Libero Cinema in Libera Terra parla del dramma dello sfruttamento sul lavoro

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Cultura e Spettacoli
19 luglio 2016

Libero Cinema in Libera Terra parla del dramma dello sfruttamento sul lavoro

Domenica la proiezione di 'Due euro all'ora' per la kermesse voluta da Libera

Grande serata di cinema, arte e legalità quella dello scorso 17 luglio, in cui per il quinto anno consecutivo Bitonto ha ospitato il Festival Internazionale "Libero Cinema in Libera Terra", arrivato quest'anno alla sua undicesima edizione.

La rassegna, con la presidenza onoraria di don Luigi Ciotti, presidente di Libera, e del grande regista Ettore Scola, venuto a mancare all'inizio del 2016, diffonde in tutta la penisola il messaggio della legalità e della lotta contro le mafie attraverso il linguaggio universale del cinema. L'obiettivo è portare i cittadini ad assumersi le responsabilità del proprio ruolo sociale e politico, per una partecipazione democratica e dialettica più attiva e prolifera. Tutto nasce dalle idee provocatorie e rivoluzionarie dalla Fondazione Cinemovel, ideatrice e organizzatrice della carovana cinematografica, che da anni si occupa della comunicazione sociale e sanitaria in Africa, Europa e America Latina.

Nonostante lo spostamento di location a causa del cattivo tempo, all'evento, tenutosi della scuola materna di via Michelangelo e presentato dai fondatori di Cinemovel, Elisabetta Antognoni e Nello Ferrieri, c'è stata una grande partecipazione, con un intervento del sindaco Michele Abbaticchio e dell'assessore al Marketing Territoriale e alla Legalità Rocco Mangini.

La serata è stata aperta da "Mafia Liquida", performance di Vito Baroncini che riunisce cinema, musica e i disegni fatti alla lavagna luminosa, proiettando fotogrammi di famosi film sul tema della mafia e dell'illegalità, alternati a creazioni con i colori composte davanti al pubblico dallo stesso artista.

È seguita poi la proiezione della pellicola "Due euro all'ora" del regista campano Andrea d'Ambrosio, suo primo lungometraggio, uscito quest'anno nelle sale come film indipendente e premiato al Festival Internazionale di Bari. La storia di una tragedia tutta meridionale, dell'amicizia fra una diciasettenne, Rosa (interpretata da un'esordiente Alessandra Mascarucci), che vuole rincorrere il fidanzato in Svizzera per lasciare il suo paesino, Montemarano, e una emigrata di ritorno dal Venezuela, Gladys, nubile e con disperato bisogno di lavorare. Le due, tra le dinamiche quotidiane del paesino campano, si ritroveranno in una sartoria abusiva, alle dipendenze di Enzo Blasi (impersonato da un brillante Peppe Servillo), arcigno e per nulla interessato alle condizioni delle sue operaie, lasciandole lavorare in un magazzino fatiscente.

"Due euro all'ora", come la paga di queste donne, è ispirato ad un fatto realmente accaduto nel 2006, quando a Montesano nel materassificio Bimaltex persero la vita due donne, a causa dell'incendio che divampò nella palazzina in cui lavoravano. È la stessa sorte che tocca a Rosa e Gladys, quest'ultima però soccorsa dalla giovane, che riesce a salvarle la vita, perdendo però la propria.