Socialisti-maggioranza: il divorzio si consuma in Consiglio

di La Redazione
Politica
01 settembre 2016

Socialisti-maggioranza: il divorzio si consuma in Consiglio

Mundo e Gala intervengono pubblicamente a difesa del Partito. Palazzo Gentile ha i nuovi revisori

Doveva essere una seduta breve, si è trasformata nella prima arena di confronto dopo il polverone politico ferragostano. Si è consumato ieri in Consiglio Comunale l'atto principale del divorzio tra maggioranza e Partito Socialista.

La querelle si è aperta con un lungo intervento di Francesco Gala che ha attaccato direttamente il primo cittadino Michele Abbaticchio. "Mi viene il mento lo slogan 'diventiamo Sindaco'" ha esordito il consigliere, prima di fare un lungo elenco delle mancanze del governo cittadino che lo avrebbero indotto a ricredersi su quanto promesso nel 2012: lo stato del quartiere di via Palo, i presunti "scempi" di piazza Marconi e Caduti, priorità che sarebbero state date agli eventi anziché al dramma della povertà.

A dargli man forte il collega Franco Mundo, tra i protagonisti principali dello strappo delle ultime settimane. Il consigliere, dopo aver salutato il commissario Stefanizzi, prossimo al trasferimento, ha biasimato il comportamento della maggioranza che avrebbe preferito i social e la stampa anziché al confronto "faccia a faccia" e ricorda quanto fatto dai socialisti in quattro anni di consiliatura a sostegno dell'attuale governo. Dall'attivismo sulle vicende legate alla Fer.Live ("come mai fu rinviato il famoso atto di indirizzo?"), alla petizione per la revisione delle NTA ("abbiamo fornito alla struttura il necessario per portare avanti quell'atto") sino all'operato di Franco Scauro che "ha prestato tempo a fare front office e ha rimesso in piedi un settore".

"E dire che non siamo ancora nel semestre bianco - ha tuonato il consigliere socialista - queste sono beghe da comari che sottraggono tempo da dedicare alla attività amministrativa". Sostenuto dal dem Francesco Ricci che, accusata la maggioranza di essere già in campagna elettorale, ha trovato nella "coerenza" il minimo comune denominatore tra i socialisti e Vito Palmieri e Franco Rutigliano, gli altri fuoriusciti dalla maggioranza. Il capogruppo PD si è concesso anche un po' di ironia: "Qualcuno accusava noi di aver fatto una marmellata con le liste, ma cosa accadrà a voi nel 2017?".

Quanto al futuro i socialisti non sono stati chiari. Il gruppo non si è dichiarato indipendente e ha continuato a sedere tra le fila della maggioranza. L'unica precisazione al riguardo è arrivata da Mundo: "Da ora in poi saremo liberi di manifestare liberamente il nostro punto di vista e non faremo venire meno l'impegno di lealtà nei confronti della città".

Anche Domenico Damascelli ha scelto di intervenire sulla bagarre, parlano di Amministrazione "sfiduciata nei fatti" con il "continuo sgretolarsi di una compagine politica".

Approvate le scelte della Prefettura in materia di Collegio dei Revisori (i nuovi revisori saranno Patrizio Resta, Matteo Frattaruolo e Ciro Iannacone, ndr), la discussione sui socialisti continua senza la presenza del gruppo: il sindaco Abbaticchio ha fatto alcune precisazioni sul bilancio del Welfare e sulle dimissioni di Franco Scauro. Per il PSI "una scorrettezza" che chiude una seduta che ha avuto davvero poco di amministrativo.

 

Aggiornamento ore 13:00

È arrivata la replica del sindaco Michele Abbaticchio alle accuse di "scorrettezza" da parte del PSI.

"Ieri, durante il Consiglio Comunale, ho chiesto al Presidente di far rispettare l'ordine del giorno annunciando, mentre spiegavo che c'erano i fondi necessari richiesti dal PSI già nel Piano Sociale di Zona e senza necessità di ricorre a fondi comunali, che avrei commentato la revoca del mandato all'Assessore Scauro al terzo punto. La mia dichiarazione è a verbale. Al terzo punto i consiglieri PSI se ne sono andati. Sicuramente non avranno ascoltato, come già accaduto in altre occasioni, le mie dichiarazioni in premessa. Ma almeno non parlassero di scorrettezza da parte mia. Ovviamente non crederanno a quanto appena detto finchè non leggeranno i verbali del Consiglio. Attendo fiducioso, dopo la lettura, le scuse del capogruppo all'ennesima accusa rivoltami".