Se anche Gino Ancona invita a votare

di La Redazione
Politica, Referendum Trivelle 2016
12 aprile 2016

Se anche Gino Ancona invita a votare

Lo storico anarchico si schiera a favore del 'sì'

Mancano pochi giorni ormai al referendum sulle trivellazioni e Bitonto sembra essere sempre più compatto sul fronte del "sì". Al coro dei molti movimenti politici che sostengono la campagna "No Triv", si è unito anche Gino Ancona, lo storico anarchico cittadino, nonché animatore del Circolo Giordano Bruno.

Da settimane Ancona sta portando avanti una campagna a favore del "sì", con l'affissione di alcuni manifesti su dazebao esposti in centro e la diffusione di claim sui social network. "Difendere la propria Terra è un dovere al quale è chiamato ogni bambino, ogni Donna e ogni Uomo! - scrive Gino in uno dei messaggi spammati, recanti un loghetto che invita a votare "sì" per fermare le trivelle - Ognuno deve fare la sua parte, ognuno con le proprie forze e capacità, ma soprattutto con volontà! Ogni casa, ogni scuola, ogni luogo deve diventare un focolaio di resistenza". Per Ancona quello delle trivelle è un rischio altissimo per l'ecosistema dei mari, perciò "il sabotaggio della fonte di oppressione diventa essenziale per garantire la vita della nostra Terra!".

Il messaggio ha disorientato molti utenti, abituati al tradizionale invito all'astensione che Ancona rinnova ad ogni appuntamento elettorale. Questa volta, però, l'anarchico ha scelto di condividere la battaglia per la difesa del patrimonio marino italiano. Segno forse della bontà di una posizione che a Bitonto raccoglie molti sostenitori.

Quasi tutti i partiti, infatti, hanno scelto di fare propaganda per il "sì", aprendo diversi Comitati No Triv. Dal Movimento 5 Stelle a tutte le liste di sinistra, sino a Forza Italia. Spesso in aperto dissenso con i vertici nazionali: se a Roma in molti hanno "consigliato" di non recarsi alle urne, gli attivisti locali si stanno attivando affinché domenica venga raggiunto il quorum. Consapevoli di combattere anche contro chi ha deciso di ridurre in televisione i passaggi della campagna informativa sul referendum.