Episodio 3.9: Hold the Door

Rocco D'Ingillo
di Rocco D'Ingillo
Lo spoiler, Terza Stagione
14 luglio 2016
Photo Credits: Vigili del Fuoco

Episodio 3.9: Hold the Door

Sul triste sciacallaggio a proposito del disastro sulla Bari Nord. E sul grande cuore dei pugliesi

"To open the door press the green button".

Questa è la frase che ogni assiduo frequentatore delle Ferrovie del Nord Barese avrà ascoltato decine di centinaia di volte nel frequente tragitto verso Bari e le altre destinazioni della provincia. La stessa frase che avranno ascoltato sicuramente, chissà per quante volte, le vittime del disastro ferroviario dello scorso 12 luglio tra Corato e Andria.

La nazione, insieme al resto del globo, è rimasta sconvolta dalla tragicità dell'accaduto. Quelli che hanno provato a raccontare quanto avvenuto, e tra questi rientrano le peggiori categorie dei giornalisti, sono giunti a conclusioni a dir poco affrettate sulla vicenda, conoscendo poco (per non dire 'proprio per niente') l'effettiva condizione in cui si trovano, da anni, le Ferrovie del Nord Barese. Pochissimi servizi sulle reti nazionali hanno sviluppato un'analisi approfondita sulla particolare società coinvolta, citando (spesso anche in modo sconcertato) il fatto che le ferrovie in questione fossero tra le migliori su tutto il territorio nazionale, lasciando un attimo da parte la questione, a tratti fuorviante, dell'ormai fin troppo celebre 'binario unico' (Per dovere di cronaca, le ferrovie del nord Italia sono composte per più del 50% da binario unico. Per dire).

I peggiori, tuttavia, hanno preferito giungere a conclusioni del tutto affrettate, senza conoscere dettagliatamente la qualità offerta dal servizio svolto finora dalla Ferrotramviaria S.p.a., parlando di situazioni disagiate dei trasporti in Puglia, Basilicata, Campania e Calabria.

La maggior parte dei giornalisti professionisti e improvvisati del momento è giunta a conclusioni del genere. Molto probabilmente nessuno di loro ha mai ascoltato "to open the door press the green button". Tra questi, anche volti molto noti al panorama editoriale italiano hanno voluto necessariamente dire la loro, così, perché dire qualcosa sulla tragedia di Andria/Corato era necessario sul web per un opinion leader, tra cui Roberto Saviano, che probabilmente non può prendere un treno da qualche decina d'anni per ovvi motivi, e che ha partorito un ragionamento che rasenta la pienezza del vuoto in un post come questo: 

Saviano è solo un esempio della disinformazione dilagata negli ultimi giorni nei media. Se ne potrebbero citare altri, tantissimi. Anche il TG5, che di telegiornale ha probabilmente ormai solo il nome, ha parlato dettagliatamente delle Ferrovie Bari Sud, convinto che si trattasse della stessa compagnia coinvolta nell’incidente. 

Questo tipo di disinformazione ha generato un certo senso di disgusto soprattutto in chi quel treno l’ha preso per anni, e continua a prenderlo con un certo orgoglio. E questo disgusto ha continuato a dilaniare i cuori dei pugliesi, già distrutti dal dolore, ascoltando dichiarazioni infondate del politico di turno che ha voluto trovare uno spiraglio di gloria in una dichiarazione ad effetto sull’accaduto (vedi Salvini), o leggendo tremende esultanze di qualche convinto idiota nordista per la morte di “una ventina di terroni, che non fanno nemmeno parte dell’Italia”.

E la Puglia, i pugliesi, quelli che quel treno l’hanno preso infinite volte e continueranno a prenderlo, continuano anche a vivere il dolore della tragedia. Condividendolo, ma iniziando a ribellarsi e a dire basta.

E questa orgogliosa, civile, meravigliosa ribellione pugliese è iniziata sin da subito, dopo quell’orribile scontro. E ha a che fare con quella fatidica frase dei treni della Bari Nord, “to open the door press the green button”. Così anglofona, così poco pugliese, eppure ormai nostra.

Quel ‘green button’, quell’enorme bottone verde, è stato premuto sin da subito, dopo l’incidente. E ha aperto una porta enorme nel cuore della Puglia.

Una porta che ora va protetta, va tenuta aperta in determinati casi, va chiusa in altri. Gli anglofoni direbbero ‘hold the door’ (che non può che ricordare un amatissimo personaggio di Game of Thrones e il suo conseguente sacrificio per ‘mantenere una porta’). Quella porta è ora aperta nel cuore della Puglia, ora fragile e scoperto.

Va tenuta aperta per tutti coloro che sanno, davvero, le condizioni tutt’altro che disagiate delle Ferrovie del Nord Barese, perché quel treno fa anche un po’ parte delle loro vite, e che per questo ancor più dei disinformati vogliono chiarezza, ma che non per questo potranno dire che è una compagnia obsoleta e malfunzionante.

Va tenuta aperta per tutti coloro che hanno sofferto in prima persona il dolore della perdita e questa assurda beffa mortale. E resta aperta grazie a tutti quei pugliesi (naturali e adottivi) che hanno contribuito (e continuano a farlo anche in queste ore) a portare soccorso ai feriti e alle famiglie colpite dalla tragedia, il cui grande simbolo resteranno per sempre le code interminabili per donare il sangue negli ospedali limitrofi.

Quella porta, tuttavia, va anche tenuta chiusa. Va  tenuta chiusa a chi si è voluto intrufolare nella questione per qualche minuto di fama, anche a costo di dire qualcosa di totalmente infondato. Va tenuta chiusa a chi vuole e vorrà speculare sull’accaduto, dal politico all’imprenditore. Va tenuta chiusa a chi, in questi giorni, non si è sentito pugliese. A chiunque non abbia considerato la tragedia come sua.

Questa porta ormai esiste, imponente, nel cuore della Puglia. E sta a chi si è dimostrato davvero pugliese in questi giorni proteggerla. Perché ormai tutta l’Italia, dal 12 luglio, è Puglia. Un orgoglioso cuore terrone che batte e sanguina. E per entrarci davvero, condividendo l’immenso dolore e la commovente solidarietà, basta premere un tasto verde.

“To open the door, press the green button”.