La campagna elettorale è alle porte

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica
13 giugno 2016

La campagna elettorale è alle porte

Al Convivium gli Stati Generali delle opposizioni di sinistra. La frattura con la coalizione Abbaticchio è ormai insanabile

Come nel 2012. O quasi. L'esito dell'incontro promosso lo scorso sabato al Convivium dal Partito Democratico restituisce un affresco geopolitico pericolosamente simile a quello di quattro anni fa, quando alle urne il centrosinistra si presentò spaccato. A parte però qualche sostanziale differenza.

Se sulla carta l'obiettivo della "Pescara" era "superare le divisioni" all'interno delle forze progressiste cittadine, in Piazza Cattedrale si è palesata ancora più forte la frattura tra le due anime, data l'assenza di tutte le forze abbaticchiane lealiste. Al Convivium non era presente nessun rappresentante delle liste civiche e dei partiti che sostengono l'operato dell'Amministrazione Comunale, fatti salvi i socialisti e Vito Palmieri in rotta di collisione con Palazzo Gentile ormai quasi da un anno.

Assenze che fanno più clamore delle presenze, anche se quasi scontate dopo la dura nota inviata dalla maggioranza nella giornata di venerdì - "speriamo che le intenzioni palesate vengano messe da parte" ha commentato il segretario dem Biagio Vaccaro. Oltre ai già citati PSI e a Palmieri (che non è stato accompagnato dalle altre anime di Laboratorio, ndr) in sala era presente parte della coalizione che sostenne la candidatura di Paolo Intini (peraltro assente, ndr): Vito Desantis e Martucci, centristi (senza Farella e Labianca, ndr) e il Partito Democratico orfano di Colasanto (che nei giorni scorsi aveva biasimato l'iniziativa dem, ndr) e Sannicandro, assieme a tutta la corrente di Progresso Democratico. Lontano anche Giovanni Procacci - e Nicola Pice - tra i primi ad invocare nei mesi scorsi la necessità di una ricomposizione della sinistra.

Un uditorio che ha offerto bene l'idea di come i giochi siano ormai fatti, non certo perchè siano mancati i tentativi di apertura da entrambe le parti, ma in virtù di un conflitto maturato in quattro anni e sempre più aspro che ha reso le due anime del centrosinistra inconciliabili. Il nodo, come noto, è la ricandidatura di Michele Abbaticchio - sempre più certa, alla luce delle numerose richieste del mondo civico - e che non va giù all'ala moderata della sinistra: se Franco Natilla e Coletti hanno chiesto "un bagno di umiltà" al primo cittadino prima di considerare l'eventualità di un secondo mandato, l'UDC Desantis è stato netto: "Scegliamo un altro candidato sindaco e dichiariamoci da subito antagonisti. Possibile che Bitonto debba ancora vivere in questa condizione?". Nel mezzo, però, ci sono probabilmente le reali intenzioni dei democratici. L'invito di Desantis, infatti, è caduto nel vuoto, mentre il segretario Vaccaro ha parlato espressamente di primarie. Non è escluso che i dem vogliano gettare Abbaticchio nell'arena delle consultazioni interne, ma le condizioni di fattibilità dell'operazione al momento non ci sono, essendo il resto del centrosinistra contrario - "si ha paura del confronto? O forse è primaria la questione della leadership?" si è domandato Coletti.

D'altronde la passerella politica di sabato pomeriggio è stata un "tutti insieme contro Abbaticchio". I già citati redivivi centristi di Desantis che, partendo dai recenti fatti legati all'ufficio dei Giudici di Pace, hanno parlato di "una città senza servizi e profilo istituzionale", Franco Matera che ha puntato il dito contro l'"assenza di un confronto politico serio" all'interno della maggioranza, citando gli esempi dei bilanci approvati in Corso Vittorio Emanuele ("abbiamo bevuto calici amari"), e di una città che "alla fine di questa storia si troverà tra le macerie". Per il segretario PSI sarebbe stato necessario "costruire un centrosinistra più ampio possibile e solo alla fine si sarebbe dovuto pensare alla leadership". L'Abbaticchio bis? "Se ci sono altre candidature bisogna valutarle e utilizzare gli strumenti politici a disposizione". Sulla stessa linea Palmieri, altro big alla finestra dell'esperienza Abbaticchio, che ha definito "traditori" i membri di Laboratorio (oggi dichiaratisi indipendenti, ndr) rimasti fedeli all'Amministrazione, e accusato il primo cittadino di aver spaccato il Pd con l'operazione che ha portato De Palma alla presidenza del consiglio.

Sia Matera che Palmieri hanno poi attaccato la stampa locale, riferendosi direttamente a BitontoTV, rea di "avvelenare il clima politico". Il segretario PSI ha letto in sala un passo dell'articolo "La maggioranza chiude al PD" relativo alle firme del documento "Dr. Jekill e Mr Hyde", spiegando di non essere stati invitati ad alcuna riunione di maggioranza: "(dalla stampa) pretendiamo una smentita, d'ora in poi ci rivolgeremo a chi deve regolare l'informazione".

Una sintesi della posizione del Partito Democratico è arrivata da Franco Natilla, ormai sempre più leader della corazzata contro Abbaticchio. Il dem ha parlato di quattro anni "in cui non è stato possibile il confronto" per "l'immaturità politica e il soliloquio di qualche soggetto, sempre più solo", ha elencato alcune delle battaglie portate in Consiglio negli ultimi anni (come l'edilizia popolare nella 167), e fatto nuovamente riferimento alla questione GPS, che il Sindaco avrebbe sfruttato per assurgere a "uomo antimafia". Primo cittadino che attaccherebbe "chi non la pensa come lui sui social network". Assieme a Natilla, il capogruppo in Consiglio, Francesco Paolo Ricci, che a BitontoTV ha dichiarato: "Come si fa a non essere critici per i bilanci portati all'ultimo momento? O per la svendita del patrimonio immobiliare? O ancora, per l'aumento delle tasse? Spero che nel futuro immediato ci sia una ripresa del dialogo senza condizionamenti". Poi l'attacco ai dissidenti del Partito, "chi non condivide un progetto è bene che si dimetta dai ruoli occupati all'interno del PD (il riferimento è a Progresso Democratico e Gaetano De Palma, ndr)". A margine della serata anche l'intervento di Maurizio Loragno, ex vicedirettore di BitontoTV ed ex direttore del Da Bitonto.

Nella serata di ieri è arrivato anche il commento di Michele Abbaticchio. "(La comunità) Si ripopoli di idee e proposte operative con le quali proveremo a rivitalizzare ancora più spazi fino a tutte le periferie più nascoste, in tutti gli angoli, in tutti i luoghi sottratti alla civiltà - ha scritto sui social il Sindaco - In questo non c'è fazione politica che tenga, in questo non c'è proposta migliorativa che non accoglieremo. Però parlateci di idee per soddisfare esigenze, non solo di quest'ultime. In modo tale che siano davvero ricchezza per quel programma, per una piattaforma di grande respiro e di uomini di buona volontà. Perché il nostro primo Partito restano sempre e per sempre Bitonto, Mariotto e Palombaio". Il clima, dunque, diventa sempre più acceso. Ormai considerata certa l'insanabilità della frattura, quella a venire rischia di diventare una delle campagne elettorali più dure della storia cittadina. Manca ancora un anno, ma il 2017, almeno politicamente, è sempre più spaventosamente vicino.