Un aiuto per Haiti

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Cronaca
21 maggio 2016

Un aiuto per Haiti

Da anni ANPIL segue progetti di sviluppo per Haiti

"La cosa più mirabile del mondo, dice un certo filosofo, è un uomo buono che lotta contro l'avversità; ma c'è una cosa anche più mirabile: un uomo buono che viene a soccorrerlo". Questo pensiero di Oliver Goldsmith, anche se scritto quasi quattro secoli fa, riesce a colpirci e ad essere attuale anche oggi.

Un pensiero che anima Massimiliano Salierno e Frederic Widny, due responsabili di A.N.P.I.L., un'onlus italiana che da quasi vent'anni continua ad operare in diverse parti del mondo con il fine di favorire le situazioni di disagio e indigenza delle popolazioni soccorse, con un'attenzione particolare ai bambini, alla loro istruzione e scolarizzazione. Il primo dei territori raggiunti da A.N.P.I.L. è stato Haiti, e proprio nativo di quest'isola è Widny, uno dei primi ad aver ricevuto l'aiuto del sostegno a distanza di alcune famiglie italiane e ora continua a collaborare con l'onlus, "per restituire ai bambini quello che mi è stato dato quando ero piccolo" ha commentato ai presenti.

L'incontro, svoltosi lo scorso giovedì nella sede bitontina dell'onlus, è servito infatti ad informare sulla situazione in cui versa Haiti, approfittando proprio della presenza di Widny tornato in Italia solo per maggio, attraverso l'illustrazione dello stile di vita della popolazione, delle sue necessità e i suoi bisogni. "Il paese è completamente subordinato all'azione dell'estero" ha commentato Salierno, "e, soprattutto nella zona in cui operiamo principalmente, cioè Tortuga, la povertà e la mancanza dei beni essenziali è dilagante. Per troppo tempo è stata uno stato cuscinetto tra Repubblica Domenicana e Cuba, uno stato di nessuno che ha fatto comodo a molti. Purtroppo la grave mancanza è quella delle infrastrutture: un bambino deve camminare diversi chilometri dalla propria abitazione per prendere l'acqua per le necessità della famiglia. Eppure a Tortuga ci sono ben 7 sorgenti, l'isolotto è molto rigoglioso, ma non esiste alcun acquedotto e soprattutto non ci sono i mezzi per costruirlo".

Il progetto a cui A.N.P.I.L. punta sin dall'inizio è quello di evitare per quanto possibile le adozioni dei bambini e incentivare lo sviluppo del luogo, perché da lì si possa avere una rinascita a tutti gli effetti. "Per farlo è indispensabile lo strumento della scuola: senza istruzione, in una popolazione che è quasi completamente analfabeta, non si riusciranno mai a risolvere i problemi dell'indigenza. Un genitore che non ha soldi non ha alcuna intenzione di mandare il proprio figlio a scuola. Noi interveniamo assistendo l'educazione del bambino, permettendogli di studiare e di investire per il proprio futuro". A questo proposito l'onlus ha voluto creare un gemellaggio tra la scuola di Notre Dame di Paluiste e la scuola secondaria di primo grado Sylos di Bitonto, permettendo un sostegno a distanza degli stessi ragazzi.

"È importante che i nostri figli entrino da subito in contatto con questa realtà" ha infine commentato Salierno, "perché, per quanto possa essere estranea e lontana, non può essere ignorata. Conoscerla per aiutarla è il primo passo per la costruzione di un futuro migliore per tutti i bambini che ci impegniamo ad aiutare".