Il campo di via Togliatti è stato intitolato a Mario Licinio

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Video, Sport
12 settembre 2016

Alla cerimonia hanno partecipato anche i parenti della bandiera neroverde

Lo scorso sabato pomeriggio, il campo sportivo comunale di via Togliatti, inaugurato il 30 settembre 2015 al termine di un progetto di  ristrutturazione costato 300.000 euro e finanziato con fondi europei grazie alla partecipazione ad un bando pubblico regionale del 2012, è stato intitolato a Mario Licinio, indimenticata bandiera del calcio bitontino scomparso prematuramente dieci anni fa. 

La proposta di denominare la struttura a Mario Licinio è nata da Nicola Lavacca, fiduciario del CONI per il Comune di Bitonto, che lo scorso aprile ha proposto al primo cittadino Michele Abbaticchio di installare all’ingresso del campo una targa commemorativa alla bandiera neroverde, da sempre punto di riferimento per i giovani sportivi della nostra città. L’idea del cronista bitontino è stata benevolmente accolta dall’intera Amministrazione Comunale e, nel giro di pochi mesi, è stata predisposta la cerimonia a cui hanno partecipato, oltre al già citato Nicola Lavacca, anche la vicesindaco Rosa Calò, l’assessore al marketing territoriale Rocco Mangini e il consulente allo sport del Comune Domenico Nacci. 

“Penso che la presenza di tanta gente stasera sia la dimostrazione del valore sportivo e umano di Mario Licinio. Questo dimostra che la fama di questo giocatore di periferia era diffusa tra i giovani del tempo ed è bello che un campo di periferia sia stato intitolato ad un campione di periferia, affinché i giovani possano crescere ed allenarsi seguendo un campione come Mario Licinio” ha dichiarato la vicesindaco Calò.

Ha arricchito fortemente la manifestazione anche la presenza di molti degli ex compagni squadra di Licinio, che tra gli anni ’60 e ’70, hanno condiviso gli stessi terreni di gioco del centrocampista ed allenatore neroverde. Sono intervenuti, inoltre, anche le rappresentanze delle dirigenze delle due maggiori squadre di calcio della città: l’U.S. Bitonto e dell’A.S.D. Omnia Bitonto. I primi, guidati dalla neo presidente Tina Aluisio e da capitan Vincenzo Modesto, hanno omaggiato i famigliari di Licinio con una maglia neroverde, intestata proprio all’ex tecnico dei leoncelli, e tutti i suoi ex colleghi di gioco con una sciarpa dell’U.S. Bitonto.

“Ringrazio l’amministrazione comunale e Nicola Lavacca che hanno voluto intitolare questo campo sportivo a mio padre. Siamo emozionati perché la struttura rimarrà sempre intitolata a lui e il suo ricordo resterà sempre in tutti i noi” ha spiegato Annalisa Licinio, figlia di Mario.

L’intera area su cui è ubicata la struttura – che, oltre ad un campo di calcio a 5, comprende spogliatoi, gradinate e un sistema di videosorveglianza – è stata ripristinata nell’ambito del progetto Rigenera 167 ed è attualmente gestita da cooperative di tipo B Rosa Blu, Sfrang e Tasha. A quasi un anno dal taglio del nastro, avvenuto alla presenza del sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio, il campetto viene fluentemente frequentato dai giovani atleti delle società sportive bitontine e dai cittadini bitontini – in particolare dai residenti della zona 167, tra i maggiori beneficiari dell’area, ndr –, mentre l’orto sociale allestito nei pressi risulta ancora essere una singolare occasione di reintegro e recupero lavorativo. 

“Quando abbiamo ristrutturato quel campetto non avrei mai immaginato che oggi avrei vissuto una gioia ancor superiore. Intitolare a Mario e, quindi, a tutta la sua famiglia quello spazio un tempo degradato ed oggi gioiosamente vissuto da centinaia di bambini che praticano il calcio compensa anche noi di tanto – ha rivelato il sindaco Michele Abbaticchio, assente alla cerimonia per motivi professionali – Mario ha fatto un altro dribbling oggi, ed io ci credo. Credo che lui ci guardi sorridendo con il suo fare astuto da sportivo consumato, da uomo che ha insegnato tanto. A Giuseppe ed Annalisa , con i quali ho convissuto tanti anni di giovinezza spensierata e senza responsabilità, va il mio pensiero insieme alla loro madre coraggio. Vi vogliamo bene”. 

