Cosa sappiamo dello scandalo Cerin?

Savino Carbone
di Savino Carbone
Cronaca, Inchieste
22 giugno 2016

Cosa sappiamo dello scandalo Cerin?

BitontoTV ha riassunto la vicenda che coinvolge la società di riscossione. In vista del Consiglio Comunale monotematico

Il Consiglio Comunale discuterà questo pomeriggio dello scandalo Cerin. La seduta, formalmente chiesta dalle forze di maggioranza dopo il pressing di alcune forze esterne all'assise, come la Costituente di Sinistra, verrà celebrata alla presenza dei funzionari degli uffici e cercherà di far chiarezza sullo scandalo che coinvolge la società dei Colapinto, a cui Procura e GdF contestano il reato di peculato continuo. Nonostante il lavoro degli inquirenti non sia ancora concluso e la fase processuale nemmeno avviata, sarà interessante ascoltare le varie forze politiche, sinora rimaste molto timide sul caso. Ma cosa sappiamo effettivamente dello scandalo Cerin?

 

L'operazione "Cornucopia" e gli arresti dei Colapinto

A Febbraio i militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Bitonto e del Comando Gruppo di Bari hanno dato esecuzione all'ordinanza di applicazione di misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Bari, su richiesta della Procura di Bari, nei confronti di Giuseppe Donato e Mario Colapinto con l'accusa di peculato continuato connesso alle operazioni svolte da CE.R.IN. s.r.l. - società esercente l'attività di riscossione ed accertamento dei tributi per il Comune di Bitonto e per altri comuni della provincia di Bari - Modugno, Grumo Appula, Santeramo, Binetto, Toritto - e di altre province - tra gli altri Massafra, Mesagne, Ascoli Satriano, Montecastrilli, Melendugno, Francavilla, Popoli, Ururi, Ciriè, Bisignano, Mariglianella, Pecognaga, Gazzaniga - e da SIART s.r.l..

Attraverso movimento finanziari complessi, i Colapinto avrebbero distratto diversi milioni di euro, frutto dell'attività di riscossione. Solo per Bitonto i finanzieri avrebbero accertato – in base ad una analisi incrociata tra gli incassi dei tributi annotati nelle scritture contabili di CE.R.IN. s.r.l. ed i "conti di gestione" annuali dell'ente comunale relativi ai rendiconti trasmessi da CE.R.IN. s.r.l. – che per il triennio 2010-2012 un importo non inferiore ad euro 3.188.000,00 riscosso da CE.R.IN. s.r.l. dai contribuenti non sarebbe stato riversato nelle casse comunali né è stato dichiarato come oggetto di riscossione da parte di CE.R.IN. s.r.l..

I finanzieri hanno eseguito il decreto di sequestro preventivo di beni immobili, anche di consistente valore, tra cui il compendio immobiliare "Istituto Pontificio delle Maestre Pie Filippini" a Santo Spirito, "Villa Longo" a Palese (finiti già sotto la lente delle fiamme gialle, ndr) e due fabbricati in via Rogadeo a Bitonto e a Statte, per un valore complessivo di circa cinque milioni di euro.

Ad Aprile Mario Colapinto è stato rimesso in libertà, dopo l'istanza di scarcerazione presentata nelle scorse settimane dagli avvocati.

Per approfondire clicca qui

 

I sequestri della Corte dei Conti

Il Presidente della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Puglia con decreto del 19 aprile 2016 ha autorizzato il sequestro conservativo in favore del Comune di Bitonto di vari beni immobili appartenenti a Giuseppe Donato Colapinto, a seguito di precisa richiesta della Procura Regionale della Corte dei Conti.

L'attività istruttoria dei magistrati contabili, concomitante con l'inchiesta penale a carico della ex concessionaria e dei suoi rappresentanti per le attività svolte a Bitonto, ha "consentito di quantificare – si legge nel ricorso della Procura – in euro 4.365.077,69 il complessivo ammontare delle somme incassate dalla CE.R.IN. nell'esercizio delle funzioni di concessionario del Comune di Bitonto nell'arco temporale 2010/2013 ed illecitamente non riversate a favore del medesimo", grazie anche agli esiti di ulteriori approfondimenti fatti dalle Fiamme Gialle.

