Cerin. Il MEF risponde a Cariello: 'Spetta ai Comuni controllare il lavoro delle società'

di La Redazione
Politica, Cronaca
01 agosto 2016

Cerin. Il MEF risponde a Cariello: 'Spetta ai Comuni controllare il lavoro delle società'

Ma per il deputato 'è compito del ministero vigilare sulle operazioni patrimoniali'

“Spetta ai Comuni controllare il lavoro delle società a cui affidano l’attività di riscossione e accertamento dei rifiuti”. Sarebbe questa la risposta che il Ministero dell’Economia e delle Finanze avrebbe dato all’interrogazione del deputato del M5S Francesco Cariello in merito allo scandalo che ha coinvolto la CE.R.IN. s.r.l., società esercente l’attività di riscossione e accertamento dei tributi per diversi comuni, accusata di peculato continuato dalla Procura di Bari. 

“Il Mef - ha scritto il deputato in una nota - sostiene che in base al Decreto legge 267 del 2000 i controlli sulla raccolta dei tributi da parte degli enti locali devono essere svolti dai funzionari del servizio finanziario o di ragioneria degli stessi enti ma omette di dire che compito del ministero è vigilare che società tipo la CE.R.IN. srl eseguano spostamenti patrimoniali senza nessuna autorizzazione. Sono gli spacchettamenti e le variazioni patrimoniali gli strumenti attraverso cui alcune società di accertamento e riscossione dei tributi, pur essendo regolarmente iscritte all’albo, compiono frodi a danno dei comuni”.

Per il deputato si tratterebbe dunque del “classico scaricabarile fra Governo ed ente locale” in cui a rimetterci “è il cittadino perchè non solo vede i suoi soldi svanire ma è anche chiamato a rimpinguare le casse con nuove tasse”.  “Il caso Cerin - aveva dichiarato Cariello lo scorso Maggio - è la dimostrazione della fragilità del sistema di riscossione degli enti locali sia sotto il profilo del funzionamento del “mercato” dei servizi a supporto della riscossione sia per ciò che riguarda l’inadeguatezza degli strumenti di recupero da parte degli enti”

“La proposta del M5S - ha rilanciato - è di togliere completamente la concessione a queste società e di internalizzare l’intero servizio di accertamento e riscossione dei tributi locali”. Un po’ come successo già a Bitonto dopo la fine del rapporto contrattuale tra Municipio e CE.R.IN.

Intanto sul fronte delle indagini riguardanti la società dei Colapinto non ci sono novità di rilievo dopo il sequestro preventivo disposto dalla Corte dei Conti. Bisognerà forse aspettare l’autunno per capire se il lavoro degli inquirenti avrà un seguito importante.