Europrogea. La verità di Daucelli

Savino Carbone, Sabino Paparella
di Savino Carbone, Sabino Paparella
Politica
30 settembre 2016

Europrogea. La verità di Daucelli

L'assessore risponde alle accuse mossegli dal Pd: 'Se questa è politica, ne sono schifato'

Il caso Europrogea costituisce ad oggi uno dei principali terreni di scontro tra le opposizioni e l’amministrazione Abbaticchio. Al centro morosità pesanti da parte del consorzio, che si occupa di trasporto merci su gomme: Europrogea non avrebbe versato per oltre una decade la tassa sui rifiuti, per un importo di circa 300mila euro (poi cresciuto nel tempo sino ad arrivare a quasi 600mila euro). 

Gli uffici di Palazzo Gentile, all’indomani di un pignoramento negativo da parte degli ufficiali giudiziari (datato 14 dicembre 2012), concessero una rateizzazione in 36 tranche (72 la richiesta dell'azienda). 

Il caso è stato da sempre oggetto di attenzioni da parte del Partito Democratico, che insorse diversi mesi dopo la concessione della rateizzazione: nell’autunno 2013 il gruppo consiliare dem criticò la scelta in deroga all’art 19 del regolamento di contabilità, che prevedeva un numero massimo di 8 rateizzazioni (poi aggiornato alla normativa nazionale, alzando l’asticella sino a 72 rate), e chiese la testa dell’assessore Daucelli in una infuocata conferenza stampa

Europrogea non pagò e alla rateizzazionefecero seguito sette ingiunzioni di pagamento e, notizia di quasi un anno fa, la richiesta di fallimento dell'azienda - dopo la quale il consorzio avrebbe saldato l’intero debito oggetto del pignoramento. 

Natilla, nel frattempo, aveva inoltrato un esposto alla Procura di Bari, alla Corte dei Conti e al Commissariato per verificare se ci fossero state negligenze da parte degli uffici del Municipio. Il caso è scoppiato definitivamente nella primavera del 2016 con l’iscrizione nel registro degli indagati, da parte della Procura di Bari, di Francesca Panzini e Nadia Palmieri, rispettivamente ex e attuale responsabile del Settore Finanziario del Comune di Bitonto

Una vicenda intricata su cui lo stesso consigliere comunale e metropolitano PD Franco Natilla ha gettato numerosi dubbi. “[Sembra che] L’assessore (Daucelli, ndr), dopo che il vecchio concessionario del Comune di Bitonto, Cerin, aveva avviato nei confronti di Euro Progea la procedura per il recupero coattivo del debito accumulato negli anni per oltre 4000mila euro, si sia recato da uno dei legali incaricati dalla Cerin, accompagnato da un dirigente della società Euro Progea, per chiedere l’annullamento del pignoramento già in fase esecutiva e l’ennesima rateizzazione del predetto debito” ha scritto il dem in una recente nota consegnata alla stampa.

Sulla questione abbiamo ascoltato  il diretto interessato, l’assessore al Bilancio del Comune di Bitonto, Michele Daucelli, entrando subito nel merito delle accuse circostanziate mossegli dal consigliere PD.

 

Sì o no. Lei ha mai accompagnato un dirigente della società Europrogea presso i legali dell'allora concessionaria comunale di riscossione tributi CERIN?

Come già dichiarato in risposta ad un'interrogazione consiliare del 2013, io ho avuto modo di conoscere il caso Europrogea e di ricevere gli interessati per ascoltarne le ragioni, ma per quanto riguarda la questione del pignoramento è agli atti del Comune un verbale di esito negativo del pignoramento alla data del 2012...

Stiamo al fatto contestato, però, se non le spiace. Lei ha mai fisicamente accompagnato gli interessati presso qualche rappresentante della CERIN?

Certamente mi sono interessato di assumere informazioni e seguire lo svolgimento della vicenda.

Ma ha mai perorato la causa di Europrogea accompagnando fisicamente gli interessati presso CERIN?

Assolutamente no.

Dunque nega di aver mai esercitato pressioni sui legali di CERIN perché bloccassero la procedura di pignoramento ai danni di Europrogea?

Non sarebbe stato in loro potere bloccare eventualmente la procedura di pignoramento e concedere una dilazione di pagamento. La decisione sarebbe spettata all'ente locale, dunque agli uffici.

Qualcuno potrebbe però sospettare che attraverso un intervento accomodante dei legali del concessionario si potesse ottenere un atteggiamento più bonario degli uffici.

Non avrebbe avuto senso: ripeto, la competenza in merito era degli uffici comunali.

Indipendentemente dalle considerazioni di eventuale utilità ed efficacia di tale intervento accomodante, lei ha mai esercitato pressioni sui legali CERIN perché avvenisse, sì o no?