 

Il ricordo di Nicola Lavacca

Nicola Lavacca, giornalista, in qualità di Fiduciario Coni per Bitonto è stato il promotore dell’iniziativa per intitolare il campo sportivo di via Togliatti a Mario Licinio organizzando l’intera manifestazione che si è tenuta sabato scorso(sua anche la frase-dedica sulla targa commemorativa):

“Un giorno importante anche per ricordare con affetto, stima ed un pizzico di nostalgia un caro amico, Mario Licinio. E credo che la cosa più bella ed emozionante di questo evento sia stata la partecipazione di tanti ex compagni di squadra di allora. Mariolino, come lo chiamavamo tutti affettuosamente, era uno dei miei idoli del Bitonto degli anni ’60 e ’70.

Un anno fa quando il campo sportivo di via Togliatti venne restituito alla città dopo i lavori di ristrutturazione e ammodernamento programmati dall’amministrazione, in qualità di Fiduciario Coni per la città di Bitonto proposi al sindaco di intitolare l’impianto sportivo a Mario Licinio che è stato sicuramente uno dei calciatori più rappresentativi del Bitonto. Tra gli anni ’60 e ’70 è stato tra gli artefici dell’ascesa della principale squadra di calcio della nostra città onorando la gloriosa maglia neroverde. Era nato il 18 novembre del 1945 da papà Giuseppe e mamma Anna. Nel ’65 cominciò la sua avventura nell’Us Bitonto. Centrocampista dai piedi buoni era dotato di indubbie doti tecniche e aveva acume tattico. Il suo caratteristico e inconfondibile incedere lo faceva somigliare a volte a quei calciatori brasiliani che sembrano danzare quando hanno la palla tra i piedi. Domava il pallone come pochi, forniva passaggi illuminanti da classico trequartista qual era, sempre al servizio della squadra. La generosità e l’altruismo erano le sue qualità migliori, non solo quand’era impegnato sul rettangolo di gioco. Si faceva apprezzare dai tifosi, anche da quelli avversari, per la sua indiscutibile correttezza e lealtà sportiva che spesso nel calcio di oggi sono merce rara.

Erano i tempi del calcio rampante di provincia, quando si giocava sui campi in terra battuta tra nuvole di polvere e i rimbalzi irregolari di un pallone di cuoio ruvido che pesava come un macigno. Eppure quei calciatori ardimentosi e impavidi avevano tecnica da vendere, lottavano a denti stretti e non mollavano mai. Io li ho sempre definiti i “CAMPIONI DI PERIFERIA”. Mario Licinio era uno di questi. Nella esaltante e irripetibile stagione 67-68 il formidabile Bitonto a trazione anteriore stravinse il campionato di Promozione e conquistò la serie D. Nelle successive 8 stagioni di serie D, quando i calciatori erano semiprofessionisti, Mario Licinio continuò ad essere protagonista avendo al sui fianco tantissimi compagni di squadra talentuosi, 

c’è anche un mio ricordo personale. Io ero appena un ragazzino e fu in quegli anni splendidi che nacque la mia passione per il Bitonto. Con Mariolino strada facendo nacque anche un rapporto di amicizia perché io frequentavo la casa della suocera, mamma Rosaria Gentile, per studiare con il mio compagno di scuola Ciccio fratello della signora Giulia che poi diventò la moglie di Licinio. Negli anni del Bitonto in quarta serie quasi sempre dopo ogni partita in casa con Mario facevamo lunghe passeggiate tra il corso e la villa per parlare di calcio, di come erano andati i novanta minuti domenicali.

Mario Licinio ha incarnato i valori e l’essenza del calciatore serio, corretto, capace, ispirato, eclettico, bravo facendosi anche apprezzare per le sue qualità umane per l’onestà considerato anche ha costruito una bella famiglia basata su sani principi. Così come quando, dopo aver appeso le scarpe al chiodo, intraprese la carriera di allenatore guidando per parecchie stagioni il suo Bitonto e lanciando alcuni giovani di belle speranze. Tra l’altro se non sbaglio nella stagione 82-83 ebbi modo di vivere al suo fianco l’esperienza del campo e dello spogliatoio in quanto io ero il segretario dell’Us Bitonto in cui giocava un certo Antonio Toma.

Purtroppo un male incurabile ha posto fine all’esistenza di Licinio scomparso prematuramente nel dicembre del 2006 all’età di 61 anni. E’ passato un decennio dalla sua morte. E non c’è stato modo migliore per ricordarlo e onorare la sua memoria”.