Come cambia la città con i fondi per la Città Metropolitana

di La Redazione
Politica, Cronaca
24 maggio 2016

Come cambia la città con i fondi per la Città Metropolitana

Stadio, ciclovie, riqualificazione del centro e smart lab. Ecco i progetti. Decaro scherza con Abbaticchio: 'Hai fatto tutto tu'

Nei giorni scorsi Matteo Renzi e Antonio Decaro hanno firmato a Bari il patto per lo sviluppo della Città Metropolitana. L'accordo prevede lo sblocco di oltre 200 milioni di euro per riqualificare l'intera area vasta barese, andando a sostenere i progetti che rientrano nel Piano Strategico redatto da Michele Abbaticchio, delegato alla pianificazione nonché vicesindaco dell'ente metropolitano, facendo sintesi di tutte le esigenze del territorio.

Della pianificazione strategica si è parlato anche durante l'apertura di Cortili Aperti, alla presenza di Decaro. Il Sindaco di Bari e Abbaticchio hanno presentato le progettualità di intervento previste dal programma e il capo della Città Metropolitana ha riconosciuto il lavoro svolto dal primo cittadino bitontino con una battuta: "Hai fatto tutto tu".

Diversi sono i progetti che Bitonto candiderà a finanziamento con i fondi Renzi, per un totale di quasi dieci milioni di euro. BitontoTV ha raccolto in sintesi gli obiettivi degli interventi, pubblicando le schede progettuali presentate da Palazzo Gentile. Qualora tutte le progettualità dovessero essere finanziate, i cantieri potrebbero partire già da metà 2017.

 

Stadio Comunale

L'obiettivo generale è la redazione di un progetto di riqualificazione di una parte importante delle attrezzature sportive poste a sud della città di Bitonto. Trattasi nello specifico dello stadio comunale e di aree pertinenziali limitrofe. Lo stadio comunale versa in pessime condizioni ed appare necessario un intervento che da un lato punti alla ristrutturazione dell'intero complesso e dall'altro integri il tutto con strutture destinate ad attività complementari a quelle sportive.

L'obiettivo è elaborare un progetto che consenta una gestione della struttura tramite imprese sociali private attraverso il partenariato pubblico-privato. A tal fine si ipotizza la realizzazione di spazi dediti alle attività commerciali integrate con la struttura dello stadio che possano essere affidate in locazione. In tal modo si otterrà un mix funzionale che giova alla riuscita di una gestione in attivo di un tipo di struttura che altrimenti risulta difficile ma mantenere in regime di conduzione ordinaria. Si prevede inoltre la realizzazione di servizi di pertinenza in aree limitrofe come aree verdi destinate a percorsi benessere.

L'importo complessivo previsto per l'affidamento dei servizi di progettazione è di 120.000 euro.

Le piazze del centro

L'obiettivo generale è redigere un progetto di riqualificazione ed adeguamento ai nuovi tracciati delle reti metropolitane della mobilità del sistema delle Piazze Cavour, Moro e Marconi che occupano la parte più significativa del centro della città di Bitonto e delle principali arterie del centro ottocentesco a sviluppo radiocentrico (Corso Vittorio Emanuele II, Via delle Repubblica italiana, Via Verdi, Via Matteotti e Via Mazzini).

Questo sistema di piazze contraddistinguono la cerniera di unione tra il Centro Antico e l'espansione ottocentesca ed è attualmente caratterizzato dagli invasi cosi come definiti tra fine ottocento e primi del novecento e da una definizione del transito veicolare molto fitta contraddistinto dall'esclusiva presenza del transito di veicoli a motore, con una densa predisposizione di parcheggi a raso e con la totale assenza di idonea collocazione di ambiti per la mobilità ciclabile e pedonale. Le nuove strategie delle mobilità urbana sostenibile, in corso di definizione nel nuovo processo di pianificazione generale, ed i nuovi tracciati delle reti metropolitane della mobilità assieme alle nuove connessioni naturali tra i parchi e le città impongono un'importante ridefinizione di questi spazi e dei principali sistemi viari che contraddistinguono questa parte di città. Il sistema delle tre piazze, con le arterie ad esso connesse, costituisce una cerniera tra le reti citate e pertanto la sua riqualificazione diviene condizione sine qua non nel raggiungimento degli obiettivi del Piano Strategico Metropolitano di Bari.

