Falchi, colombe e… piccioni

Sabino Paparella
di Sabino Paparella
Esperia
06 agosto 2016

Falchi, colombe e… piccioni

La decisione del Provinciale favorisce il riavvicinamento del PD ad Abbaticchio?

Pronunciamenti tecnici e messaggi politici, parte seconda. 

Solo pochi giorni fa, in un improvviso lampo di asciutto burocratese tra i fuochi d'artificio della narrazione abbaticchiana, avevamo imparato che i tributi sono la vera kryptonite di questa Amministrazione Comunale, al cospetto della quale persino il superdotato Michele Abbaticchio perde i suoi superpoteri e deve piegarsi alla dittatura dei numeri e degli equilibri di bilancio targati Daucelli.

In queste ore, un secondo verdetto apparentemente tecnico ci dà l'occasione per riflettere sugli impliciti valori politici nascosti tra le righe della burocrazia.

Si tratta del documento con il quale la Commissione provinciale di Garanzia del Partito Democratico, in risposta ad un esposto del coordinatore bitontino Vaccaro che chiedeva di sanzionare disciplinarmente Gaetano De Palma per aver "concordato" con la maggioranza la propria elezione a Presidente del Consiglio Comunale contro la linea del partito, ha sostanzialmente approvato l'operato di De Palma, non rivenendo "fatti o circostanze che hanno violato alcuna norma statutaria".

Una "assoluzione" prettamente tecnica, in apparenza, in quanto la Commissione formalmente era chiamata ad esprimersi semplicemente sulla conformità delle azioni del consigliere alle norme statutarie del partito. In realtà, un gesto dall'inequivocabile valore politico in merito all'assetto interno del Partito Democratico bitontino, come emergeva già dai significati di cui aveva investito la vicenda il capogruppo PD Ricci nella sua ultima intervista alla nostra testata.

Diciamola facile: Progresso Democratico ha vinto. È risultata vincente, cioè, agli occhi del partito provinciale, quella fronda interna al PD cittadino che da tempo – e in prospettiva futura – ha scelto l'avvicinamento all'attuale maggioranza. Con questa sentenza nero su bianco il PD di Lacarra, Emiliano e Decaro ha benedetto la convergenza verso Abbaticchio. Nulla di sorprendente, in fondo, se si pensa che è quello stesso PD che ha voluto lo stesso Abbaticchio come vicensindaco metropolitano e che sovente ne dispone come utile risorsa.

Per un vincitore, molti perdenti nel PD. Hanno perso – e questo è evidente – i "falchi", quelli che nel partito spingono per mantenere la linea del "muro contro muro" e che con lo scalpo di De Palma e dei riottosi sannicandriani avrebbero visto sancito il tabù dell'incesto con la maggioranza, ora e sempre.
Ma in fondo hanno fallito –anche se a prima vista non si direbbe – le stesse "colombe", rappresentate proprio dalla pubblica apertura fatta da Francesco Ricci nella sua intervista sulle nostre colonne – intervista alla quale, significativamente, nessuna risposta è giunta in queste settimane dal Sindaco o dalla maggioranza. Hanno fallito perché l'implicita condizione sottesa alla riconciliazione con Abbaticchio attraverso il "prezzo" delle primarie – vale a dire un "reset" dell'esperienza politica e amministrativa di questi anni – viene pubblicamente delegittimata dalla sentenza del Provinciale, che benedice invece la continuità accettata da Progresso Democratico, vale a dire la compatibilità politica del Pd con la persona e l'operato di Abbaticchio.

Paradossalmente, dunque, il verdetto anziché rafforzare potrebbe decisamente indebolire la proposta di riconciliazione "istituzionale" di Ricci, a tutto vantaggio del potere di contrattazione del Sindaco, che oltre ad essere spaventato dalle primarie in sé, per il divario tra la mobilitazione che potrebbe organizzare la sua parte e quella di cui disporrebbe un partito come il PD, fondamentalmente non ha mai avuto e non ha alcun interesse a fagocitare un partito ingombrante come il PD nella propria coalizione, consapevole di quanto questo modificherebbe i rapporti di forza a svantaggio della sua libertà di manovra.

Falchi e colombe: è quanto mai il caso di dire che Michele Abbaticchio ha preso due piccioni con l'unica fava di Progresso Democratico. Il placet del PD provinciale, oltre ad esasperare - fino ad un redde rationem? fino alla balcanizzazione? - la tensione interna ai democratici bitontini, inopinatamente (?) incoraggia la campagna acquisti del primo cittadino tra le fila dem, lasciando prospettare il confezionamento dell'ennesima marmellata simil-sinistroide in vista delle prossime amministrative.

La contromossa adesso spetta ai democratici. Dalle loro iniziative nei prossimi mesi si potranno intuire gli equilibri del prossimo appuntamento elettorale. In questa variegata fauna agostana, tra falchi colombe e piccioni, a Vaccaro, Ricci, Natilla & Co. non restano che parecchie gatte. Da pelare.