'Dispiaciuti, ma atto fatto in buona fede'. Arriva la risposta dell'Accademia sul corteo

di La Redazione
Cronaca, Feste Patronali 2016
30 maggio 2016
Photo Credits: Lisa Fioriello

'Dispiaciuti, ma atto fatto in buona fede'. Arriva la risposta dell'Accademia sul corteo

Il caso migranti è diventato nazionale. Il Sindaco: 'La Bitonto migliore passa dal confronto'

"Siamo dispiaciuti che i giovani migranti si siano ritrovati oggetto di una dura disputa filosofico-morale, in alcuni tratti politico-istituzionale". Concetta Tota, responsabile dell'Accademia della Battaglia, a quarantotto ore dal corteo storico interviene per dare alcune spiegazioni a margine dell'impiego di alcuni ragazzi di colore - ospiti del Centro di Accoglienza allestito nelle scorse settimane all'Istituto Maria Cristina - per la rimozione delle feci dei cavalli, diventato ormai un caso nazionale.

"In qualità di responsabile dell'"Accademia della Battaglia", sono qui a condividere pubblicamente il mio e nostro dispiacere per essere stati, pur senza volerlo ed immaginarlo, pietra di scandalo su una questione così complessa e delicata come quella dei "migranti" - scrive la Tota in una nota ufficiale - Siamo in effetti dispiaciuti per quanti si sono sentiti colpiti nella loro sensibilità vedendo sfilare i giovani migranti, per la città, così ingiustamente sovraesposta a livello mediatico e social-mediatico, e soprattutto per gli stessi giovani migranti, ritrovatosi oggetto di una dura disputa filosofico-morale, in alcuni tratti politico-istituzionale, a tratti fomentata da soggetti che forse non hanno a cuore né la sorte dei migranti, né quella della città".

"Siamo dispiaciuti - continua - anche perché buona parte dei cittadini ed osservatori non ha colto la buona fede della nostra scelta, che non aveva alcun substrato razzista, puntando il dito contro persone che da decenni operano per il bene della città".

Come si è arrivati ai migranti: "Nonostante ogni anno ci impegniamo a far sì che, sfilato il corteo, con il contributo dell'ASV, la Città "prenda dignità", e si offra ai cittadini nello splendore che merita, già da tempo l'Associazione ha cercato di contribuire con "propri mezzi" a perfezionare il tutto. Abbiamo avvertito l'esigenza di lasciare decorose le strade attraversate dal Corteo. Lo scorso anno dei #‎giovani locali (pochi) si sono prestati a ramazzare lo sporco dietro cavalli e carrozze. Quest'anno abbiamo cercato in lungo e in largo collaborazioni per svolgere tale servizio, senza,però, avere alcuna risposta!
Si preferisce l'assistenzialismo, il bighellonare e il vagabondare per piazze e strade, a spese della comunità civile ed ecclesiastica, pur di fronte a offerte di denaro, che i "soci" mettono a disposizione, non l'Associazione! Dunque, ho avuto modo di vedere diversi ragazzi di colore in stato di inedia.
E allora, gli "splendidi ragazzi di colore", a cui nelle diverse lingue è stato spiegato il compito da assegnare loro, lasciando la facoltà di accettare o rifiutare, hanno prontamente accettato.
Mi ha fatto tenerezza veder brillare i loro occhi e, a conclusione della manifestazione, dopo la foto di gruppo, un brivido mi ha invasa quando mi hanno ringraziata per averli coinvolti in questa manifestazione, abbracciandoci reciprocamente".

"Il nostro - spiega - è stato un tentativo di ‎integrazione reale, e, con sicura convinzione, affermo che per me, per noi, lascia una traccia positiva. Così come lascia una traccia la discussione che si è scatenata da questo episodio. Che è molto più grande di noi e investe le responsabilità dei cittadini europei, costretti a fare i conti con gli attuali scenari geo-politici e socio-culturali. Sta a noi renderla traccia positiva e non distruttiva. Mi si permetta, infine, una riflessione su quanto si è scatenato in queste ore e che ha poco a che fare con il fatto in sé. Bando al pietismo, alla commiserazione, alla compassione solo di parole, al "buonismo" di circostanza. Occorrono atti concreti!
Agli indignati chiedo: Cosa fanno alcuni bitontini, quando questi ragazzi, ormai cittadini italiani e nostri concittadini, fuori dagli esercizi commerciali, salutano "mamma"? Per fortuna non tutti...ma molti degli "indignati" passano indifferenti oppure offendono la dignità di questi giovani vantando le loro ragioni e/o diritti.
Abbiamo dimenticato quanti nostri giovani e non solo, con tanto di titolo, conseguito con grande impegno e grossi sacrifici, vanno all'estero dove non esercitano la professione di ingegnere, medico...per cui sono titolati, e, fuori patria, si inducono a fare i lavapiatti, i camerieri, i posteggiatori abusivi...con conseguente tanto di rischio, pur di sopravvivere? [...] C'è chi "si indigna per incompetenza e ignoranza! C'è chi lo fa per invidia e gelosia! C'è che si atteggia a tuttologo e pensa di dettar leggi! C'è chi strumentalizza e chiede la testa di qualcuno, come ohimé! è d'uso nella politica italiana, dove chi arriva pensa di aver acquisito a vita il titolo di professionista del settore! Non ci sono teste da immolare".

