La Casina secondo il Liceo Scientifico

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Cultura e Spettacoli
08 giugno 2016

La Casina secondo il Liceo Scientifico

Una classe dell'istituto ha portato in scena al Traetta l'opera di Plauto

La classe 3^C del Liceo Scientifico "G.Galiei" di Bitonto ha portato in scena, lo scorso 6 giugno, presso il Teatro Traetta, una rivisitazione moderna della "Casina", celebre opera del commediografo latino Plauto, vissuto tra il III e il II secolo a.C.

Il progetto è nato tra i banchi di scuola, di comune accordo tra il docente di lingua latina Nicola Fiorino Tucci e gli stessi alunni, dall'idea di voler rappresentare in un'opera teatrale ciò che era stato precedentemente appreso durante le lezioni.

La pièce teatrale si apre con il prologo, curato da Michelearcangelo Moretti, che illustra sinteticamente agli spettatori ciò che verrà rappresentato di lì a poco. Casina (la ragazza del caso, ndr) è una trovatella, salvata da un servo e portata dalla sua padrona Cleostrata – impersonata da Rossana Cea –, che decide di accoglierla e crescerla come se fosse sua figlia. La fanciulla matura e di lei si innamora Eutinico (non appare nella commedia, ndr), figlio di Cleostrata, che deve misurarsi con suo padre Lisidamo – rappresentato da Dario Ricci – anch'egli invaghito della giovane. I due hanno, però, un problema: Casina è una serva e non una cittadina libera, quindi, nessuno dei due può sposarla pubblicamente. Così, entrambi impongono al proprio servo di ammogliarla in modo da poter utilizzarlo come prestanome. In seguito, l'anziano padre riesce a liberarsi di Eutinico mandandolo all'estero, tuttavia Cleostrata interviene in difesa di suo figlio e chiede ad un suo scudiero Calino – alias Edoardo Cassano – di sposare Casina per assicurarla al ragazzo lontano da casa. Lisidamo, invece, ordina al suo fidato fattore Olimpione – aka Francesco Tampoia – di prendere in moglie la fanciulla per poi cedergliela di nascosto.
Non essendo giunti ad un compromesso che favorisca entrambe fazioni, si decide di affidare alla sorte il destino di Casina, che asseconda l'anziano ed il suo servo. Di conseguenza, Lisidamo, assistito dal suo vicino Alcesimo - recitato da Francesco Albergo – ordina a sua moglie di allestire il banchetto nuziale dei giovani sposi. Ciò nonostante, la consorte orchestra dei loschi intrighi a discapito dell'anziano, sostenuta dalla sua amica Mirrina, moglie di Alcesimo, – interpretata da Sarra Maiel - ; dalla serva Pardalisca – impersonata da Ursula Carelli – e dal cuoco Citrione – impersonato da Fabio Ravisato –. Nel finale, le donne riescono ad umiliare Lisidamo che, invece, non porta a termine il suo piano architettato precedentemente. Cleostrata perdona suo marito, mentre la vera trionfatrice risulta essere Casina, che si scoprirà essere figlia del vicino e quindi cittadina libera, e che quindi sposerà Eutinico.

Il grande merito degli studenti del "Galilei" è di aver riprodotto un'antica commedia plautina arricchendola di particolari moderni propri della nostra terra. Il pubblico presente, soddisfatto dello spettacolo, ha apprezzato soprattutto l'impegno dei giovani attori che, nella loro prima apparizione in assoluto con una commedia, hanno saputo egregiamente curare i principali aspetti che contraddistinguono l'ambiente teatrale.

"Questo è un percorso didattico partito ad inizio anno per comprendere meglio che cosa succedesse durante l'epoca romana nel teatro – ha spiegato Fiorino Tucci, regista dell'intera pièce teatrale, ai presenti poco prima dell'apertura del sipario – In quell'epoca nel teatro si rappresentava ciò che solitamente non accadeva nella società, infatti, lo schiavo si faceva beffa del padrone che era spesso un vecchio. Il pater familias era un'autorità importantissima, ma nel teatro, che presentava un mondo capovolto, tutto era lecito. Per questo motivo abbiamo scelto la Casina, cercando di riportare le gag ed i doppi sensi presenti nel testo originale".