Canfora presenta Tucidide

Giuseppe Cuoccio
di Giuseppe Cuoccio
Cultura e Spettacoli
01 giugno 2016

Canfora presenta Tucidide

Ieri in Biblioteca Comunale presentata la monografia dedicata allo storico ateniese

La menzogna, la colpa, l'esilio. Questi i tre pilastri su cui è stata costruita l'argomentazione di "Tucidide", l'ultimo libro del professor Luciano Canfora dedicato al maggiore storiografo greco del V secolo a.C., a cui dobbiamo la conoscenza degli avvenimenti della guerra del Peloponneso , quella combattuta tra il 431 e il 404 a.C., la prima guerra "mondiale" - rispetto alle dimensioni e alla concezione di "mondo" dell'epoca - che ha visto Atene e Sparta contendersi il dominio dell'Ellade.

Canfora, introdotto dal professor Nicola Pice, ha raccontato le vicende del grande storiografo presso la Biblioteca Comunale, ieri durante la presentazione, inserita nell'ambito del primo Open Day Universitario. Molta della vita, e dunque dell'opera, di Tucidide, affonda nel mistero. Soprattutto l'idea di un fantomatico esilio in Tracia (regione in cui per altro il ricco ateniese possedeva miniere e dove dunque avrebbe beneficiato dell'improbabile esilio) di cui nella stessa narrazione della guerra del Peloponneso lo storiografo tratterebbe, è, Canfora afferma con un inattaccabile ragionamento, improponibile, vista la chiara impossibilità dell'autore, in tal caso, – considerati i mezzi di comunicazione del suo tempo- di essere informato, come effettivamente era, delle vicende della guerra.

Sarebbe stato, invece, un altro celebre greco, allievo di Socrate, ad "intromettersi" all'interno della narrazione tucididea, sporcandola con notizie biografiche personali riguardanti il proprio esilio: l'autore dell'"Anabasi" e della "Ciropedia", Senofonte. L'idea dell'esilio, inoltre, non regge perché Tucidide era probabilmente tra coloro che architettarono il colpo di stato oligarchico del 411 a.C., assieme ad Antifonte, il più grande oratore dei suoi tempi, secondo lo stesso storiografo.

A contribuire all'aura di mistero che aleggia attorno all'opera e alla vita di Tucidide, anche lo stile dello storiografo risulta oltremodo complesso in quanto a traduzione, già per gli antichi commentatori. "Non è una discussione meramente biografica - conclude Canfora a proposito della sua indagine sullo storiografo - ne va della valutazione del tasso di veridicità dell'intera opera di Tucidide e dunque dell'uso che noi dobbiamo farne".