Denigris: vi racconto i rapporti tra Cerin e PuntoTv

Sabino Paparella
di Sabino Paparella
Cronaca
22 giugno 2016

Denigris: vi racconto i rapporti tra Cerin e PuntoTv

L’ex direttore aggiunge un tassello al mosaico di potere targato Colapinto. E spunta il nome di Vincenzo Fiore

Una trama che annoda informazione, politica e affari. A chiudere il cerchio intorno al "sistema Cerin" è l'ambiziosa realtà televisiva a servizio del territorio di Bari, Bat e Foggia, di cui Bitonto è quartier generale da oltre due anni: PuntoTv. A fondarla e a reggerne il timone dalla sua nascita sino al gennaio scorso è stato Mauro Denigris, giornalista professionista con un'esperienza più che ventennale nel mondo dell'informazione, finalista nel 2009 del premio Ilaria Alpi e volto storico di Antenna Sud, di cui è stato direttore sino alla vicenda del concordato preventivo, che nel 2013 ne ha sancito la temporanea chiusura e il definitivo ridimensionamento.
La società editrice – Punto Editoriale S.r.l. (a sua volta controllata dalla società di famiglia Data Service S.r.l.) di cui è amministratore unico Serena Milillo, moglie di Mario Colapinto, patron della Cerin al centro dell'omonimo presunto scandalo insieme al padre Giuseppe Donato, già condannato in primo grado a Nola per la vicenda parallela di Mariglianella– nel gennaio 2016 ha unilateralmente risolto il rapporto di lavoro con Denigris, dando avvio ad un contenzioso legale tuttora in corso.

A succedergli alla direzione di PuntoTv è stata per alcuni mesi Nunzia Bernardini, avvocato-giornalista impegnato nelle battaglie per la questione di genere (ha diretto la rivista regionale Art. Ventuno, pubblicato un libro sul tema e presieduto la Commissione regionale Pari Opportunità della Regione Puglia, di cui è ancora componente), ma anche con una lunga storia politica alle spalle, che affonda le sue radici nella DC, nel PPI e nel CCD: per limitarsi alle vicende più recenti, è stata eletta nel 2004 consigliera comunale a Cassano delle Murge a sostegno della candidatura a Sindaco di Ignazio Zullo – consigliere regionale fittiano, già capogruppo dell'allora PdL – nel 2007 è stata portavoce della Primavera in Movimento di Divella e nel 2014 capolista per Desirée Digeronimo alle Comunali di Bari. È anche impiegata presso l'Ufficio Legislativo della Giunta Regionale Pugliese, coincidenza con i suoi molti impegni pubblici che le è costata in passato qualche polemica.
Infine, pochi giorni fa, un nuovo avvicendamento: Bernardini è stata sostituita da Vincenza Stramaglia, collaboratrice di PuntoTv da Modugno sin dalla direzione Denigris.
Per ricostruire la complessa vicenda di PuntoTv, all'interno dell'ancora più intricato "sistema Cerin", abbiamo incontrato l'ex direttore Denigris.

 

Direttore, come e perché è nata PuntoTv?

"Dopo l'esperienza di Antenna Sud, mi venne l'idea di provare a realizzare una televisione qui. Cominciai a parlare con alcuni amici, incontrando sul territorio Francesco Cambione (già editore di BitontoTv, ndr) con il quale decidemmo di mettere insieme professionalità e idee. Andammo in giro in ricerca di finanziatori. Da lì è nato l'incontro con la famiglia Colapinto".

 

Che tipo di interesse c'era da parte dei Colapinto nell'intraprendere un'iniziativa editoriale?

"È una domanda che andrebbe posta a loro. Io posso solo immaginarlo, ma non mi è stato mai palesato esplicitamente".

 

Come siete arrivati ai Colapinto? Chi vi ha indirizzato?

In realtà parlammo anche con altri imprenditori, ma loro si mostrarono più convinti di altri.

 

Qual era il progetto editoriale alla base di PuntoTv?

"Una televisione del territorio che si occupasse dell'informazione in un'area geografica compresa tra provincia di Bari e Bat. Dopo uno studio di settore ci rendemmo conto che da Modugno a Corato c'era uno spazio da occupare. E l'intuizione si è rivelata felice. I dati internet, gli unici disponibili, erano molto incoraggianti, fino a 20mila visite al giorno".


L'impressione sin dall'inizio è stata quella di un "Bitontocentrismo". Una scelta editoriale o solo di comodo?

"Avendo sede a Bitonto era normale. Ma io ho sempre cercato di sprovincializzare il prodotto. Si pensi all'attenzione per Modugno e Palo, e a Bari, seppur vista dalla provincia, perché non avrebbe avuto senso diventare l'ennesima televisione imperniata su Bari".


Questa "concentrazione territoriale" in che modo si è tradotta nei rapporti con la politica locale?

"Il rapporto con le istituzioni non è stato semplice. Come spesso avviene tutti hanno cercato solo di strumentalizzare il mezzo secondo i propri comodi".


L'editore è stato "invadente" rispetto alle scelte del direttore?

"Per tutto il primo anno sono stato libero di impostare il prodotto nel rispetto delle prerogative previste dalla legge. È chiaro che se un editore esiste è per rappresentare delle aspettative e dei punti di vista".


Non ha ricevuto "consegne" particolari?

Non fino a buona parte del percorso.

