Per la DIA Bitonto è contesa dai clan Conte e Cassano

Savino Carbone
di Savino Carbone
Cronaca
06 agosto 2016

Per la DIA Bitonto è contesa dai clan Conte e Cassano

Secondo la seconda relazione semestrale le recenti sparatorie sono legate al controllo delle piazze dello spaccio

La scissione tra i clan Conte e Cassano preoccupa la DIA. La seconda relazione semestrale del 2015, diffusa dalla Direzione Investigativa Antimafia nei giorni scorsi, dedica un paragrafo alla situazione criminale di Bitonto, ormai terreno di scontro tra i due storici gruppi, un tempo alleati.

Nella parte dedicata all'hinterland barese, Bitonto occupa lo spazio maggiore. "Anche in provincia le dinamiche criminali, pur rimanendo invariate rispetto al semestre precedente, continuano a risultare fortemente condizionate dalle persistenti situazioni di conflittualità interne ai clan" si legge nella relazione. "Indicativa, in proposito, la situazione che interessa l'area di Bitonto - continua il documento - verosimilmente compromessa da una scissione interna al clan Conte-Cassano, ora diviso in due gruppi rivali". Per la Direzione "tale contrasto potrebbe rappresentare la chiave di lettura della serie di sparatorie, avvenute a Bitonto a partire dal mese di Luglio (2015, ndr) che potrebbero essere ricondotte alla necessità di sancire il controllo delle attività di spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio".

 

I clan del territorio

 

L'organismo investigativo si riferisce alla sparatoria in via Berlinguer tra uomini a bordo di scooter del 29 Luglio 2015, a quella del 17 Agosto in via Saracino, alla successiva (datata 18 Agosto, ndr) in via Carlo Rosa e al conflitto a fuoco in via Gomez del 24 Agosto, il giorno dopo l'arresto di Giuseppe Cassano.

Secondo la relazione relativa al semestre precedente Bitonto rimaneva un feudo conteso dal clan Cipriano e il duo Conte-Cassano. Gli unici rapporti attestati sono quelli con il clan Zonno di Toritto e Grumo Appulo sull'asse della droga. In quest'ottica, secondo gli investigatori, andrebbe letto l'arresto ad Aprile 2015 di Francesco Amendolara, pluripregiudicato affiliato al clan Cipriano, tra i presunti autori dell'omicidio di Manuele Giampalmo, ucciso a colpi di pistola nel centro storico la sera del 10 marzo 2012. I due sarebbero stati sodali del clan Conte, e lo scontro a fuoco costituirebbe un ulteriore momento della contesa ormai decennale delle piazze dello spaccio nel centro antico.