FerLive. Per il Tar il ricorso della società è inammissibile

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica, Cronaca
13 luglio 2016

FerLive. Per il Tar il ricorso della società è inammissibile

Salta per il momento il mega progetto di discarica. Abbaticchio: 'Una grande vittoria'

"In parte inammissibile e in parte infondato" per omessa notifica. Il Tar Puglia, con una sentenza depositata lo scorso 9 Giugno, ha rigettato il ricorso promosso dalla FerLive S.r.l. legato al progetto della mega discarica di materiali ferrosi da realizzare in contrada Colaianni.

Nel Luglio 2013, la società aveva presentato ricorso contro il diniego dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per la realizzazione dell'impianto nella cava dei Robles. Gli avvocati del gruppo (il cui rappresentante legale è Paolo Tinello, di Settingiano in provincia di Cosenza, ndr) avevano puntato il dito contro il Presidente della Giunta Provinciale, per il comportamento rapsodico assunto durante le procedure per il rilascio delle autorizzazioni. Le carte del ricorso erano incentrate proprio su questo. Prima di negare l'A.I.A, la Provincia aveva concesso il 30 dicembre del 2011 parere favorevole di compatibilità ambientale (la Valutazione Impatto Ambientale, ndr). "Il diniego impugnato - sosteneva la Fer Live - è illegittimo per illogicità manifesta, contraddittorietà e difetto di motivazione". Contraddizioni riscontrate, secondo la società, anche nei pareri sfavorevoli resi dal Comune di Bitonto "ove si consideri che lo stesso aveva espresso parere favorevole dal punto di vista ambientale per la localizzazione dell'impianto de quibus, nell'ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (con Remine nel novembre del 2011, ndr)".

Gli avvocati Bice Annalisa Pasqualone e Lazzaro di Trani, difensori Fer Live, avevano più volte fatto riferimento, nel ricorso presentato al Tar, al Piano Regionale Gestione Rifiuti Speciali. I pareri negativi espressi da Bitonto e Arpa Puglia nelle Conferenze dei Servizi di dicembre 2012 e marzo 2013, infatti, facevano fede proprio alle prescrizioni del piano regionale che destinava le sole aree industriali all'insediamento di impianti di smaltimento. "Tuttavia – si leggeva nella difesa del Comune di Bitonto, sostenuto dall'avvocato Caputi Jambreghiil ricorso Fer Live Srl non è stato notificato alla pubblica amministrazione che ha emesso l'atto impugnato, cioè alla Regione Puglia che ha approvato il PRGRS".

Proprio la mancata notifica avrebbe fatto decadere l'ammissibilità del ricorso. "Come chiaramente messo in luce dalle difese delle Amministrazioni resistenti, il PRGRS della Regione Puglia ed il PUTT/P non potevano certo essere ignorati dalla Provincia di Bari nella elaborazione dell'iter decisionale che ha condotto al provvedimento negativo impugnato - si legge nella sentenza - Il loro eventuale contrasto con norma di rango primario avrebbe dovuto divenire oggetto di apposita formale impugnazione che, come visto sopra, non vi è stata, a causa dell'omessa notifica del ricorso introduttivo nei confronti della Regione Puglia".

Per di più secondo i giudici amministrativi i pareri positivi espressi preliminarmente non costituirebbero elementi tali da dichiarare valido il ricorso: "prive di pregio sono le doglianze svolte dal ricorrente, volte a stigmatizzare il comportamento della Provincia di Bari, la quale non avrebbe tenuto conto dei pareri favorevoli acquisiti nel corso del procedimento, ritenendo l'intervento in questione non localizzabile nell'area prescelta.
Deve sul punto ribadirsi che, anche all'esito dell'integrale valutazione delle controdeduzioni presentate dalla società ricorrente ex art. 10 bis L. n. 241/1990, il vincolo esistente sull'area (Ambito Territoriale Esteso di tipo C del PUTT/Puglia) costituiva un ostacolo oggettivo di tipo invalicabile ed escludente al rilascio di una AIA favorevole". Stesso discorso varrebbe per "la VIA [che] era stata emanata con l'espressa riserva, formulata dal Comune di Bitonto, di valutare in modo più approfondito in sede di AIA gli aspetti relativi alla compatibilità urbanistica dell'impianto e, quindi, anzitutto la sua localizzazione". "Tale riserva - scrivono i giudici - ove dal punto di vista di parte ricorrente fosse stata ritenuta lesiva dei propri diritti ed interessi - come probabilmente era, avendo determinato l'effetto di posticipare in sede di AIA valutazioni che avrebbero dovuto essere adottate nella competente sede di VIA - avrebbe dovuto formare oggetto di apposita impugnazione, che, viceversa, non risulta esservi stata". 

A queste motivazioni, il Tar ne aggiunge anche una più specificatamente ambientale: "Se la destinazione agricola non è di massima ostativa alla realizzazione di impianti di smaltimento (cfr. inter plures Cons. Stato, Sez. V, 1.10.2010, n. 7243) è altrettanto vero che lo spazio della ampia discrezionalità amministrativa in materia può e deve esercitarsi anche in senso negativo per il ricorrente, ove vengano ritenute prevalenti ragioni di tutela del paesaggio e del territorio locale, peraltro previamente formalizzate in disposizioni specifiche di natura vincolistica".

Nel 2013 si creò un fronte ambientale unico per contrastare il progetto FerLive. Associazioni, politica, Comune di Bitonto furono protagonisti della battaglia. Ad Agosto di quell'anno una delegazione bitontina si recò davanti agli uffici del Tribunale per la prima seduta. "Ci siamo opposti alla discarica di rifiuti pericolosi a Palombaio quando siamo arrivati, vedendo che l'Amministrazione prevedente ci aveva lasciato invece suo assenso tramite uffici tecnici - ha commentato a caldo il sindaco Michele Abbaticchio - Probabilmente sarebbe diventata anche la discarica di ogni cosa di tutti i Comuni Metropolitani viste le tristi evoluzioni regionali sui rifiuti che ho contenuto con Emiliano prima e Decaro dopo da vicepresidente ATO rifiuti provinciale. Una grande vittoria di coraggio e di rifiuto di qualsiasi compromesso che la nostra Giunta Comunale ha deliberato con l'assistenza dell'allora dirigente Turturro. Sempre onorati di servirvi".

Non è escluso adesso che la società si rivolga al Consiglio di Stato, con un ricorso più "pesante". Quello presentato al Tar, infatti, presentava evidenti falle, che costrinsero la società a ritirare la richiesta di sospensiva dopo aver letto la memoria difensiva del Comune di Bitonto.