Via dell’Indipendenza: i ragazzi di Bitonto a Teatro contro le dipendenze

Filippo Lovascio, Federica Monte
di Filippo Lovascio, Federica Monte
Cultura e Spettacoli, Video
21 giugno 2016

I giovani hanno portato in scena uno spettacolo aiutati da Pippo Mezzapesa, Bianca Guaccero e Nicola Vero

In un gremito Teatro Traetta, nelle serate degli scorsi 18 e 19 giugno, dopo diversi mesi di lavoro, 77 ragazzi del quarto anno delle scuole superiori di Bitonto hanno portato in scena "Via dell'Indipendenza – Zona a Tristezza Limitata", il risultato ben riuscito del progetto "Dipendi da te - Il teatro contro tutte le forme di dipendenza", inaugurato lo scorso febbraio.

Dipendi da te è il frutto della cooperazione dei comuni di Palo del Colle e Bitonto, in collaborazione con Avviso Pubblico, l'associazione nazionale per l'impegno e l'educazione alla legalità. Sotto la direzione dell'agenzia D.Anthea, che si è aggiudicata il bando per la formazione dei partecipanti, e la scrematura condotta dal Sert, che li ha selezionati in base all'affinità di ciascuno a questo grande tema, i ragazzi sono riusciti a lanciare un grande messaggio contro ogni dipendenza.

Attraverso una storia semplice, ma di grande pregnanza, grazie alla magistrale regia di Pippo Mezzapesa, sono riusciti a parlare di loro stessi, presentando tutte le varie sfaccettature delle esperienze dell'oppressione delle droghe, con una mimesi e un'aderenza alla realtà, senza retoriche e remore moralistiche, degne di dipinto rinascimentale. Una festa di diciottesimo compleanno a sorpresa, in un locale che fa da game room, in cui il festeggiato Antonio (interpretato da Antonio Barile) e i suoi amici sono invitati da una impeccabile Bianca Guaccero a mettersi in gioco. Cinque possibili storie, un obbiettivo, una scelta nelle mani di chi partecipa che decreta la vittoria o un clamoroso game over. Tutti i ragazzi, tra un alcolico, lo sballo di una pasticca e la musica a tutto volume, provano a giocare, mostrando tutti i loro segreti, le loro paure recondite, le loro smodatezze incontrollabili. Ad ognuno la Guaccero, dall'alto del secondo ordine, separata e imparziale da tutto, ripeteva "dipende da te".

Dalla dipendenza da alcool e droga a quella affettiva, dalla difficoltà di esprimere la propria identità sessuale e del passato difficile (commovente l'interpretazione di Myriam Colapinto e della storia di un padre supereroe) alla corsa per esaudire i propri sogni di grandezza o di vano divertimento, per concludersi nel feroce eccesso del dj (interpretato da Bruno Ortenzio), un raptus di pura follia. Alla fine però l'illusione si spezza, tutti si ridestano dalle loro ubriachezze e il palco si riempie di tutti i 56 ragazzi, con le ultime parole della Guaccero nelle orecchie, "la vita è un gioco che va preso molto seriamente". Un format coinvolgente, un dramma che tiene fino all'ultimo gli spettatori con gli occhi incollati sulla scena. E una pièce con una troupe di tutto rispetto.

Durante i vari laboratori, i ragazzi hanno avuto come tutor Alessandra Gaeta nella danza, Pino Maiorano e Anna Lacassia nel canto, Andrea Cramarossa e Gianna Borino per la dizione e la lettura espressiva, Nicola Vero nella recitazione e regia teatrale, Antonella Gaeta nella scrittura creativa, Saverio Maggio per la scenografia, Franco Colamorea per la costumeria e Lara Pellicano per il reparto trucco. Lisangela Sgobba è stata la direttrice artistica. All'ultima replica, a cui era presente anche il sindaco Michele Abbaticchio, è stato annunciato che lo spettacolo andrà prossimamente in una mini tournèe che girerà per i teatri pugliesi aderenti alle iniziative di Avviso Pubblico e attraverso la rete del Teatro Pubblico Pugliese.