Il premio De@Terra a Francesca Dellorusso

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Cronaca
22 settembre 2016

Il premio De@Terra a Francesca Dellorusso

L'imprenditrice: 'L'agricoltura è qualcosa dalla quale si può inventare tanto'

Il mondo dell'agricoltura è, al giorno d'oggi, sempre più rosa. Lo dimostrano le attività del Ministero delle Politiche Agricole che ogni anno assegna il premio nazionale De@Terra a sei imprenditrici italiane per valorizzare e promuovere la figura della donna nell'imprenditoria agricola nostrana. Il concorso, giunto alla sua quindicesima edizione, si è concluso lo scorso 20 settembre con la premiazione tenutasi a Roma, presso la sede del Mipaf – Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – alla presenza del vice ministro Andrea Olivero. Forte presenza di imprenditrici del Sud Italia tra i nomi delle sei vincitrici del noto concorso e, tra loro, anche una bitontina: Francesca Dellorusso.

La giovane, originaria di Mariotto, è riuscita ad imporsi per la creatività e originalità della sua impresa da anni attiva nel settore agricolo pugliese. Nello specifico, dirige l'azienda Donna Francesca, con sede nella frazione bitontina, e si occupa principalmente della coltivazione di mandorle e olive. Dal 2011, la sua impresa, oltre ad operare per la produzione di prodotti locali, inizia il processo di trasformazione dei propri frutti – olive e fichi – rispettivamente in olio e cotto di fichi. Nell'arco della sua carriera agricola, iniziata quindici anni fa, Dellorusso ha partecipato a numerose fiere di caratura internazionale a New York, Colonia e Parigi. Inoltre, con altri sette imprenditori italiani è stata in Texas per un progetto di formazione e scambio culturale che mirava a interfacciare il settore agricolo italiano con quello americano.

Oltre a Dellorusso, si sono aggiudicati il premio De@Terra: Laura Bargione dell'azienda agricola Mariscò a Monreale (Palermo); Anna Sottile dell'agriturismo Bergi a Castelbuono (Palermo); Clelia Iemma dell'azienda agricola Bergi con sede a Gizzeria (Catanzaro); Giorgia Pontetti dell'azienda agricola Ferrari Farm a Petrella Salto (Rieti) e Maria Laura Minoia dell'omonima azienda agricola con sede a Conversano (Bari).

 

Come è stato ricevere il premio De@Terra?

E' stato un vero piacere aver potuto ricevere un riconoscimento così importante che arriva direttamente dal Ministero delle Politiche Agricole. E' stata una bellissima esperienza che mi ha riempita d'orgoglio e che mi ripaga di tutto il lavoro che quotidianamente svolgo in azienda. Il mio incarico ha molti sacrifici ed ottenere un riconoscimento così importante da risalto a tutto il nostro impegno nel portare avanti un'azienda. Ora, partiremo per un viaggio di formazione di una settimana presso altre aziende agricole d'Europa e sarà sicuramente oggetto di scambio di idee e un importante vetrina di lustro per la nostra azienda.

 

Quali sono le caratteristiche della tua azienda che ti hanno permesso di trionfare?

Il concorso è stato creato per valorizzare le aziende agricole e la creazione di attività connesse alla semplice agricoltura. Per esempio, noi produciamo mandorle, olive e fichi e successivamente le trasformiamo rendendoli veri e propri prodotti a "chilometro zero". Inoltre, ricopriamo anche il lavoro di masseria didattica per giovani ed adulti ed impartiamo corsi di avvicinamento all'assaggio dell'olio. Partecipiamo a molte fiere in Italia e all'Estero poiché crediamo nello scambio di idee e modi di lavoro tra diverse realtà agricole. In più, produciamo delle particolari mandorle chiamate "Filippo Cea" e tipiche della nostra zona che nell'ultimo periodo sono diventate molto note.

 

Cosa ti ha spinto ad intraprendere una carriera imprenditoriale nel settore agricolo?

Sono laureata in Economia e Commercio, ma durante il mio curricolo universitario mi sono indirizzata verso il mondo agricolo. Sono nata in una famiglia di agricoltori perché mio nonno era un contadino ed ha trasmetto la sua passione prima a mio padre e poi a me. La mia azienda (Donna Francesca, ndr), invece, è dedicata a mia nonna, una donna tenace e caparbia che mi ha trasmesso l'amore per la terra. Ho avuto la possibilità di iniziare l'attività agricola nel 2002 quando ho rilevato una parte dell'azienda di famiglia e con l'aiuto di mio padre ho cominciato a gestirla. Successivamente, con il tempo, ho guadagnato una mia autonomia e ho indirizzato l'azienda verso altri canoni.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri per valorizzarla maggiormente?

Il 14 ottobre partirò per un'altra fiera in Francia che punta a migliorare ed incrementare la gamma di prodotti che la mia azienda offre. Per esempio, vogliamo trasformare anche la ciliegia che, attualmente, è l'unico prodotto che non vendiamo e fare in modo che possa essere distribuito sino alle case dei nostri acquirenti. Inoltre, stiamo ampliando molto l'aspetto della comunicazione tramite social networks e sito web che permette ai nostri clienti di interfacciarsi direttamente con noi.

 

Quali sono le tue considerazioni in merito al mondo agricolo pugliese?

In Puglia, i giovani si affacciano al mondo agricolo principalmente perché non trovano lavoro. Ma il nostro è un lavoro molto duro che segue determinate regole ed è molto influenzato dal clima. Nonostante ciò, spero che aumentino sempre più i giovani nel mondo agricolo perché è più facile interfacciarsi con loro. L'agricoltura non è qualcosa di vecchio o arretrato, ma qualcosa dalla quale si può inventare tanto. Attualmente, ci sono molte più donne nel settore agricolo a differenza di alcuni anni fa quando notavo, nelle fiere a cui prendevo parte, di essere sempre l'unica donna.
Spero che con l'arrivo del turismo in Puglia si riesca a incrementare la vendita dei nostri prodotti tipici che già da qualche tempo abbiamo iniziato a distribuire sia Italia ma anche all'estero.