 

L'ex direttore di PuntoTv, Mauro Denigris


A quando è databile il cambiamento di atteggiamento?

Il direttore tentenna.

"È evidente che se il rapporto lavorativo si è interrotto in maniera non consensuale è perché qualcosa è andato storto. Io sono un giornalista e in quanto tale considero l'importanza della notizia superiore ad ogni altra valutazione. Il vero padrone dell'informazione è il lettore o il telespettatore, ed il suo interesse".


Dice questo perché c'erano interessi dei telespettatori non coincidenti con quelli dell'editore?

...


Le faccio una domanda più precisa. Sulla questione Cerin, in particolare, si è talvolta avuta l'impressione che l'attenzione di PuntoTv non fosse particolarmente attiva.

"In realtà le scosse di terremoto più importanti si sono avute quando io ero già andato via. Per fortuna".


E fino a quel momento? Ci sono notizie che avrebbe voluto dare e non ha potuto dare?

"Non vorrei circoscrivere la questione al caso Cerin. Ma certamente da un certo punto in poi qualcosa è avvenuto. Di più non posso dire. Diciamo che si voleva cambiare la linea editoriale".


In senso politico?
"Anche. Alcune cose di cui ci siamo occupati hanno dato fastidio a qualcuno, e forse si desiderava che altre fossero seguite in maniera diversa".

Rischiamo di iniziare un tiro al bersaglio e di dare adito ad equivoci. Le faccio un'altra domanda: chi è stato il suo punto di riferimento per la definizione della linea editoriale?

Sorride.


Provo ad aiutarla. Quali sono stati i suoi rapporti con il già assessore Vincenzo Fiore all'interno di PuntoTv?

"Ad un certo punto ha cominciato a frequentare il giornale, senza che però me ne fosse comunicata la posizione ufficiale".


È intervenuto quindi solo in un secondo momento? Non è stato lui il tramite per l'individuazione dell'assetto societario di PuntoTv?

"Non direttamente, per quanto mi riguarda. È comparso dall'estate del 2015 in poi. E nell'ultimo periodo ci fu fatto capire che era l'uomo della proprietà".

 

E in che modo il suo intervento nell'estate del 2015 ha influenzato il lavoro giornalistico di PuntoTv?

"Questa questione sarà oggetto della causa in corso. Certamente non era lì in quanto guru della televisione".


Da quel momento in poi sottoscriverebbe tutto quello che PuntoTv ha prodotto?

"Bella domanda. Diciamo per un 90%. Finché sono stato direttore ho cercato di fare il direttore".


Non ci giriamo intorno: ha subito delle pressioni?

"Si".

 

Relative a quel che si pubblicava o a quello che si sarebbe dovuto pubblicare?

"'Osservazioni' in entrambi i sensi".

 

Provo a fare un esempio. Si è talvolta avuta l'impressione che PuntoTv fosse particolarmente attenta alle posizioni politiche di Franco Natilla.

"Dipende da cosa si intende per 'particolarmente attenta'. È innegabile che Natilla abbia avuto il suo spazio, in quanto leader dell'opposizione. Ma non è mai mancato il diritto di replica".


La sua PuntoTv aveva un suo "punto di vista" – legittimo – sull'Amministrazione Abbaticchio?

"Nei primi otto nove mesi siamo stati assolutamente imparziali. Successivamente siamo diventati un po' più critici, perché a mio parere alcune aspettative erano andate deluse: il ruolo del giornalista è pur sempre quello di essere da pungolo. Faccio solo un esempio: la questione Lama Balice, su cui l'Amministrazione non ha fatto quel che avrebbe dovuto. Era nostro dovere segnalarlo. Come anche il tema degli abusi edilizi".

 

Torno sulla questione Cerin. Anche su quella avete fatto pienamente il vostro dovere?

"Io credo di aver fatto la cronaca dell'accaduto, tranne per la questione campana, della quale non ho però mai avuto documentazione ufficiale".


E sulla questione del contenzioso tra Comune e Cerin?

"Essendoci un procedimento legale in corso, non credo fosse opportuno schierarsi. La situazione è molto complessa. Esistono anche carte, non ancora pubbliche, che potrebbero offrire elementi nuovi alla questione tributaria bitontina. Potrebbero esserci sorprese. Ma c'è necessità di ulteriori riscontri. Un bravo giornalista si muove solo quando ha in mano i documenti".

 

Ritorniamo alla sua vicenda personale. Con quali motivazioni è stato disposto il suo allontanamento da PuntoTv?
"Il 21 Gennaio ho registrato l'ultimo Break Point con la lettera di licenziamento, ad effetto immediato, in tasca. Purtroppo stranamente quella sera la televisione è andata "a nero" e nessuno ha potuto vedere quella puntata. La motivazione del licenziamento? 'Soppressione della posizione lavorativa'".


Questa è bella. Cioè PuntoTv non aveva più necessità di un direttore?

"Ognuno può trarre le sue conclusioni".

 

È una domanda pessima da porre all'ex direttore, ma cos'è la PuntoTv che è rimasta, dopo il suo allontanamento?

"Della mia squadra di professionisti è rimasto poco e niente. Giuseppe Pace è stato allontanato insieme a me. Dopo un mese è andato via anche Andrea Tedeschi. Per farsi un giudizio sulla PuntoTv attuale basta accendere la tv".