Abbaticchio-PSI. Una frattura di mezz'estate

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica
22 agosto 2016

Abbaticchio-PSI. Una frattura di mezz'estate

I socialisti estromessi dalla maggioranza. Fuori Scauro, le deleghe rimarranno al Sindaco

Alla fine la frattura di mezz'estate c'è stata. Il Partito Socialista Italiano è stato estromesso dalla maggioranza che sostiene il governo Abbaticchio con una nota della coalizione diramata poco prima di Ferragosto. La mancata votazione della revisione delle tariffe Tari è stato il pretesto per mettere i socialisti alla porta e stringere il cerchio attorno ad una coalizione che da mesi ormai si prepara alla prossima campagna elettorale.

Niente di inaspettato, sia chiaro. L'uscita del PSI formalizza un nemmeno troppo silente malcontento del partito (e, di riflesso, della maggioranza Abbaticchio) che durava da quasi un anno. Troppi i provvedimenti di Giunta e Consiglio su cui ci sono state divergenze nette - su tutti la questione dell'alienazione delle quote ASV - tante le stoccate a distanza tra le due fazioni.

Un matrimonio combinato, quello tra PSI e Abbaticchio, esploso con la comparsa di un terzo attore, il Partito Democratico. Non è un mistero che Matera & Co. hanno più volte manifestato l'interesse a dialogare con i dem in vista del 2017. Ad Ottobre 2015 il segretario socialista ebbe a dichiarare: "L'unità del centrosinistra è importante, per questo bisogna sedersi ad un tavolo. Ma per noi esiste solo un PD". E a Novembre "non è più il tempo di perniciose e laceranti divisioni che il popolo del centrosinistra e la città non capirebbero e non giustificherebbero". Il PSI ha partecipato anche al summit convocato dal PD lo scorso Giugno, assieme al redivivo Palmieri, altro grande fuoriuscito dell'avventura Abbaticchio.

Lo stesso Partito Democratico, all'indomani della cacciata dei socialisti, ha difeso le posizioni del PSI. "Apprendiamo dalla stampa dell'estromissione del Partito Socialista Italiano dalla maggioranza - si legge nella nota diramata nei giorni scorsi - Questa vicenda è esemplificativa delle motivazioni per cui, ancora oggi, un dialogo tra il PD di Bitonto e q uesta amministrazione non si è mai concretizzato.Chi ha idee diverse dal 'podestà' viene messo alla porta. O con me o contro di me è una logica estranea alla politica ma molto vicina alle gestioni personali della cosa pubblica".

Nel fuoco incrociato delle polemiche è finito anche l'assessore Franco Scauro, che ha rimesso nelle mani di Abbaticchio le deleghe al Welfare, con una nota arrivata dopo un confronto con la segreteria. Scauro che fino ad oggi era rimasto salomonicamente distante dalle scaramucce PSI-maggioranza e che rappresentava l'ultimo legame tra due coniugi palesemente in rottura.

Salvo ulteriori sorprese, le deleghe dell'ex assessore dovrebbero essere conservate dal primo cittadino che non intende rimescolare gli equilibri di una maggioranza "allargata" che si divide tra la chiusura del mandato e la preparazione dell'Abbaticchio bis.

Difficile prevedere con chiarezza le prossime mosse del PSI. L'esodo rende difficile qualsiasi operazione di riconciliazione con gli abbaticchiani. Dall'altra parte, però, c'è un PD che attende di conoscere il suo futuro. Si preannuncia un autunno caldo, decisamente "rosso". Socialista será el porvenir.