In Fiera si festeggia la festa del sacrificio

di La Redazione
Cultura e Spettacoli, Video
13 settembre 2016
Photo Credits: Savino Carbone

In Fiera si festeggia la festa del sacrificio

Abdurrahmen Ayub Said: 'È un momento di fratellanza'. Don Vito Piccinonna: 'Islam e cattolicesimo sono vicini'

“Bajram serif mubarek olsun!”. Sono giorni di festa per la comunità islamica di Puglia, impegnata nelle celebrazioni dell’”īd al-aḍḥā”, la tradizionale festa del sacrificio. 

La festività segna il punto più importante dell'“Hajj”, il pellegrinaggio alla Mecca e, secondo tradizione, viene commemorata ogni anno nel secondo giorno del mese “hijri” di “Dhou Al Hijja”. Per importanza è seconda solo ai festeggiamenti che seguono la fine del Ramadan.

 

 

L’’”īd” ricorda il sacrificio che fece il profeta Abramo, messo alla prova da Dio che gli chiese di sacrificare suo figlio, Ismaele. Secondo le sacre scritture Abramo obbedì anche se aveva solo un figlio: Dio quindi sostituì il figlio con una pecora quando il padre stava ormai per sgozzarlo. Per tradizione con questo sacrificio che fanno ripetendo il gesto ogni anno, i musulmani dimostrano la loro sottomissione a Dio e alla sua volontà. Una “sunna” non obbligatoria ma raccomandato da Allah a tutte le famiglie musulmane che se lo possono permettere economicamente.

 

 

Quest’anno il Comune di Bari ha concesso alla comunità, che rappresenta i musulmani dell’intera Regione, l’usufrutto dello Stadio della Vittoria. Causa rischio pioggia, però, le celebrazioni sono state spostate in un padiglione della Fiera del Levante. Qui, nella giornata di ieri, circa duemila islamici si sono riuniti e hanno pregato assieme agli imam Sharif Lorenzini e Abdurrahmen Ayub Said. “Questo giorno rappresenta un momento importante per tutti i musulmani, un po’ come la Pasqua per i cristiani - ha spiegato Ayub Said - quest’oggi abbiamo rinnovato il nostro messaggio di pace e misericordia. È un momento di fratellanza”.

 

 

E condivisione c’è stata: alla cerimonia hanno presenziato alcuni esponenti del mondo cattolico, ebraico e politico. D’altronde proprio il legame con i fatti di Abramo fa della festa del sacrificio una congiuntura forte tra le principali religioni monoteiste. “C’è un gran legame tra islam e cattolicesimo - confessa don Vito Piccinonna, rettore della Basilica dei Santi Medici, presente in Fiera nelle vesti di direttore della Caritas Diocesana - non solo in queste occasioni, ma soprattutto nel bisogno: ogni giorno la Caritas fornisce assistenza senza discriminazioni a senzatetto, rifugiati, immigrati. Molti di loro sono musulmani. E credo che questo sia il segnale più importante, che racconto di una quotidianità fatta di solidarietà, vicinanza, scambi. Bisogna passare dalla tolleranza ad una cultura dell’integrazione, dell’inclusione”. Con don Vito, anche Silvio Maselli, assessore alle Culture del Comune di Bari, che ha fornito assistenza logistica alla comunità islamica, nonostante le polemiche sulla concessione dello Stadio e sui sacrifici animali - che in Fiera non ci sono stati. “Le tre religioni monoteiste raccontano la stessa storia, una storia di popoli che devono restare uniti, una storia di reciprocità e reciproco affetto" ha dichiarato all’Ansa.