Ci sono i primi indagati per l'incidente ferroviario tra Corato e Andria

di La Redazione
Cronaca, Video
14 luglio 2016

Ci sono i primi indagati per l'incidente ferroviario tra Corato e Andria

La Puglia piange le sue vittime. La solidarietà non ha confini: a donare pugliesi, islamici e sikh

La Procura di Trani ha iscritto tre persone nel registro degli indagati per il disastro ferroviario avvenuto lo scorso martedì sulla tratta Corato-Andria delle Ferrovie del Nord Barese. Si tratta di tre dipendenti della Ferrotramviaria, tra cui i due capistazione sospesi dall'azienda.

Una cosa sembra certa: il treno che non doveva partire era quello di Andria. Il capostazione che ha dato il via libera, finito sotto i riflettori dei media nazionali, non si dà pace, e alla stampa ha dichiarato: "Ho alzato io la paletta verde, ma non sono il solo responsabile". Tuttavia non ci sono ancora ricostruzioni complete della dinamica dell'incidente.

Ad imperversare sono solo le polemiche. Come quelle sul binario unico e sul sistema di controllo telefonico, da molti considerato obsoleto, o sui lavori del raddoppio della linea. L'immagine che la stampa consegna, però, è quella di un sistema ferroviario meridionale arretrato. Il deputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe D'Ambrosio, originario di Andria, ha parlato di precise responsabilità alla Camera, dopo la relazione del ministro Delrio. La verità, tuttavia, racconta di un'azienda all'avanguardia, al Sud modello della gestione dei trasporti su rotaie.

"Quanto accaduto ieri (martedì, ndr) sulla tratta tra Corato e Andria ha lasciato tutti noi attoniti e senza parole - ha dichiarato Gloria Pasquini, presidente di Ferrotramviaria Spa - In un momento in cui prevale inevitabilmente l'emotività vorrei esprimere a nome di Ferrotramviaria un profondo e sentito cordoglio ai familiari delle vittime ed un sentito pensiero ai feriti. Mi preme inoltre ringraziare tutti i soccorritori e tutte le forze dell'ordine che hanno lavorato incessantemente per ore in una giornata particolarmente torrida, proseguendo nel loro sforzo per tutta la notte con un impegno che non è quantificabile. Vorrei inoltre ringraziare anche tutto il personale della nostra Azienda, che come sempre, con dedizione, ha continuato a svolgere il proprio dovere per garantire il servizio in un momento che non avrebbe mai immaginato di dover vivere".

Intanto, mentre la Puglia piange le vittime del disastro (confermate sarebbero al momento 23, ndr), l'Italia intera plaude alla macchina della solidarietà partita appena poche ore dopo il disastro. Secondo i dati forniti dal presidente Michele Emiliano, sino a ieri ben 2774 cittadini pugliesi hanno donato sangue presso i centri di donazione del barese. Tra loro anche diversi richiedenti asilo ospiti del CARA di Bari - Palese, la Comunità Islamica di Puglia e il Gruppo Sikh della zona.

Ieri sera a Corato in centinaia hanno marciato silenziosi per una fiaccolata in memoria delle vittime. La ferita è ancora aperta. E lo sarà per molto. In attesa dei primi esiti delle indagini (anche Ferrotramviaria ha disposto una interna, ndr) il Nord Barese si stringe nel dolore.