anzi: vi preghiamo, insegnateci.Noi abbiamo smesso di farlo come sapete farlo voi. […] Volevamo essere saldi per voi. Ma non avevamo bene imparato che essere saldi non vuol dire restare immobili. […] Prendiamoci a cuore il futuro di tutti e ciascuno. Prendiamocene cura.La forza senza cura diventa potere.La forza intrisa di tenerezza è la stretta con cui ci tiene Dio.”

Messaggio ai giovani, Comunità ecclesiale dell’arcidiocesi di Bari-Bitonto

 

Con questo messaggio, il 24 settembre, iniziava la Missione Giovani 2016, protrattasi fino allo scorso sabato, ultima edizione di un format che il seminario regionale di Molfetta porta avanti da otto anni a questa parte. Quest’anno la scelta è caduta sull’arcidiocesi di Bari-Bitonto che ha prontamente sposato il progetto.

“L’iniziativa è finalizzata a stare con i giovani nei loro luoghi di aggregazione, nei loro ambienti, dalla scuola al pub alla piazza e, perché no, anche la chiesa.” Una missione nel vero senso della parola dunque, come hanno confermato le parole di don Michele Birardi, direttore dell’Ufficio Giovani dell’arcidiocesi. Non si è trattato – ha tenuto a precisare – di riportare i giovani in chiesa, di convincerli ad occupare uno spazio fisico ed ideologico limitato, ma di offrire ad ognuno di loro una testimonianza di fede, meglio ancora, permettere loro di interrogarsi sul senso della vita.

Pensare ad una Chiesa “in uscita”, quella che auspicava il papa nella Evangelii Gaudium, un “coinvolgersi” con il mondo per dimostrare quanto poi alla fine la Chiesa stessa non sia chiusa in sé. D’altronde il messaggio sopra riportato parla chiaro: “insegnateci”. Può essere questa la strada per un autentico rinnovamento e, d’altro canto, la missione ha avuto anche un risvolto sociale non trascurabile, visto che si è trattato di decostruire degli spazi pubblici come è avvenuto nel caso del gazebo presente ogni sera dal 26 al 28 settembre in piazza Cavour animato dai seminaristi con video, canzoni e danze. Un’operazione, per quanto riguarda la città di Bitonto, curiosamente vicina all’esperienza del recente Filosofi in Città.

I seminaristi scelti per testimoniare il proprio percorso ogni mattina, dal 26 settembre al 1 ottobre, si sono recati nelle scuole secondarie di II grado della città nelle ore di Religione per parlare ai giovani. Il risultato, diversamente da ciò che si sarebbe potuto presagire, è stato un proficuo dialogo che ha interessato i ragazzi. Mentre Thomas – studente del Liceo Linguistico - che non ha vissuto in prima persona la presenza dei seminaristi, racconta di aver notato uno scetticismo generale, Francesca e Mariangela – che frequentano entrambe il liceo Classico – sorprese, hanno parlato di incontri meravigliosi, in cui i seminaristi non hanno preteso di sviscerare i dogmi, affrontare i temi scottanti dei diritti LGBT, ma semplicemente di presentarsi come uomini che intraprendono un percorso e di discutere della felicità.

“I seminaristi si sono mostrati come simili a noi e questo è piaciuto. Ci hanno proposto delle attività originali e infine la cosa migliore è stata che non hanno preteso che noi trovassimo la felicità in Dio come hanno fatto loro, ma semplicemente che ci mettessimo in cammino per trovarla nel lavoro, in un hobbie … in qualunque cosa”, ha spiegato Francesca. “L’unica cosa che non è piaciuta è che, alla fine, hanno detto: 'facciamoci un selfie e postiamolo su Facebook', come se fosse stato tutto costruito e finto” è stata l’unica nota di rammarico di Mariangela.