Per questo il vice procuratore generale Carlo Picuno ha chiesto e ottenuto il sequestro conservativo di quattro immobili a Bari - in Corso Vittorio Emanuele, in vico XVIII Vittorio Emanuele e due in via Caputo - tre a Bitonto - due sulla strada per Modugno e un immobile di cinque vani in via Generale Cantore - e uno a Giovinazzo, in via Gelso. Nonché dei beni e dei valori sussistenti presso la FCA Bank, il Banco di Napoli, la Deutsche Bank, la Banca Popolare di Puglia e Basilicata, la Banca Popolare di Bari e Poste Italiane.

Per approfondire clicca qui

 

Il rapporto tra Palazzo Gentile e Cerin

Il rapporto tra Cerin e Comune di Bitonto è nato sotto l'era Pice, quando viene siglato un contratto di supporto all'Amministrazione Pice per la riscossione delle entrate tributarie. Rinnovato poi, a seguito di un regolare bando di gara, sotto la giunta Valla, che ha totalmente esternalizzato la gestione, cambiando l'aggio. Tutto sembrò andare bene sino al 2011, quando - a poche settimane di distanza dal rimpasto dell'esecutivo di Palazzo Gentile, quando assessore al Bilancio divenne Vincenzo Fiore - in Corso Vittorio Emanuele arrivarono diverse fatture per "servizi di fiscalità locale" a detta della società mai saldate dal Comune. L'Amministrazione si oppose al pagamento (le fatture si dimostreranno emesse in parte tutte lo stesso giorno a distanza di anni dal termine del contratto, ndr) sino a Gennaio 2012, quando arrivò un decreto ingiuntivo per oltre cinque milioni di euro, per cui fu aperto un contenzioso ancora in corso.

Nel 2013, scaduto il contratto, l'Amministrazione Abbaticchio ha deciso di internalizzare il servizio di riscossione.

Per approfondire clicca qui

 

Colapinto condannato in primo grado per corruzione a Nola

Giuseppe Colapinto è stato condannato in primo grado a Nola per corruzione nel 2015. Secondo il Tribunale, l'ex rappresentante legale di Cerin avrebbe corrotto un funzionario del Comune di Mariglianella per favorire la stessa Cerin nella gara per l'affidamento della riscossione tributi.

Dalle indagini - partite più di quattro anni fa - è emerso che Colapinto, titolare della ditta affidataria del servizio di riscossione di Mariglianella sin dal 2004, nel periodo compreso tra il 2009 e il 2011 avrebbe versato sul conto del dipendente comunale, Ubaldo Fusco, per un totale di quattro volte, assegni dell'importo complessivo di trentamila euro. Questo, secondo gli investigatori, allo scopo di garantirsi i favori del funzionario, il quale avrebbe più volte ritardato la gara d'appalto prevista per il 2009, favorendo così la Cerin a cui in seguito è stato prorogato l'affidamento. Nel 2011, inoltre, lo stesso funzionario avrebbe determinato la vittoria della Cerin nella gara. Per questo, a Giugno 2013, il Gip di Nola dispose i domiciliari per Colapinto, provvedimento revocato dopo l'interrogatorio dello stesso.

Per approfondire clicca qui

 

La sospensione di Cerin dall'albo dei riscossori

Secondo quanto si apprende dal sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze, la Cerin S.r.l. sarebbe stata sospesa dall'albo dei soggetti abilitati alla gestione delle attività di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle province e dei comuni. Basta visitare il sito finanze.it e, aprendo la pagina web dedicata alla lista aggiornata al 13 Maggio 2016 degli iscritti all'albo, si scopre che la società dei Colapinto - il cui rappresentante legale è Grazia Fiore - avrebbe subito la sospensione "in via cautelare nella seduta della Commissione Albo del 13 maggio 2016 con Delibera n. 8 del 20 maggio 2016".
Impossibile al momento reperire la delibera, perciò non si conoscono i motivi della decisione che il MEF avrebbe preso.

Per approfondire clicca qui

 

Le domande di BitontoTV a Fiore e Antuofermo

A Marzo BitontoTv aveva rivolto alcune domande agli ex assessori al Bilancio, Vincenzo Fiore e Nicola Antuofermo, per ricevere alcuni chiarimenti in merito al rapporto tra il Comune di Bitonto e Cerin, durante il periodo oggetto delle indagini. Nonostante siano passati più di tre mesi, quelle domande rimangono ancora senza risposta.

Per approfondire clicca qui