No.

Sì o no. La procedura di pignoramento contro Europrogea era legittima?

Certamente. A fronte del mancato riscontro all'ingiunzione di pagamento di 280mila euro, il concessionario era legittimato ad avviare la procedura di pignoramento. La quale, però, come dicevo, ha avuto esito negativo, come attesta un verbale dell'ufficiale giudiziario incaricato del 14 dicembre 2012.

Con quali motivazioni?


Non spetta né all'ufficio, né tanto meno dell'assessore, saperlo e pronunciarsi sul contenuto di quell'esito. Quello che conta è che la rateizzazione del pagamento sarebbe stata richiesta e concessa solo due mesi dopo, tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio: quando, cioè, la procedura di pignoramento si era già conclusa con un nulla di fatto.

Sì o no. L'ulteriore dilazione di pagamento con proroga della rateizzazione era legittima?

Non sta a me dire se fosse o no legittima. Quello che posso dire è che il Comune di Bitonto aveva un regolamento obsoleto in materia, difforme rispetto alla superiore norma nazionale, che prevede 72 rate. Ragion per cui di lì a poco sarebbe stato adeguato.

Cerchiamo di ricostruire l'ordine cronologico dei fatti. Quel che vi è stato contestato è che, al momento della concessione di dilazione, il regolamento comunale vigente – pur in contraddizione con la norma nazionale – non l'avrebbe consentita. Solo in seguito sarebbe avvenuta la citata modifica.

Sì, la modifica è posteriore.

Alla luce di questo, lei ritiene fosse corretto in quel momento, nell'interesse del recupero del credito, concedere comunque la dilazione?

Io non entro nel merito di questa questione, perché come dicevo si tratta di un atto amministrativo. Erano gli uffici a dover fare le loro valutazioni.

Fatto sta che nel 2013, in seguito alle proteste in Consiglio per questa presunta irregolarità, la stessa responsabile dell'ufficio comunale competente, la dottoressa Palmieri, ritirò in autotutela quella concessione di dilazione. Come valuta quella decisione, apparentemente contraddittoria?

Non entro nel merito e non esprimo giudizi, perché si tratta appunto di decisioni che esulano dalla competenza dell'assessore. Quello che posso dire è che, in seguito alla successiva internalizzazione della riscossione tributaria, il credito è stato interamente recuperato.

Aveva una conoscenza diretta pregressa dei rappresentanti di Europrogea?

No. Li ho conosciuti in occasione di questa vicenda quando mi hanno chiesto di potermi presentare il caso.

Non ha mai avuto dunque, anche nel passato, rapporti professionali con Europrogea che potessero comportare un qualche conflitto di interessi?

Assolutamente no.

Ritiene di aver agito sempre nell'interesse della collettività, anche in occasione della vicenda Europrogea?

Ho agito sempre solo ed esclusivamente nell'interesse del Comune. Lo rivendico con forza: non ho mai fatto nulla che non fosse nell'interesse dell'Ente. I dipendenti stessi del Comune ne sono testimoni.

La somma ingiunta dal concessionario nei confronti di Europrogea (280 768 €) è stata ormai interamente recuperata con gli interessi?

Esatto: alla data del 15 giugno 2016, 298mila euro risultano incassati.

Al momento, però, Europrogea risulta nuovamente indebitata nei confronti del Comune di Bitonto. A quanto ammonta il credito e quali azioni avete intrapreso per recuperarlo?

A seguito di ulteriori attività accertative è risultato un ulteriore debito di circa 300mila euro. Gli uffici si stanno occupando di di esigerne il pagamento.

Quali valutazioni si sente di esprimere in merito alla polemica montata su questo caso?

I soggetti che l'hanno alimentata (il consigliere Natilla, ndr) dopo aver fatto ostruzionismo all'internalizzazione del servizio di riscossione dei tributi continuano a inventare cose che non stanno in cielo né in terra. Non ho parole.

Pensa che questa polemica sia da mettere in relazione al suo futuro politico, atteso che nella prossima primavera ci saranno le elezioni?

Se questa è la politica, io ne sono schifato. È un clima di caccia all'uomo, che punta solo alla denigrazione personale dell'avversario. Negli anni passati c'erano stati spesso dei confronti anche aspri con l'opposizione, ad esempio con una persona preparata come Paolo Intini, ma sempre nel rispetto reciproco e nei limiti della dialettica consiliare. Qui siamo decisamente oltre. Per questo i miei legali stanno valutando se ci siano gli estremi per un'azione legale a tutela della mia immagine.
Personalmente, spero che il mandato finisca il prima possibile e ho deciso che non mi ricandiderò, mi fermerò qui con la politica.