A tal fine si prevede che l'acquisizione del progetto possa essere realizzata mediante una procedura concorsuale che conduca i migliori progettisti a confrontarsi su questo tema così rilevante. Pertanto è prevista la realizzazione di un concorso di progettazione in due fasi che conduca alla individuazione del miglior progetto.

L'importo complessivo previsto per l'espletamento di tutte le fasi concorsuali sino alla definitiva individuazione del progetto vincitore è di Euro 200.000.

Rigenerazione di aree incolte

L'obiettivo generale è la redazione di progetti di 'agopuntura' rigenerativa di spazi urbani incolti e/o abbandonati che contraddistinguono luoghi periferici e non. L'agopuntura dello spazio pubblico definisce l'insieme di strategie urbane applicate esclusivamente sullo spazio pubblico, basate su interventi indipendenti e catalitici che possono essere realizzati in brevi periodi di tempo. Questi interventi non sono solo capaci di creare un immediato impatto positivo suIl'intorno dell'area di studio, ma anche di coordinare lo scopo dell'attività con l'utilizzo dello spazio pubblico a larga scala e di equilibrare, rivitalizzare e rinnovare la vita urbana.

La filosofia degli interventi di agopuntura urbana si basa su una dimensione politica ormai nota, quella della partecipazione dei cittadini. Questo include la possibilità per il singolo cittadino di prendere parte alle decisioni amministrative senza essere un membro ufficiale della pubblica amministrazione. Si tratta di un vero processo costruttivo che include iniziative d'informazione ed educazione, discutendo sulle problematiche che investono quartieri o piccole aree della città. Questa consapevolezza implica che, quando gli abitanti sono coinvolti in queste scelte decisionali sul futuro degli spazi pubblici, tendono anche ad assumersi delle responsabilità e a rispettare gli stessi nell'uso e nella manutenzione.

L'importo complessivo per il progetto è di circa 150.000 euro

Città - Campagna

Il progetto costruisce attrezzature e servizi per la nuova rete turistico ciclospedonale naturalistica di connessione tra il Parco dell'Alta Murgia, il Parco di Lama Balice ed il paesaggio costiero di Puglia.

L'intervento prevede la realizzazione di una nuova rete di connessione tra tre importanti aree naturalistiche della regione secondo la visione strategica del patto città-campagna.
Tra gli interventi sono previsti:

SUB 1 - Realizzazione di un belvedere come nodo del sistema del percorso di ciclo- pedonalità del Patto Città/Campagna su Via Castelfidardo presso Porta La Maja e dei percorsi pedonali di ricongiunzione della città all'area sportiva. (Euro 900.000)

SUB 2 - il recupero strutturale, architettonico e funzionale del vecchio manufatto dell'Ex Macello a Bitonto come hub di scambio della ciclopedonalità e struttura multifunzionale (Euro 2.000.000)

SUB 3 - La riqualificazione complessiva di Piazza Caduti del Terrorismo a Bitonto come luogo di scambio controllato tra il traffico veicolare in ingresso dalla città attraverso l'arteria provinciale e la nuova percorrenza ciclopedonale che riguarderà la fruizione del centro antico e del Parco dell'Alta Murgia (Euro 2.600.000)

SUB 4 - Riqualificazione di Via Solferino e Via Castelfidardo come tratti a percorribilità lenta e zone ZT L all'interno della percorrenza ciclo-pedonale del Patto Città/Campagna (Euro 2.500.000)

SUB 5 - Realizzazione della rete delle ciclovie che dal Parco nazionale dell'Alta Murgia conduce verso la ciclovia costiera passando per il centro urbano attraverso il Parco della Lama Balice (Euro 1.000.000)

Aree periferiche

L'obiettivo generale è l'elaborazione un progetto di ricerca per la riqualificazione dell'area peri-urbana di confine ad ovest della Città di Bitonto mediante un piano di edilizia agricola sostenibile ed in autocostruzione.

