A Palombaio si oppongono al Centro di Accoglienza per richiedenti asilo

Savino Carbone, Sabino Paparella
di Savino Carbone, Sabino Paparella
Cronaca, Video
24 ottobre 2016

Il progetto è di una cooperativa di Gravina. Raccolte 560 firme

Il centro di accoglienza per richiedenti asilo non s’ha da fare. È la sentenza emessa dal Comitato “Difendiamo Palombaio”, costituitosi nelle scorse settimane nella frazione interessata dal progetto della “San Sebastiano”.

La cooperativa, di Gravina in Puglia, ha partecipato ad un bando della prefettura per accogliere ventisette richiedenti asilo, prendendo accordi con la titolare di un immobile in via Piave a Palombaio, precedentemente adibito a mobilificio. La comunità della frazione, però, non ha gradito l’iniziativa e si è mobilitata contro l’iniziativa.

Il comitato, nato spontaneamente dopo la fuga di notizie sul centro, ha promosso una petizione firmata in pochissimi giorni da 560 cittadini e presentata a Palazzo Gentile. Una rivolta dal basso slegata dal Comitato di Quartiere - a cui comunque i promotori della protesta si erano rivolti, pare non ricevendo adeguate risposte - e su cui lo stesso organo non sembra volersi esprimere (pare che sarà a breve interessato da importanti stravolgimenti, che dovrebbero portare alle dimissioni del presidente Dinuccio Leonardelli).

Se da un lato si accusa la carenza di servizi, dall’altro il fronte favorevole alla creazione del centro ha denunciato presunti comportamenti ambigui da parte di chi ha promosso la sottoscrizione: pare siano state diffuse voci false sul progetto, arrivando addirittura a ipotizzare l’arrivo di quasi trecento profughi, tutti di sesso maschile. 

La tensione ha riaperto una vecchia ferita, quella dell’arrivo della comunità barese negli anni ’80, e in molti accusano gli esuli del capoluogo di fomentare la protesta. Lo stesso blocco stradale partito la scorsa settimana sembrerebbe aver acceso gli animi e molti cittadini sarebbero stati aggrediti verbalmente per aver chiamato le forze dell’ordine o semplicemente scattato una foto. 

Tensioni che BitontoTV ha registrato durante la registrazione del servizio che vi mostriamo, in cui abbiamo sentito l’opinione dei residenti di Palombaio. Tanti hanno rifiutato di esporsi davanti ad una telecamera, soprattutto quelli favorevoli all’istituzione del centro. 

Intanto l’Amministrazione Comunale, che ha ricevuto nelle scorse ore una delegazione di “Difendiamo Palombaio”, ha interrotto i lavori per presunte irregolarità con la normativa vigente (come annunciato dal sindaco Michele Abbaticchio su Facebook). Per Palazzo Gentile la struttura non sarebbe idonea ad ospitare un CAS, ma da Corso Vittorio Emanuele tengono a precisare che l’ultima parola spetta alla Prefettura.

Il clima di fuoco rimane ed è palpabile nelle immagini registrate da Savino Carbone e Sabino Paparella. Tra un “non li vogliamo” e un “portano malattie e problemi”, c’è però chi ha invocato il rispetto e la solidarietà verso i profughi. Come don Vito Piccinonna, rettore della Basilica dei Santi Medici, originario di Palombaio, che si è chiesto: “se avessi un figlio in quei paesi martoriati dalla guerra, gli direi ‘non ti preoccupare, continua a rimanere lì’? O forse ‘scappa il prima possibile’?”.