Il ginecologo: 'Esistono ancora gli aborti clandestini'

Federica Monte
di Federica Monte
Inchieste, Interruzioni Volontarie
20 maggio 2016

Il ginecologo: 'Esistono ancora gli aborti clandestini'

Daniele Agostineli parla a BitontoTV dell'IVG. Sull'obiezione di coscienza: 'Bisogna assistere le donne, altrimenti si tratta di omissione di soccorso'

Tutti gli anni il Ministero della Salute trasmette al Parlamento una Relazione sull'attuazione della legge 194,  che stabilisce norme per la tutela sociale della maternità e per l'interruzione volontaria di gravidanza. Quella dell'anno scorso, in riferimento al 2013, ha mostrato un numero di interruzioni volontarie di gravidanza pari a 102.760 in tutta la penisola italiana. Nell'Italia settentrionale le ivg sono state 46814, nell'Italia centrale 21739, nell'Italia meridionale 24437 e nelle isole 9770.

La Puglia è sesta in una classificazione nazionale di ivg e seconda solo alla Campania, se si tiene unicamente conto della parte meridionale, con le sue 8443 ivg. Un dato in profonda diminuzione se si pensa a quello registrato nel 2003 che era di 13090.

A tal proposito BitontoTV ha intervistato il ginecologo Daniele Agostinelli del distretto 3 di cui fa parte anche Bitonto.


Innanzitutto quanti accessi ha questo ambulatorio di ginecologia?

Abbiamo chiuso il 2015, con 2951 accessi. Per accessi s'intende il numero di persone che sono venute qui per qualsiasi motivo. A questo numero vanno aggiunti i 2890 screening, ovvero le donne invitate a fare il pap-test e le 132 mamme che hanno frequentato il corso di accompagnamento alla nascita. Più di 5000 utenti.

I dati registrano una netta diminuzione delle ivg nel corso degli anni, dovuta anche alle nuove campagne di prevenzione. Voi come le attuate?

Le nostre campagne di prevenzione vengono svolte soprattutto nelle scuole. Noi effettuiamo delle campagne soprattutto nelle terze classi delle scuole medie, chiaramente nelle scuole in cui ci invitano. Si tratta di percorsi all'affettività che prevedono la diffusione delle informazioni per la prevenzione di malattie trasmissibili sessualmente attraverso l'uso dei contraccettivi.

Dal punto di vista scientifico, che cos'è l'interruzione volontaria di gravidanza?

L'ivg è l'interruzione della gravidanza richiesta entro le 12 settimane, su volontà della donna, per motivi personali, familiari, economici. Quando ci sono invece delle cause mediche, come una malformazione fetale, si può effettuare fino alla 20sima settimana, solo in alcune strutture. Nella nostra Asl sono il Policlinico, il Di Venere e il San Paolo.

La legge 194 ha legittimato gli obiettori di coscienza, lei è obiettore?

Questa legge è stata molto strumentalizzata sia a favore che contro. Se la leggessimo bene, e noi dovremmo conoscerla bene, l'obiezione di coscienza si opera solo sull'atto dell'interruzione di gravidanza, sull'atto tecnico e nient'altro. Tutto il resto è fuori legge. Esistono farmacisti obiettori che non vendono la pillola del giorno dopo, ed è inconcepibile. Io sono un medico obiettore ma assisto le donne prima e dopo, altrimenti sarebbe omissione di soccorso. Molti medici ci hanno marciato su questo, sia in un senso, che nell'altro. In Italia abbiamo un numero elevatissimo di obiettori.

Cosa spinge un medico a diventare obiettore, se teoricamente dovrebbe essere sempre dalla parte del paziente? Se la legge me lo consente perché io donna devo essere ostacolata?

Ma questa è una legge sbagliata secondo me. L'obiezione o è vietata, o non lo è. Se lo Stato avesse vietato l'obiezione di coscienza, io avrei pensato meglio se fare il ginecologo o no. Però nel momento in cui lo Stato mi dà la possibilità di obiettare, io obietto. Sono un obiettore convinto, lo sono sempre s tato, ma non ho mai ostacolato una donna. L'obiezione di coscienza per me non dovrebbe esistere. Molti miei colleghi l'hanno utilizzata come cuneo per poter lavorare, perché gli ospedali dovevano poter offrire un servizio.

Com'è cambiata nel corso del tempo la concezione dell'ivg?

Negli anni 80 la religione cattolica era la religione di stato, e questo implicava numerose cose. Ricordo ancora gli anni in cui mi sono formato, quando venivano fatte delle campagne contro la contraccezione. I tempi sono molto cambiati, basti pensare che molte ragazze vengono qui accompagnate dalle madri, prima venivano accompagnate dalle amiche o dal ragazzo. Le mamme di oggi sono quelle che negli anni 80 hanno subito questa situazione. Io credo che sia necessario abbandonare un atteggiamento ipocrita e favorire la contraccezione per non dover ricorrere all'interruzione che ha un costo psicologico pesantissimo.

Come viene effettuata l'ivg?

L'ivg è possibile effettuarla tramite raschiamento e tramite farmaco – che non è la pillola del giorno dopo. L'interruzione farmacologica si somministra sempre in ambiente ospedaliero, sempre sotto controllo medico, infatti c'è il ricovero. Il farmaco utilizzato è il progestinico che permette nella fase iniziale della gravidanza, fino alla settima settimana, di poter essere interrotta senza l'intervento chirurgico. Superata la settima settimana si procede al raschiamento endouterino.

In questo consultorio quante donne interessate all'ivg sono giunte?

Per poter interrompere una gravidanza deve essere rilasciato un certificato da un medico, noi abbiamo rilasciato nel 2014 solo un certificato, a fronte di 22 visite mirate. Generalmente molte donne non passano di qui, si rivolgono direttamente all'ospedale. Questo numero non dà il reale dato, le interruzioni sono molte di più. Tra l'altro molte sfuggono, perché difficilmente una signora di Bitonto viene al consultorio di Bitonto.

Esiste ancora l'aborto clandestino?

Certo che esiste, è ancora una brutta piaga sociale. Viene spesso fatto da alcuni medici, senza anestesista e bisogna sperare sulle garanzie di sterilità. Per esempio i cinesi hanno degli interi ospedali clandestini, e non è un caso che le donne cinesi abbiano il più alto indice di abortività pari al 30%. Spesso c'è una sorta di chiusura nelle comunità straniera.

 

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