Malalingua Teatro: un esempio di talento ‘da vendere’

Alessandra Savino
di Alessandra Savino
Cultura e Spettacoli
20 ottobre 2016

Malalingua Teatro: un esempio di talento ‘da vendere’

L'esperienza di due giovani artisti del teatro a Molfetta

Si può far impresa con il teatro? Una domanda che in molti si pongono dando, nella maggior parte dei casi, una risposta negativa in virtù di quel luogo comune che non riconosce alla cultura la capacità di autosostenersi grazie ad un’offerta diversificata, né, tantomeno, di dar lavoro alle giovani generazioni. E la visione si fa’ ancor più pessimista se oggetto di discussione diviene il teatro nell’Italia Meridionale. 

Ma a dimostrare quanto tale convinzione sia errata è una realtà attiva, ormai da cinque anni, proprio in Puglia, nel centro storico di Molfetta dove Marianna De Pinto e Marco Grossi, diplomati presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, hanno creato una costola dell’associazione “Malalingua” fondata precedentemente a Roma. Nome che evidenzia l’importanza attribuita al teatro di parola, per due realtà oggi scisse ed indipendenti l’una dall’altra. Non potrebbe essere diversamente se si considerano i differenti contesti in un cui operano, da un lato la capitale e, dall’altro, una città della provincia barese. Ciò che le contraddistingue è soprattutto, come sottolinea lo stesso Marco Grossi, il pubblico che “qui in Puglia è molto più ricettivo, per certi versi, perché più genuino, più smaliziato, molto attento ed affamato di cultura e di teatro”.  

Realizzare produzioni di spettacoli ed eventi teatrali e costruire percorsi formativi per attori, questa la mission di “Malalingua”. Un’associazione cha alla sua guida vanta due giovani professionisti desiderosi di porre al servizio della comunità locale il proprio bagaglio di esperienze, maturate in tutta Italia al fianco di grandi maestri quali Luca Ronconi, Gabriele Lavia e Antonio Calenda. Ed è probabilmente calcando i palcoscenici più ambiti che Luca e Marianna hanno avuto la possibilità di osservare da vicino realtà teatrali autosufficienti tanto da voler applicare quei modelli anche qui in Puglia. Pare proprio che la loro sfida la stiano vincendo stando alla crescita esponenziale del loro pubblico. "Siamo passati dai 60 spettatori iniziali ad una situazione, come quella dello scorso anno, in cui abbiamo venduto circa novanta abbonamenti a cui si aggiungeva una media di duecento ingressi per ogni spettacolo", afferma Grossi a riguardo. “Malalingua” propone, infatti, alla città di Molfetta un’offerta variegata e completa che spazia dall’organizzazione di eventi, alla formazione fino alla produzione teatrale. 

 

 

Alla pari una qualunque azienda che si avvale di tecniche e teorie del marketing e del management, la realtà molfettese muove i suoi passi nel complesso mondo del teatro distinguendosi per scelte, originali e strategiche allo stesso tempo. Le parole di Marco in merito ne sono una conferma: “Ci piace portare il teatro in luoghi meno formali, più vicini alla gente affinchè il pubblico riesca ad entrare nella dimensione dello spettacolo”

Una scelta vincente per la rassegna teatrale che annualmente organizzano ospitando produzioni teatrali di tutta Italia e realizzando un cartellone di ben sette spettacoli distribuiti nei vari luoghi della città. Si tratta di un’attività autofinanziata che fino allo scorso anno riceveva dal Comune un minimo contributo, pari a circa tremila euro, ed i cui costi sono, dunque, totalmente coperti dalla vendita dei biglietti e degli abbonamenti. L’obiettivo di coinvolgere pubblici più ampi attraverso un’offerta diversificata si è concretizzato con una scuola di teatro gestita da “Malalingua” attraverso laboratori di recitazione, rivolti a varie fasce d’età che spaziano dagli adolescenti, gli adulti fino agli over cinquanta. 

Corsi di formazione attoriale che, in alcuni casi, generano opportunità lavorative per gli allievi più giovani, talvolta inseriti in produzioni teatrali dell’associazione. Tale dinamicità, infatti, non poteva che completarsi affiancando all’offerta sopracitata anche una ricca produzione distribuita in vari circuiti. Spettacoli talvolta frutto di una cooproduzione con realtà del territorio, come Skenè Produzioni Teatrali per “In nome del popolo italiani”, ambizioso progetto di grande successo. Non mancano, tuttavia, i legami con teatri del nord Italia come il “Litta” di Milano, con cui è stato cooprodotto uno degli ultimi spettacoli. Dunque, le carte per il successo a “Malalingua” non mancano, così come non mancano alla cultura in generale, ciò che fa’ la differenza è sapersele giocare. E la realtà molfettese ne è la prova.

 

Nelle foto alcune produzioni