La ricerca avrà come oggetto l'aggiornamento tipologico e costruttivo dell'architettura peri-urbana secondo il modello della casa passiva, con indici di fabbricabilità decrescenti, sistemi energetici ed impiantistici in off-grid e/o microgrid e tecniche costruttive in autocostruzione. Verrà proposto uno studio sulla progettazione di prototipi abitativi caratterizzati da prestazioni energetiche che si awicinano quanto più possibile al concetto dell'off-grid e da processualità di cantiere in linea con il concetto dell'auto costruzione e che provano a definire un modello di sviluppo di quelle zone peri-urbane dove la città e la campagna generalmente si 'oppongono' nell'ottica, invece, di una fusione dei due sistemi territoriali secondo la logica della compenetrazione graduale.

Si lavorerà su sistemi di 'abitazioni' e 'paesaggi agricoli', anche in relazione all'abbattimento dei costi di costruzione, in contesti non urbani e pertanto con possibilità di un ciclo energetico slegato dalle convenzionali 'reti energetiche'. Si approfondiranno analisi delle teorie di progetto architettonico e del paesaggio per l'uso virtuoso delle caratteristiche fisiche del luogo, il recupero dell'energia presente nei materiali edilizi esistenti, il risparmio di energia ottenibile attraverso la performance del nuovo involucro edilizio, l'accurata integrazione degli impianti tecnologici coadiuvati dalle fonti di energia rinnovabile e da sistemi passivi, meccanismi naturali di recupero delle acque e preventiva depurazione naturale, integrazione dei sistemi di captazione solare al di là dell'uso meramente tecnologico del singolo dispositivo solare. Il sole, ma anche l'acqua, l'aria ed il verde agricolo orienteranno le scelte formali e funzionali della singola abitazione e dell'insediato.

lI progetto di ricerca sarà svolto in accordo con il Politecnico di Bari come attività caratterizzante le ricerche sul territorio del nascente Centro Tecnologico della Zona Artigianale. Importo totale della progettualità circa 140.000 euro.

Smart Lab

Nelle nostre città esistono molti distretti dedicati alla produzione pianificati diversi decenni fa. Essi nascevano in un epoca diversa, caratterizzata da un mercato della produzione oggi completamente superato. Questi sono oggi spesso quartieri fantasma dove resistono poche imprese. Per il resto molte delle aree di questi comparti restano incompiute; ne consegue un lento declino delle aree sia sotto il profilo economico che dal punto di vista urbano. Il Comune di Bitonto è dotato di una zona produttiva di questo tipo posta in un'area periferica dell'insediato urbano. L'obiettivo del progetto è innestare ricerca e innovazione nel processo di rinnovamento di questo comparto puntando sulla competitività delle PMI; in linea con la agenda Industria 4.0 si intende puntare sulle ICT per avviare processi di innovazione della manifattura artigianale ed industriale scommettendo, però, in maniera decisa anche sulle grandi eccellenze presenti localmente.

L'originalità e l'innovatività è nella presenza di un grande Centro Tecnologico nell'area, già realizzato ed in fase di attivazione attraverso una gestione condivisa della municipalità con il Politecnico di Bari. Il progetto presentato punta ad ampliare e trasformare questo contenitore in un vero incubatore d'impresa per la messa a punto di innovazione da trasferire poi nelle realtà produttive già allocate nel distretto e puntando ad attrarne altre dalle aree limitrofe.

La soluzione proposta prevede la realizzazione di un polo tecnologico all'interno della zona produttiva che funga da incubatore di idee per lo sviluppo della competitività delle imprese presenti nell'area. Data la impossibilità della PMI di poter usufruire di un proprio laboratorio interno di ricerca e sviluppo si pensa allora di realizzare un grande centro di ricerca prossimo alle aree produttive destinato ad incubare i processi di innovazione del prodotto e dei sistemi produttivi per le imprese locali. Il polo tecnologico come una 'grande madre' sarà composto da un edificio centrale - già edificato ma non ancora attrezzato - dove saranno allocati il grande FAB LAB ed i laboratori di programmazione ed alcuni edifici satellite - da realizzare - disposti nelle aree contigue al laboratorio centrale dove le imprese ospitate potranno realizzare in regime di riservatezza le loro innovazioni guidate dal team di ricerca. Le SMl porteranno nel polo tecnologico la loro idea che come un seme sarà incubato per alcuni mesi e darà vita ad un prototipo tutelato da brevetti che appena concluso ritornerà nelle imprese per la fase di commercializzazione.

L'importo complessivo per le attività è di circa 270.000 euro.