Donne in trincea

di La Redazione
Cultura e Spettacoli
30 maggio 2016

Donne in trincea

La mostra è stata allestita alla chiesa di San Giorgio

Emancipazione femminile e guerra. La lotta per affermare i propri diritti e la catastrofe che spezza vite, distrugge città. Due fenomeni che apparentemente non hanno nulla in comune. Apparentemente. Perché, in realtà, tra i due c'è una stretta correlazione. La donna, nell'ultimo secolo, è stata in trincea sia letteralmente durante le guerra, che metaforicamente in tempi di pace, per rivendicare il proprio ruolo, realizzando conquiste prima impensabili.

E questo è dovuto in parte proprio grazie al ruolo svolto quando, a partire dalla Prima Guerra Mondiale, ha dovuto sostituirsi all'uomo per necessità, per sostenere la famiglia, assumendo posizioni nella società che, a guerra finita, ha strenuamente difeso.

Per sottolineare il ruolo degli eventi bellici nella lotta per l'emancipazione delle donne, il Comitato "Bitonto onora i suoi caduti", costituito l'anno scorso per ricordare i concittadini caduti durante la Grande Guerra, ha ospitato dal 21 al 28 maggio, nella Chiesa di San Giorgio, la mostra "Donne in trincea", messa a punto in collaborazione con il Centro Ricerche di Storia e Arte.

Sono state esposte pregevoli riproduzioni di storici manifesti, provenienti dall'archivio dell'Udi Macare Salento, dedicati al mondo femminile affinché partecipasse alle azioni belliche a fianco degli uomini o si impegnasse per rivendicare il diritto al voto, libertà nella sfera privata o diritti sul lavoro e in famiglia. Manifesti di notevole interesse storico e storiografico perché testimoniano gli sforzi dell'universo femminile per ottenere un ruolo di cui spesso non siamo consapevoli, come ha notato il vicesindaco Rosa Calò, intervenuta in rappresentanza del Comune di Bitonto alla serata di inaugurazione che si è tenuta domenica 22 maggio.

"Durante le guerre la donna sostituisce l'uomo, che non può più adempiere ai propri doveri perché partito per il fronte. Nell'archivio comunale è ancora conservato un ampio carteggio che nasconde storie nascoste di donne comuni che chiedono di ottenere la licenza agricola o indennizzi per l'assistenza ai feriti o di poter spedire viveri per gli uomini al fronte", ha sottolineato Nicola Pice, presidente del Centro Ricerche.

Sono intervenuti, inoltre, Chiara Manchisi, della Sovrintendenza archivistica e bibliografica di Puglia e Basilicata; Franco Nocco, archivista; Vittoria Bosna, dell'Università degli Studi di Bari; Rosa Maria Capozzi, Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bari; Riccardo Riccardi, storico e il giornalista Marino Pagano, moderatore della serata, vicepresidente del Comitato (presidente Aldo Naglieri).