La distanza secondo Bracco

Giuseppe Cuoccio
di Giuseppe Cuoccio
Cultura e Spettacoli
21 maggio 2016

La distanza secondo Bracco

Il filosofo ha presentato la seconda edizione del testo 'Sulla distanza'

La nuova edizione di "Sulla distanza" di Michele Bracco è stata presentata lo scorso giovedì presso la Biblioteca Comunale. A quindici anni dalla prima stampa, il filosofo torna a proporci i suoi studi sulla prossemica, con l'integrazione di una nuova e ricca antologia degli autori citati e con uno scritto del professor Lorenzo Calvi.

La distanza di cui il libro tratta è lo spazio geometrico, ideologico, culturale e vissuto che è necessario per distinguere un "Io" all'interno della massa amorfa e omologante in cui siamo costretti da uno "schizofrenico capitalismo", per dirla con Guattari e Deleuze. Hanno dialogato con l'autore l'assessore all'urbanistica del Comune di Bitonto Nico Parisi, la psicologa Francesca Guglielmi e il professor Francesco Brandi.

Numerosi e variegati gli spunti proposti per comprendere ed interpretare il concetto di distanza, soprattutto in connessione con il tema della follia, di cui il libro è pervaso. Ve ne sono stati di carattere storico, con l'excursus sull'epistolario tenuto da Antonio Gramsci con suo figlio negli anni di prigionia a Turi, letterario, con la poesia di Rimbaud "Sensatiòn" e la citazione della parabola del buon samaritano dal Vangelo di Luca, e artistico con il quadro "Soir bleu" di Hopper e i dipinti stranianti di Francis Bacon.

L'autore si dice, rispondendo alle domande dei presenti, preoccupato, pervaso da un "horror pleni" e propone al pubblico una metafora della società: "se si lasciano dei topi ammassati all'interno di una gabbia, non solo questi diventano aggressivi ma, ad esempio, cambia la loro sessualità, come succede nelle carceri" e confessa anche di essere ossessionato dallo studio dell'"altro" e da come questo "lo tenga in ostaggio" in un certo senso.

Per prenderci cura di noi stessi e degli altri non dobbiamo offrire il fianco alle distorsioni delle lontananze e delle vicinanze, ma porre tra tutti noi quello spazio necessario, che ci permette di essere qualcos'altro, di creare un "Io" in dialogo. Considerare oggi il tema della distanza è fondamentale per ritrovare le unicità che abbiamo gettato via, che ristagnano, sopite, nella fondente Pangea del nostro complicatissimo mondo.