La magia del Teatro dei Burattini di Alessio Sasso

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Cultura e Spettacoli
29 settembre 2016

La magia del Teatro dei Burattini di Alessio Sasso

La storia del giovane artista pugliese che si esibisce in questi giorni in Villa Comunale

"Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista". Questa frase, da molti attribuita a San Francesco d'Assisi, ben descrive la storia di Alessio Sasso, originario di Bisceglie, giovane grande artista. Da diversi anni infatti gira la Puglia per portare nelle piazze la magia dei burattini, i cui spettacoli sono rappresentati in un teatrino mobile costruito e mantenuto in maniera indipendente. Con la collaborazione dei suoi genitori, che lo aiutano nell'allestimento del necessario per le rappresentazioni, incluse le immancabili macchine dei popcorn e dello zucchero filato, Alessio non vuole solo sostenere e continuare una tradizione della nostra cultura che ha conosciuto sin da piccolo, ma vuole soprattutto contagiare tutti con la sua passione travolgente per un intrattenimento fatto di storie, di volti, di persone e soprattutto della sorpresa dei più piccoli, che rivela però la sua arcana bellezza anche ai più grandi.

Un vero e proprio amante di questa poesia antica e sempre nuova, che passa dagli intramontabili personaggi di pezza. In questi giorni Alessio ha portato in scena alcuni spettacoli nella nostra Villa Comunale e noi di BitontoTv siamo andati a trovarlo.

 

 



Alessio, da quanto tempo porti in scena spettacoli di burattini?


Possiedo quest'attività da circa sei anni, iniziata con una collaborazione con i fratelli Ferraiolo come apprendista. Loro, diverso tempo fa, venivano nella mia città a fare gli spettacoli. Purtroppo hanno dovuto chiudere perché avevano problemi economici, ma erano anche avanti negli anni.


Quando hai iniziato ad avvicinarti a questo mondo?


La mia passione nasce da spettatore. Sin da quando ero piccolo ho assistito in piazza agli spettacoli dei Ferraiolo. Ero un bambino come tutti gli altri, come tutti andavo matto per le commedie e ne sono stato sempre affascinato. Dopo averli conosciuti meglio, chiesi di poter manovrare anch'io le marionette e loro me lo permisero. Da quel giorno non sono più uscito dal teatro.

 

Quali sono le storie che racconti e quale vuole essere il tuo pubblico?


Ogni commedia ha il suo messaggio, che sempre i burattini nella comicità riescono a trasmettere. Le storie sono quelle della tradizione, dai guai per denaro ai vari messaggi educativi. Tutto attraverso la risata, che arriva sia ai bambini, ma soprattutto ai più grandi. La mia raccolta ne comprende quasi novanta, ma per ora non riesco a metterle tutte in scena. Alcune provengono dal repertorio di fratelli Ferraiolo, mentre altre sono state scritte da me. Anche i miei burattini hanno la loro età. Il Pulcinella era quello usato dai Ferraiolo e ha più di sessant'anni. Altri sono più recenti, realizzati e dipinti da me rigorosamente a mano.

 

Quanto tempo dedichi agli spettacoli?


Metto in scena le commedie tutto l'anno, sia l'estate che l'inverno. Giro continuamente, dedicando tutta la giornata all'allestimento e alla preparazione per la sera. La notte capita spesso che prepari anche alcuni burattini da vendere, è un'attività a tempo pieno.


Nell'epoca moderna, che è tecnologica e bombardata da una cultura massificatrice, lo spettacolo dei burattini può ancora parlare agli spettatori di oggi?


Certo, i burattini non muoiono mai. Per andare avanti, cerchiamo di avvicinarci alle mode di oggi, per attirare i bambini che sono nati in un momento storico in cui la tecnologia comanda dappertutto. È un mondo difficile, ma bisogna essere bravi nell'intrattenere. Ma non mi pesa perché questa attività non la considero un lavoro, ma un'arte e come ogni arte ha le sue difficoltà, perché non tutti la sanno padroneggiare.

 

Lasciamo Alessio alla sua arte ripensando alle parole di Giovanni Soriano, che parlando dei burattini ha detto: "Come definire, in un mondo dominato dall'assurdo, tutti quegli stralunati che vivono soltanto per il sesso e per lo spasso? Come definire quei bambinoni che vivono solo per accumulare denaro, "disonestamente se è possibile, altrimenti anche onestamente"? Come definire quei "dormienti" che vagano per il mondo adattandosi a qualunque posizione venga loro proposta o imposta dall'alto? O quei simpatici sonnambuli che camminano lungo i cornicioni dell'esistenza senza che possa sfiorarli l'orrore del vuoto? Come definire tutti costoro se non marionette ragionevolmente insensate?".