Indietro nel tempo con il Festival della Poesia

Federica Monte
di Federica Monte
Cultura e Spettacoli, Video
30 agosto 2016

Domenica la quarta edizione organizzata dal Cenacolo dei Poeti

Un balzo nel seicento quello compiuto dall'Associazione Culturale Cenacolo dei Poeti, lo scorso sabato, con la IV edizione del Festival della Poesia che ha seminato per i vicoli del centro storico la delicatezza dei versi. La manifestazione, organizzata con il sostegno dell'assessorato al Marketing Territoriale - e che si candida di diritto ad essere una delle più grandi in tutta Puglia - ha unito musicisti, pittori e poeti provenienti da ogni dove che hanno invaso delicatamente le meravigliose corti del borgo antico.

Anfratti spesso reconditi, sconosciuti ai più, che per l'occasione sono diventati teatro di poesia, musica ed esibizioni estemporanee, hanno riportato indietro nel tempo una Bitonto che nel seicento era la seconda città pugliese per presenza di circoli e botteghe d'arte. Da Via Amedeo sino alla piazzetta dell'Accademia degli Infiammati, che "per la prima volta non ha ospitato eventi di carattere religioso" ha precisato inorgoglito il presidente del Cenacolo dei Poeti Nicola Abbondanza, sono stati affissi componimenti, rime e liriche che hanno decorato la città perché "la poesia è di tutti, la poesia è per tutti. Nelle nostre intenzioni c'è stata la volontà di provare a ispirare i passanti, a seminare nei cittadini la bellezza delle parole", ha affermato il direttore artistico Umberto Ruggero.

Questo raduno di artisti fa inevitabilmente pensare, tra le altre cose, dapprima a quella letteratura occitanica nata in Francia e diffusasi anche in Italia all'interno delle corti intorno al XII secolo, e poi al miracolo realizzato dal Rinascimento in cui le corti erano punto nevralgico della cultura italiana. Le corti animate sabato, spogliate da ogni lustro o eco meramente nobiliare, riportano in vita quella che deve essere stata l'atmosfera respirata in un contesto storico che dalla cultura cominciava e di cultura si nutriva.

"È semplicemente meraviglioso. A me piace la storia, l'arte, l'umanità e qui c'è tutto. Mi hanno raccontato che questa città meravigliosa, qualche tempo fa era un po' meno meravigliosa perché c'era la città e non c'era la gente e vedo una vita incredibile grazie anche ad una bellissima iniziativa. Per me la poesia è qualche cosa che serve agli altri, come diceva Troisi nel Postino. La poesia deve arrivare agli altri, emozionare, far pensare. Ecco lo spirito del Festival" ha spiegato Gianfranco Tarbelli, matematico e poeta di Feltre giunto a Bitonto per l'occasione.