"C'è stata un decisione presa in assoluta buona fede, ne siamo ancora convinti, che costituisce un tentativo di reale integrazione nel tessuto cittadino se ci poniamo dalla parte dei ‎migranti. Non abbiamo certo, certo, considerato il dato estetico e la percezione che l'inserimento dei giovani di colore avrebbe provocato nella cittadinanza e di questo facciamo ammenda. Ma, permettetemi di segnalare una vistosa caduta di "stile" da parte di molti, operatori e coloro che si ritengono "benpensanti", i quali si sono affrettati ad etichettare e inviare vere e proprie invettive senza neanche conoscere le dinamiche che sono a fondamento di alcune scelte - è la conclusione del comunicato - Tra l'altro, a fronte dei detrattori, si registra la voce unanime e vasta di veri e competenti "benpensanti"! Abbiamo bisogno "tutti" di comprendere il vero problema; e se vogliamo conoscere di più, come è e sempre è stato mio costume e mia deontologia, sono disponibile ad un confronto verbale pubblico. Dal 2003, quando sono stata insistentemente "invitata" ad occuparmi del corteo (e nel tempo questo ha cambiato volto), per esperienza maturata, posso dire che molti sono i bitontini, sempre "affacciati alla finestra", che, ripetutamente invitati a presentarsi se "sanno fare di più e meglio", vantano esclusivamente "diritti" e mai doveri, neppure di civiltà spicciola. Solo un appello: si faccia avanti chi crede di "sapere" e di poter "fare" meglio e di più con le poche risorse umane e economiche che con molta fatica l'Associazione riesce a metter insieme per le varie annuali manifestazioni".

Sulla questione, rilanciata da Repubblica, dall'Huffington Post e da Libero - Michele Serra ha dedicato anche un'Amaca al caso - si era espresso nelle ore immediatamente successive anche il sindaco Michele Abbaticchio. "Sono fiero di appartenere a questa città. Una città che ha la forza di indignarsi per rivendicare la parità di trattamento a favore dei nostri ospiti stranieri, peraltro accolti da una struttura comunale di prima accoglienza e oggi dall'Azienda di Servizi alla Persona con fondi Ministeriali - aveva scritto il primo cittadino - E sono fiero anche di un'associazione di cittadini come l'Accademia che da più di un decennio stravolge e promuove l'immagine di un territorio, avendo come sola ricompensa l'amore che nutre per Bitonto. La Bitonto migliore passa dal confronto e dalla comprensione, proprio nei giorni in cui i riconoscimenti nazionali per le nostre imprese del terzo settore e Onlus ci inorgogliscono particolarmente". A BitontoTV, Abbaticchio ha spiegato come nei giorni scorsi la Prefettura si sia complimentata con la città per l'accoglienza riservata ai migranti del Centro di Accoglienza.

"I ragazzi di colore, profughi ospiti del Maria Cristina, per ripulire la strada dallo sterco dei cavalli al corteo storico della mia città, un'idea infame di chi intimamente (ma non tanto) è razzista... - ha scritto invece sui social Franco Natilla del Pd - Disgustose le affermazioni di sindaco, assessore e responsabili del corteo a difendere o minimizzare...il Presidente del Maria Cristina doveva opporsi e non obbedire...che schifo!".

Intanto resta aperta la domanda sul presunto compenso percepito dai ragazzi impiegati. Emanuele Dimundo, ai taccuini dell'Huffington Post ha parlato di impiego "gratuito", mentre Nicole Sansonetti, presidentessa della cooperativa 'Costruiamo insieme' che gestisce il Cas, avrebbe dichiarato a Repubblica che i giovani avrebbero ricevuto un compenso di 20 euro a testa. "Abbiamo accettato e convinto i ragazzi a partecipare perché crediamo moltissimo nell'integrazione - le dichiarazioni di Sansonetti al quotidiano - ma ci avevano parlato di ruoli come porta-lampari o accompagnatori di carrozze: non certo di pulitori di sterco". Le polemiche, comunque, rimangano e stamattina sono finite in Consiglio Comunale.