'Le Vittorie' secondo Carofiglio e Anaclerio

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Cultura e Spettacoli
25 giugno 2016

'Le Vittorie' secondo Carofiglio e Anaclerio

Ieri la seconda serata bitontina de 'Del racconto, il film'

Continuano gli eventi in programma nella settima edizione di "Del racconto, il film", il festival di cinema e letteratura organizzato dalla cooperativa sociale "I bambini di Truffaut", diretta da Giancarlo Visitilli. Dopo l'apertura dello scorso 18 giugno a Bitonto, che ha avuto come tema "La Periferia", ieri si è svolto, nuovamente in Piazza Cattedrale, un altro importante appuntamento del festival, dedicato al tema de "Le Vittorie".

Durante il corso della serata, organizzata in collaborazione con l'Ordine Avvocati di Bari, Francesco Carofiglio, autore di "Una specie di felicità" (edito da Piemme, 2016, ndr) ha presentato il suo nuovo libro e risposto alle domande della giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno, Maria Grazia Rongo. Carofiglio è uno scrittore, architetto, regista e disegnatore nato a Bari nel 1964 e, nel suo ultimo romanzo, presenta la storia di Giulio d'Aprile, uno psicoterapeuta ed uomo qualunque che nella sua vita non riesce a spiccare, a compiere il salto che lo faccia uscire dalla "normalità". Si racconta l'infanzia felice di Giulio che, però, ben presto si trasformerà in una vecchiaia sofferta. Infatti, il protagonista perderà suo padre, sua moglie e mostrerà un senso di inadeguatezza nei confronti dei figli. Una sera di fine ottobre incontra il suo ex professore universitario e da quel giorno il professore sarà un suo paziente. "La stanza in cui i due si incontrano permette di far uscire qualcosa che in un altro luogo non sarebbe successo" ha spiegato l'autore. L'incontro tra l'ex professore e il psicoterapeuta darà luce a qualcosa di nuovo che il lettore scoprirà soltanto al termine del libro.

"Questa storia nasce da fatti reali. L'idea è partita dal desiderio di raccontare una storia d'amore. Amori differenti: quello per una donna, per una ex moglie, per i figli, per il maestro o per il proprio padre – ha spiegato Carofiglio – Poi, è presente il conflitto tra le generazioni e l'unione di questi due temi, l'amore e il rapporto tra le generazioni, mi ha portato a redigere questo racconto formato da storie differenti. Inoltre, è presente l'ansia, una 'malattia' del nostro tempo ed anche una compagna di vita per il protagonista del mio libro".

A seguire, è intervenuta Carmela Anaclerio, calciatrice di Serie A femminile con il FC Bari Pink, che ha raccontato la sua esperienza sui campi da calcio ed illustrato le difficoltà che hanno le aspiranti calciatrici in Italia: "Nella mia infanzia, non ho mai accettato di giocare a calcio con i ragazzini anche se mi era stato chiesto e nonostante sapessi che sarebbe stata la mia unica opportunità di giocare a calcio, considerato che alcuni anni fa non esistevano squadre femminili. Non accettai soprattutto per i pregiudizi dei ragazzi. Mia madre decise di iscrivermi a danza, ma prima di andarci giocavo a calcio. Ho iniziato grazie a mio fratello Giuseppe (calciatore professionista, ndr). Le difficoltà principali per noi donne sono i pregiudizi e le poche squadre presenti nel territorio. Ho fatto anche tante esperienze all'estero, ma giocare per la squadra della propria città e per cui si tifa è il massimo. Ritengo che per i giocatori, la figura del mister sia importante e da lui bisogna trarre tutte le cose positive. Spesso, però, i genitori mettono pressione ai mister perché sperano che i propri figli diventino calciatori professionisti, mentre pochi puntano sulle donne poiché sono consapevoli che mai potranno guadagnare economicamente quanto gli uomini. Quindi, consiglio ai genitori di non avere grandi aspettative perché chi non diventerà un campione sarà comunque un'ottima persona. Lo sport ti forma e ti permette di stare al mondo".

Il primo cittadino Michele Abbaticchio, presente all'evento, è intervenuto per spiegare la situazione di Bitonto per quanto concerne le strutture sportive adatte alla crescita dei giovani: "A Bitonto abbiamo recuperato ed omologato un campo da calcio in via Togliatti che era stato costruito 15 anni fa in una zona periferica della città, ma che fu subito distrutto perché privo di un progetto di gestione. Ora è gestito da cooperative di tipo B ed è frequentato da società sportive e da bambini. Siamo riusciti ad inaugurare un campo sportivo all'anno e solo così possiamo fornire valide opportunità ai nostri figli". Al termine degli interventi, è stato proiettato il film "Fair Play. Giocare secondo le regole ha sempre un prezzo", regia di Andrea Sedlackova, ambientato nella Cecoslovacchia del 1980 dove si racconta la storia di Anna, una giovane sportiva, vittima del doping.