Happy BtvDay: otto anni contro la dittatura dei “fatti”

La Redazione
di La Redazione
L'angolo del direttore, BitontoTV Promo
12 ottobre 2016

Happy BtvDay: otto anni contro la dittatura dei “fatti”

Il 12 ottobre 2008 nasceva BitontoTV

A otto anni dalla nascita di BitontoTV concedeteci una ammissione di colpa. Siamo terribilmente faziosi. In tutti questi anni non abbiamo mai percorso il sobrio, neutrale e “approvato dall’utente medio di Facebook” sentiero dell’oggettività, preferendo il “lato oscuro” del giornalismo critico: che decide, cioè, di prendere posizione.

Sia chiaro, signori della Corte, abbiamo sempre cercato di rigare dritto. Ma questa oggettività, per quanto ci siamo sforzati, non l’abbiamo mai trovata. Per un semplice motivo: non esiste.

Non staremo certo a elencare tutti coloro che hanno sostenuto questa tesi. Sono sui libri di scuola. Nè cercheremo di evitare il Vostro biasimo. A noi prendere partito piace. E pure tanto.

Sin da quando è nata - con l’esperienza visionaria di Francesco Cambione e Marica Buquicchio, poi di Lara Carbonara - BitontoTV ha fatto proprie diverse battaglie: la riflessione sul sentimento di comunità, il senso di legalità, la cultura come progetto condiviso, le questioni del tribunale, della riscossione tributaria, dell'ambiente... sino alle più recenti sfide di approfondimento sui fenomeni sociali legati alle migrazioni. In tutti questi casi, non esistevano meri "fatti" da riferire con automatica neutralità. Abbiamo scelto, ci siamo schierati, abbiamo riflettuto e anche criticato - sempre autodenunciando le nostre prospettive.

E ne siamo, ottusamente, orgogliosi. Anche se questo è significato spesso scrivere “contro” il lettore medio, quello che figura nelle statistiche e risponde ai sondaggi.  D’altronde se continuassimo a rispondere al montanelliano-grillino-complottista mantra “i nostri lettori sono i nostri editori”, sul nostro sito si leggerebbero cose del tipo “tutti a casa”, “cellula dell’Isis nel retro del kebabbaro in centro”, “hanno stato gli zingari”, “le buche delle strade devono essere la priorità della prossima campagna elettorale”, “che schifo la politica” (titoli presi a casaccio dopo una breve ricerca su Google Trend).

No, queste cose non le leggete. Perchè siamo di parte: abbiamo fatto l'impertinente scelta di offrirvi un punto di vista e costringervi, foss'anche solo per contestarci, a farvene uno vostro; a non limitarvi a consumare l’informazione, ma a leggerla, valutarla, criticarla. Su ogni argomento: la politica cittadina, le grandi sfide dell’inclusione sociale, la cultura.

Non i fatti, non quel che ci si aspetterebbe da noi, bensì un supplemento. Come ha già osservato qualcuno.

E tacciati di ostinata e perdurante faziosità, camminiamo a testa alta, sforzandoci di indossare con stile e intelligenza il nostro peccato originale di libertà.