Consiglio lampo sulla Cerin

di La Redazione
Politica
23 giugno 2016

Consiglio lampo sulla Cerin

Il Sindaco relaziona sull'accaduto. Poi il silenzio. Toscano: 'Perchè abbiamo fatto questo Consiglio?'

Sulla Cerin il Consiglio Comunale sceglie di mantenere un profilo bassissimo. La seduta monotematica celebratasi ieri non ha aggiunto niente di nuovo alla discussione sullo scandalo dell'ex concessionaria del servizio di riscossione del Comune di Bitonto, finito nel mirino della Procura di Bari per un presunto peculato di diversi milioni di euro.

L'assemblea è cominciata con numerose assenze tra la maggioranza (i consiglieri sono entrati alla spicciolata durante la discussione, ndr) e sono state necessarie le presenze della minoranza per dichiarare valida la seduta. I lavori sono stati aperti dal sindaco Michele Abbaticchio che ha relazionato su tutta la vicenda, partendo dalla fine del 2013, quando l'Amministrazione Comunale - alla scadenza del contratto che legava la società dei Colapinto a Palazzo Gentile - ha scelto di internalizzare il servizio di riscossione, citando le diverse richieste di accesso ai database e ai conti, poi negate. Una relazione sobria, meramente tecnica a cui è seguito l'appello ad una discussione attenta e responsabile, rivolto all'assise.

Timori comprensibili, alla luce delle indagini giudiziarie e tributarie ancora in corso d'opera, che però hanno frenato tutta la maggioranza. Al termine dell'intervento del primo cittadino, infatti, in aula è calato uno spaventoso silenzio. Nessuna delle forze di coalizione è intervenuta, nemmeno per dare man forte al Sindaco o per rivendicare (come fatto in altre occasioni) le scelte adottate dal governo cittadino. Un clima surreale, considerato che il Consiglio è stato chiesto da undici componenti della maggioranza, interrotto da Franco Natilla che si è detto sorpreso del comportamento della maggioranza.

Del resto quello del dem è stato l'unico intervento articolato del pomeriggio, nonostante si sia distaccato dall'oggetto della seduta. Il piddino si è concentrato su quella che ha definito "pseudointernalizzazione" ("mi aspettavo chiarimenti su come è stato internalizzato il servizio, considerato che costerà, se non erro, un milione e settecentomila euro per cinque anni") e sulle polemiche legate all'intervista all'ex direttore di PuntoTv (il cui gruppo editoriale è riconducibile alla famiglia Colapinto, ndr), pubblicata ieri da BitontoTv. "Intendo stigmatizzare gli artefici di quell'articolo - ha spiegato Natilla - è alquanto sospetto che sia stata scelta la data odierna per pubblicarlo". L'attacco di Natilla - sottoscritto dal capogruppo Pd Francesco Ricci - si è incentrato essenzialmente sui riferimenti alla sua persona: "Magari si è pensato di poter apprendere dal direttore di un ipotetico legame tra la famiglia proprietaria della testata e il sottoscritto [...] questo è l'ennesimo, becero tentativo [...] se i giornalisti vogliono mettersi l'anima in pace si rivolgessero alla Procura e chiedessero di indagare su chi eventualmente in questo Consgilio è stato sul libro paga della Cerin".

Dopo l'excursus di Natilla, comunque, il nulla. Tranne per Toscano che, nonostante i ripetuti richiami alla prudenza di Ricci, ha accusato la Cerin di "aver sottratto risorse alla collettività che potevano essere utilizzate per abbassare la pressione fiscale". E ai consiglieri che si sono dissociati dai toni del suo intervento, ha risposto: "Perchè allora abbiamo fatto questo Consiglio?".

Domanda lecita che ha risuonato come un macigno. Solo in chiusura (la seduta è durata poco più di un'ora, ndr), dopo che Masciale ha espresso solidarietà ai dipendenti della società adesso in difficoltà (qualcuno era presente in aula, ndr), è arrivata una proposta: il forzista Damascelli ha chiesto di promuovere un atto politico che trovi tutta l'assise d'accordo. Trovando sponda nel Sindaco che ha consigliato di convocare una conferenza dei consiglieri e discuterne nei prossimi giorni.