La vicenda corteo anima il Consiglio

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica
31 maggio 2016
Photo Credits: Lisa Fioriello

La vicenda corteo anima il Consiglio

L'assise ha prodotto una delibera sul tema. Ricci ricorda la questione relativa a 'Refugees in progress'. E sulla vicenda interviene Noi con Salvini

Alla fine la polemica sui ragazzi di colore impiegati durante il corteo storico a raccogliere le feci dei cavalli è finita in Consiglio Comunale. L'assise ha impiegato oltre quattro ore alla discussione dell'argomento, finito nelle cronache della stampa nazionale, diventato in poche ore un "caso".

L'assemblea ha prodotto una proposta di delibera che ha rivisto e addolcito le posizioni espresse in un atto di indirizzo proposto ad inizio seduta dal dem Franco Natilla. Proprio il piddino aveva introdotto il dibattito sulla vicenda, che ha fatto slittare di diverse ore l'esame del bilancio di previsione. Il documento sottoposto da Natilla al Consiglio, che biasimava la scelta degli organizzatori, chiedeva al Ministero dell'Interno, alla Prefettura e alla Presidenza della Regione Puglia di far luce sulla vicenda per individuare "le ragioni in capo a tale scelta orribile e disgustosa" e soprattutto sulla questione relativa al presunto compenso che i migranti che hanno partecipato al corteo avrebbero ricevuto.

La lettura dell'atto di indirizzo ha dato il via ad una lunga querelle che ha toccato le molteplici facce dell'accoglienza nel territorio. Damascelli si è chiesto se l'Amministrazione e l'assessore Mangini sapessero di più sulle scelte operate dall'Accademia della Battaglia e ha più volte sostenuto le opportunità economiche che si celerebbero dietro i progetti di accoglienza. Sostenuto da Ricci che ha ricordato come durante il suo mandato da Assessore ai Servizi Sociali non gli fu concessa potestà sul progetto "Refugees in progress", legato alle attività dello SPRAR di Bitonto, tuttora in corso. "È una questione di soldi, ci sono tanti enti e semplici cittadini che aiutano queste persone senza ricevere lodi" ha sostenuto il piddino.

Il sindaco Michele Abbaticchio, però, ha tenuto a rimarcare come Bitonto non sia una città ad indole razzista: "La città ha risposto storicamente al dramma dei rifugiati con infrastrutture a servizio dell'integrazione, cosa che non avrebbe fatto alcuna città razzista". Attaccando la minoranza rea di "aver strumentalizzato la vicenda".

I due corni dell'assise non hanno trovato la quadra sul documento da approvare e a nulla sono servite ben due sospensioni. Alla fine della seconda, la maggioranza si è presentata in aula con una proposta di delibera più "morbida" che riconosce l'errore fatto durante il corteo, ma rende merito alle attività dell'Accademia "di promozione del territorio", promettendo di convocare una conferenza dei capigruppo sulla vicenda e auspicando una immediata organizzazione di un evento culturale teso a favorire l'inserimento degli ospiti dell'ASP. Bocciato l'atto di Natilla, la maggioranza approva la propria delibera, con l'astensione di Maiorano che ha insistito sull'opportunità di trovare una terza via per risolvere la vicenda.

Paradossalmente nella giornata di ieri sul tema è arrivata una nota di Noi Con Salvini Puglia. "Ciò che è accaduto a Bitonto - ha sottolineato Rossano Sasso, - è vergognoso, dove sono stati utilizzati una decina di immigrati, pagati con pochi spiccioli, per pulire lo sterco dei cavalli durante una rievocazione storica, anziché rivolgersi ad una impresa di pulizia o alla locale azienda di igiene urbana. È questa l'integrazione voluta dal PD? Chi risponderà per questa umiliazione inflitta ai richiedenti asilo? Chi si straccia le vesti e marcia a piedi scalzi per i clandestini, cosa dice sul fatto che dieci profughi (questi si che hanno diritto all'accoglienza a differenza di chi non fugge da guerre) sono stati utilizzati per spalare merda? E gli accoglienti della Bitonto bene, città storicamente di sinistra, perchè non sfilano con la cgil contro questa indecorosa vicenda?". "Questa - ha proseguito  - è l'ipocrisia della sinistra, che vorrebbe accogliere disperati da tutto il mondo, salvo poi sfruttarli come fonte di guadagno prima e come forza lavoro poi o, nella migliore delle ipotesi e per realizzare una più efficace integrazione, invitarli  a ripulire le strade dagli escrementi. Mi chiedo cosa sarebbe successo se questo brutto episodio fosse accaduto in una città guidata dalla Lega - Noi con Salvini; invece è successo nella rossa Bitonto, in provincia della Bari di Decaro, nella Puglia di Emiliano. [...] Noi chiediamo rispetto per i veri profughi ed espulsione immediata per tutti i clandestini".