Episodio 3.1: Una cottarella estiva

Rocco D'Ingillo
di Rocco D'Ingillo
Lo spoiler, Terza Stagione
06 agosto 2016
Photo Credits: Lisa Fioriello

Episodio 3.1: Una cottarella estiva

Sui festival come sana alternativa alla movida. E sulla speranza che perdurino

Se non avessi mai visto Bitonto nella mia vita e ci fossi capitato in un giorno di questi, in piena estate, probabilmente me ne sarei innamorato. E lo stesso discorso vale per gran parte del territorio pugliese. Una situazione diametralmente simmetrica a quella di qualche anno fa, insomma.

Per quanto l'ombra mostruosa della scia di terrore e sangue della scorsa 'bollente' estate bitontina resti celata e presente in maniera inquietante, la città sta vivendo una sorta di rinascimento, una reazione che sembra contrapporsi in una forma ancora primordiale e non macchinosa a quell'ombra mostruosa della malavita e al vacuo yo-yo della movida. Un esempio concreto di questa ignara reazione proto-culturale può rivedersi nei numeri esaltanti del Beat Onto Jazz Festival, che tutto vuol essere tranne che mainstream, e che comunque è riuscito a riempire in modo eterogeneo Piazza Cattedrale.

Questa evoluzione, seppur ancora accennata, inizia a produrre frutti insperati, complici i vari festival e le numerose attività che continuano a fiorire all'interno del borgo antico. Quello che infatti all'inizio sembrava essere un movimento fin troppo autoctono e autoreferenziale di anime si sta pian piano trasformando in uno scambio, curioso, con le altre realtà limitrofe e non solo, spingendosi spesso anche ai confini con l'estero.

Lo stesso contrasto tra 'vita' e 'morte' sembra percepirsi in tutta la Puglia, che forse mai come quest'anno brulica di festival musicali, proprio nello stesso anno in cui la stessa regione è stata scossa dal tremendo lutto dell'incidente ferroviario. Piazze piene e rivalutazione del territorio, partendo dal Locus Festival di Locorotondo al meraviglioso sogno ormai diventato realtà del Cellamare Music Festival, senza dimenticare il Giovinazzo Rock Festival e, appunto, il Beat Onto Jazz Festival.

La speranza, in un certo senso, è che questo fervore culturale e musicale, legato alla cultura non necessariamente da salotto e per pochi, non sia solo una bellissima parentesi estiva. Ma che perduri nel tempo, risultando una valida alternativa al nichilismo da movida, che con questa formula troverebbe la sua giusta (e sana) parte complementare.

E sì, è vero, se non avessi mai visto Bitonto nella mia vita e ci fossi capitato in un giorno di questi, in piena estate, probabilmente me ne sarei innamorato. Ma mi piacerebbe poterlo dire in qualsiasi momento dell'anno, per quanto ci sia ancora da lavorare. Ma sembra essere questa, decisamente, la strada giusta.