Disastro ferroviario tra Corato e Andria: la ferita del Meridione

di La Redazione
Cronaca
13 luglio 2016

Disastro ferroviario tra Corato e Andria: la ferita del Meridione

Il numero dei morti sarebbe salito a 27. Ma la Puglia ha reagito: soccorsi immediati e migliaia di donatori di sangue

Forse la più grande tragedia su binari del Sud post conflitto. Il disastro ferroviario di ieri che ha coinvolto due convogli della Ferrotramviaria sulla tratta tra Corato e Andria ha dell'incredibile: lo scontro frontale tra i due treni lascia 27 morti e oltre 50 feriti (numeri non confermati al momento da fonti ufficiali, ndr).

Sulle cause dell'incidente non ci sono ancora conferme da parte degli inquirenti - la Procura di Trani ha aperto sin da ieri pomeriggio un'inchiesta ed era presente sul posto. Ma già dalla tarda serata ha iniziato a prender piede la pista dell'errore umano, dovuto ad un guasto, probabilmente, al sistema di segnalazione telefonico attivo sulla linea, in quel tratto a binario unico.

"Quello è l'unico tratto in cui è attivo il consenso telefonico per regolare gli incroci. I macchinisti non si potevano vedere perché si sono trovati faccia a faccia all'uscita da una curva. E forse non hanno fatto in tempo a frenare. I treni credo procedevano al massimo della velocità. Il treno che veniva da Corato si è trovato di fronte l'altro treno quando non poteva fare nulla. Abbiamo messo a disposizione dell'autorità giudiziaria tutti i registri della comunicazione perché vogliamo sia fatta chiarezza" ha spiegato il dg di Ferrotramviaria, Massimo Nitti.

Sulla rete e nei salatini televisivi in molti hanno criticato la gestione della tratta della Bari Nord, di cui Ferrotramviaria regge il timone da oltre cinquant'anni. È spuntato anche un progetto per il raddoppio dei binari, ancora fermo.

La confusione ha regnato sovrana, comunque, e davvero in tanti hanno preferito rifugiarsi negli stereotipi di un Sud arretrato, senza considerare la solidità di un'azienda, Ferrotramviaria appunto, che non ha mai registrato incidenti di questo tipo.

L'Unione Sindacale di Base ha lanciato il messaggio più duro: "Se per errore umano si intenderà quello che qualche ferroviere ha commesso durante il suo lavoro, USB reputa inaccettabile che oggi, 12 luglio 2016 un immane disastro ferroviario abbia l'errore umano tra le cause possibili. Se errore umano è stato USB chiede di non ricercare l'errore tra i ferrovieri, ma tra i Ministri e Presidenti di Regione che si sperticano nell'elogio della sicurezza ferroviaria anziché dare seguito al Dlgs n112 del 15 luglio 2015 che equipara le reti ferroviarie italiane. L'errore umano è commesso tutti i giorni da chi permette che sulla sicurezza dell'esercizio ferroviario insistano 2 agenzie differenti (ANSF ed USTIF) che adottano norme differenti in tema di mezzi e sistemi di distanziamento ferroviario. Errore umano è quello dei dirigenti aziendali che non attrezzano linee e locomotive con sistemi tecnologici moderni perché troppo presi dalla "costruzione" di mirabolanti bilanci economici da presentare alla stampa, se non agli speculatori di borsa. Errore umano è quello che alla sicurezza del sistema ferroviario interpone il mercato ed il profitto".

La vicenda ha fatto il giro del mondo. Il premier Matteo Renzi, recatosi in serata sul luogo dell'incidente, ha chiesto "chiarezza", mentre il presidente Mattarella ha parlato di "inammissibile tragedia". Nel tardo pomeriggio Papa Francesco ha mandato il suo messaggio di cordoglio alle famiglie delle vittime. Già dalle 17:00 di ieri, i quotidiani esteri The New York Times, El Pais, Le Figaro, People's Daily China, CNN aprivano le edizioni online con le terribili immagini diramate dai Vigili del Fuoco.

Assieme alla profonda ferita, però, rimangono le immagini di una Puglia che ha saputo reagire alla tragedia: la macchina dei soccorsi ha funzionato alla perfezione, nonostante i binari fossero in aperta campagna, e in migliaia hanno affollato i centri per la donazione di sangue, costringendo infermieri e personale medico a fare gli straordinari.