Episodio 3.11: Us and Them

Rocco D'Ingillo
di Rocco D'Ingillo
Lo spoiler, Terza Stagione
28 luglio 2016

Episodio 3.11: Us and Them

A proposito di delinquenti tredicenni, 'noi' e 'loro'

Fino a quando 'gli altri' sono assimilabili a stranieri, lontani, diversi, extracomunitari, negri e ad altre sovrastrutture comode al triste pensiero europeo occidentale, è facile scagliare la pietra, attaccare, fare politica e propaganda, chiudere le frontiere e altre meravigliose favole figlie di un aborto nazista.

Anche quando magari 'gli altri' sono del tuo stesso Paese, ma credono in un Dio diverso dal tuo. È già più difficile prendersela con chi vive nel tuo stesso paese, quello con la p minuscola, come Bitonto e altre realtà limitrofe. 'Gli altri', i topini, i delinquenti, fanno comunque parte di un diverso contesto sociale, di determinati quartieri, ben specifici. È quasi come se si trattasse di quartieri estranei alla città. I diversi, 'gli altri', abitano lì, dove si espongono senza affanni ad attacchi, a catalogalizzazioni e condanne (almeno a parole).

Quando però ci si ritrova di fronte una tredicenne, non imputabile, complice di una delle più temute bande di rapinatori della zona, utilizzata per impietosire le forze dell'ordine e per scoraggiarle ad intervenire in caso di inseguimenti o conflitti a fuoco, qualcosa cambia. O meglio, qualcosa si rompe. La sovrastruttura viene meno. Anche la giustizia resta disarmata. I colpevoli risultano carnefici, non semplicemente ladri, complici di una violenza inaudita, di uno stupro della gioventù nel suo pieno fiore, inseminatori di una corruzione ormai irreversibile, artefici di un ribaltamento completo dei valori e della comune morale.

Dall'altro lato 'noi', i civili, le forze dell'ordine, 'i buoni', restiamo a guardare, traditi dalla legge e dal nostro stesso fallace sistema. Quella ragazzina risulta un errore del sistema, che tuttavia sfrutta il sistema stesso, deridendolo e schiaffeggiandolo, risultando allo stesso tempo inattaccabile e colpevole. Una sorta di virus indistruttibile, frutto del sistema stesso. Una sua creazione sbagliata, seppur ricercata e quasi voluta.

'Gli altri', all'improvviso, risultiamo 'noi'. Impreparati e inermi, fragili. Sconfitti da un sistema creato e voluto sempre da 'noi'. Derisi da una tredicenne, simbolo paradossale della violenza, sia in modo attivo che passivo. Un prodotto della violenza, che di violenza si nutre e violenza produce. Una violenza che, direttamente o meno, abbiamo anche creato 'noi'. E 'gli altri'. Insieme.