Terrore a Nizza. Lafasciano: 'Una tragedia'

di La Redazione
Cronaca
15 luglio 2016
Photo Credits: AP

Terrore a Nizza. Lafasciano: 'Una tragedia'

L'ex preside bitontino, salvo per 'puro caso', spiega: 'Il clima era già cambiato a Novembre'

Come a Novembre. L'Europa è sotto shock per la tragedia di Nizza. Un camion di grosse dimensioni ha investito e ucciso decine di persone che stavano partecipando alle celebrazioni per il 14 luglio, l’anniversario della presa della Bastiglia, la Fête de la République, sulla Promenade des Anglais, il lungomare della città.

Al momento i morti sono 84 e un centinaio i feriti. Tra loro molti bambini, in centro con le famiglie per festeggiare. Alla guida del mezzo ci sarebbe stato un uomo trentenne di origini franco-tunisine, morto nello scontro a fuoco con la polizia, intervenuta appena dopo la strage. Secondo alcune voci l'autista avrebbe sparato alcuni colpi dalla vettura, prima di perdere la vita. Quel che è certo, però, è che all'interno del mezzo sono state trovate armi e granate.

 

Aggiornamento ore 12:00 

L'autista del camion è stato identificato: si tratta del franco-tunisino Mohamed Lahouaiej Bouhlel, 30enne residente a Nizza. Tutte le armi presenti sul mezzo sono risultate essere false

 

Tutti questi elementi spingono l'intellingence transalpina e il presidente François Hollande a seguire la pista dell'attentato terroristico, nonostante al momento nessuna organizzazione jihadista abbia rivendicato il presunto attacco, come fatto in altre occasioni. Ne è convinto anche Sabino Lafasciano, bitontino che da qualche anno risiede a Nizza, nei pressi del Campus di Scienze, in un quartiere residenziale non molto lontano dalla Promenade.

 

Il luogo della tragedia

 

"Qui è una tragedia - racconta al telefono - solo per un mero caso non eravamo lì sul lungomare: abbiamo deciso all'ultimo di festeggiare il 14 Luglio a Menton, a pochi chilometri da Nizza, con alcuni amici. Poco fa (ieri sera per chi legge, ndr) ho contattato il console generale, che ha visto direttamente la dinamica dell'incidente".

Secondo Lafasciano, un passato da preside negli istituti pugliesi, oggi funzionario che dirige le iniziative di promozione di italiano nelle scuole di Nizza, Marsiglia e nella Corsica, colpire un centro di circa trecentomila abitanti "significa puntare su un obiettivo semplice e non così esposto come Parigi, dove le misure di sicurezza sono ormai molto rigide". Una tranquilla città turistica, con una forte componente italiana. Ma anche originaria del Maghreb: "Secondo alcune stime decine di arabi residenti a Nizza sono stati in Siria, a seguire i combattimenti sul fronte"

Un attacco, forse, già annunciato. "Già all'indomani della strage del Bataclan si sono registrate molte tensioni, come molti cittadini di origine araba rifiutarono di partecipare alle iniziative di raccoglimento - spiega Lafasciano - inoltre c'è stato un 'attacco da operetta' a danni della polizia ad opera sempre di un arabo, conclusosi però senza nessun ferito. Il clima, insomma, era già cambiato da Novembre".