Alla Fondazione Santi Medici il premio 'Garbèra d'Oro'

di La Redazione
Cultura e Spettacoli
27 maggio 2016

Alla Fondazione Santi Medici il premio 'Garbèra d'Oro'

Il riconoscimento è arrivato per le attività assistenziali

Il premio "Gerbèra d'oro" 2016, riconoscimento che ogni anno è attribuito dalla Fondazione Ghirotti e dalla Conferenza delle Regioni ad una struttura sanitaria che si è distinta nell'affrancamento dal dolore inutile e le terapie più avanzate e umanizzazione delle cure, è stato attribuito alla Regione Puglia ed in particolare alla Fondazione "Opera Santi medici Cosma e Damiano – Bitonto Onlus", per il progetto dal titolo "Verso una città del benessere solidale. La forza della marginalità: costruire, abitare, curare".

Si tratta – si legge nella motivazione - di un "progetto innovativo e di comunità che riesce a coniugare la pianificazione urbanistica territoriale con quella socio-sanitaria, assicurando la continuità assistenziale. L'obiettivo è quello di abitare il territorio prendendo a cuore le marginalità e le contraddizioni del territorio stesso. Il Progetto, che coinvolge l'intera città di Bitonto, va infatti nella direzione di una "città del benessere solidale", che possa adeguarsi ai bisogni del territorio, una "città vivibile" grazie alla creazione di strutture socio – sanitarie – assistenziali quali: Hospice, case alloggio, case accoglienza e Centri diurni ed infine una "città educativa che educa la comunità", attraverso l'importante collaborazione con l'Università degli Studi di Padova che permette di sensibilizzare i giovani verso le problematiche legate alla morte. Il progetto rappresenta un modello innovativo per tutto il mezzogiorno, prefigurando la realizzazione di un nuovo modello di Welfare.

All'edizione 2016 del premio "Gerbera d'oro" hanno partecipato 42 progetti - testimonianza di una crescita culturale della lotta al dolore – provenienti da 14 regioni. La Commissione ha attribuito "menzioni speciali" ad altri tre progetti: uno della Regione Emilia-Romagna, l'altro dalla Lombardia e precisamente dalla Direzione generale ATS di Bergamo e in ultimo dal Veneto, nello specifico l'Azienda ULSS3 di Bassano con un progetto intitolato "Donne per le Donne".