La periferia di Giagni e Caligari

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Cultura e Spettacoli
20 giugno 2016

La periferia di Giagni e Caligari

Grande successo per il primo appuntamento 'Del Racconto, il film' in piazza Cattedrale

Grande partecipazione lo scorso 18 giugno al festival "Del Racconto, il film", che porta nelle piazze pugliesi letteratura e cinema, in connubio perfetto tra cultura e spettacolo raccontati dalla viva voce dei protagonisti. Per la settima edizione, la coperativa sociale organizzatrice "I bambini di Truffaut" ha proposto come tema, sotto la direzione di Giancarlo Visitilli, nella suggestiva location di Piazza Cattedrale, La Periferia.

All'evento erano anche presenti l'assessore al Marketing Territoriale Rocco Mangini e il sindaco Michele Abbaticchio, che ha dichiarato come "questo festival, a Bitonto per il terzo anno consecutivo, va sostenuto perché solo attraverso la cultura e la valorizzazione del nostro patrimonio potremo tornare a riempire le piazze con consapevolezza".

Due storie, il libro L'Estraneo di Tommaso Giagni (edito da Einaudi, ndr) e la pellicola Non essere cattivo di Claudio Caligari, due realtà molto simili, di una Roma che "dagli anni novanta del secolo scorso ha cambiato faccia, ha rotto con il passato descritto magnificamente da Pasolini" commenta l'autore Giagni, presente alla serata, che ha dialogato con il giornalista di Repubblica Fulvio Di Giuseppe. La storia dell'Estraneo, un ventenne romano di cui non si rivela il nome, cresciuto nella Roma borghese del centro antico, è quella di un giovane timido e chiuso che rompe con un ambiente di cui non si sente parte e che si trasferisce nella periferia della capitale, in un quartiere fittizio, che però ben riflette lo scenario che l'autore ha vissuto in prima persona.

"C'è un grande lavoro dietro questo romanzo" ha spiegato Giagni, "è importante che ci sia l'esperienza diretta di quello che si racconta. Conoscendo questa periferia, ho visto come bisogna confrontarsi necessariamente con Pasolini, ma la marginalità che descriveva è diversa da quella dei nostri giorni. È un passaggio obbligato, ma anche da superare. L'Estraneo nasce in un periodo intenso, in cui non ci si può legare ad un partito politico e ad un centro religioso, in cui la globalizzazione è ormai un fatto compiuto, così da far perdere definitivamente l'identità storica del proprio luogo d'appartenenza". Tra i vari personaggi c'è Andrea, un gigolò moderno che frequenta le donne borghesi, importante per il protagonista del romanzo, di cui diventa una guida nella scoperta dei codici sociali, linguistici e culturali di questa marginalità. "È un Virgilio particolare" ha aggiunto l'autore, "che sa farsi guida anche con consigli distratti e poco gentili".

La serata è proseguita con la proiezione dell'ultimo lungometraggio del regista piemontese, deceduto poco prima che il film venisse presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Per l'occasione è stato presentato dalla sceneggiatrice Francesca Serafini e dall'attrice Silvia D'Amico. "Claudio è morto negli ultimi momenti prima delle ultime rifiniture del film" ha commentato la Serafini "e ogni riproduzione è un'occasione per ricordarlo. In ogni presentazione c'è una nuova scoperta e tutti noi che ci abbiamo lavorato, anche se impegnati in altro, continuiamo a scambiarci e a raccontarci le impressioni che di volta in volta il pubblico ci regala". Anche questa storia descrive una Roma degli anni novanta e le vicende dell'esistenza insensata, segnata dall'illegalità e dalla droga, di due giovani, Vittorio e Cesare, amici dall'infanzia. Un racconto commovente, in cui gli sforzi di Vittorio per far cambiare strada all'amico non riusciranno a sottrarlo da una fine drammatica, ma dal finale che si apre alla vita. Il prossimo appuntamento con il festival a Bitonto si terrà in Piazza Cattedrale alle 19.30 del 24 giugno, con il tema Le Vittorie.