Caso Cerin. La società sarebbe stata sospesa dall'albo dei riscossori

Savino Carbone
di Savino Carbone
Cronaca
18 giugno 2016

Caso Cerin. La società sarebbe stata sospesa dall'albo dei riscossori

Lo si legge sul sito del Ministero delle Finanze. Mercoledì Consiglio Comunale monotematico

Secondo quanto si apprende dal sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze, la Cerin S.r.l. sarebbe stata sospesa dall'albo dei soggetti abilitati alla gestione delle attività di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle province e dei comuni.

Basta visitare il sito finanze.it e, aprendo la pagina web dedicata alla lista aggiornata al 13 Maggio 2016 degli iscritti all'albo, si scopre che la società dei Colapinto - il cui rappresentante legale è Grazia Fiore - avrebbe subito la sospensione "in via cautelare nella seduta della Commissione Albo del 13 maggio 2016 con Delibera n. 8 del 20 maggio 2016".

Impossibile al momento reperire la delibera, perciò non si conoscono i motivi della decisione che il MEF avrebbe preso. Quel che è certo, però, è che negli ultimi anni Cerin è stata invischiata in numerosi guai giudiziari. Lo scorso anno, Giuseppe Colapinto è stato condannato in primo grado a due anni e quattro mesi dal Tribunale di Nola per presunti fatti di corruzione avvenuti nel Comune di Mariglianella, che ha collaborato con la società.

E mentre si attende l'esito dell'appello, impossibile trascurare il grosso scandalo che riguarda i Colapinto e il Comune di Bitonto. A Febbraio, la Guardia di Finanza e la Procura di Bari, nell'ambito dell'Operazione Cornucopia, hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare a Colapinto padre e figlio (quest'ultimo poi rimesso in libertà, ndr), accompagnata da numerosi sequestri per oltre cinque milioni di euro. Secondo quanto accertato da Finanza e Procura "per il triennio 2010-2012 un importo non inferiore ad euro 3.188.000,00 riscosso da CE.R.IN. s.r.l. dai contribuenti di Bitonto non sarebbe stato riversato nelle casse comunali né è stato dichiarato come oggetto di riscossione da parte di Cerin", attraverso un contorto meccanismo finanziario che coinvolgeva numerose società legate ai Colapinto.

Recentemente, la Procura della Corte dei Conti ha voluto vederci chiaro e ha quantificato "in euro 4.365.077,69 il complessivo ammontare delle somme incassate dalla Cerin nell'esercizio delle funzioni di concessionario del Comune di Bitonto nell'arco temporale 2010/2013 ed illecitamente non riversate a favore del medesimo". Per questo il vice procuratore generale Carlo Picuno ha chiesto e ottenuto sequestri per altri quattro milioni di euro.

Intanto il Consiglio Comunale di Bitonto si prepara a discutere della vicenda, dopo la richiesta fatta a gran voce dalla Costituente della Sinistra. L'assise si riunirà il prossimo mercoledì pomeriggio in una sessione monotematica.