Lo strano caso del referendum sulle trivelle

di La Redazione
Politica, Referendum Trivelle 2016
01 aprile 2016

Lo strano caso del referendum sulle trivelle

A Bitonto quasi tutti i partiti e i movimenti politici sostengono il 'sì'

Se a livello nazionale sta passando sotto un silenzio sospetto, a Bitonto il referendum sulle trivellazioni in mare del prossimo 17 Aprile potrebbe costituire un raro esempio di battaglia politica bipartisan. Ad oggi quasi tutti i partiti e i movimenti cittadini hanno aderito alla battagli per il Sì e stanno promuovendo eventi, sit in, incontri per sensibilizzare la cittadinanza.

Sinistra, destra, liste civiche. Tutti si stanno muovendo a difesa dell'Adriatico. I primi sono stati i giovani della sinistra che hanno costituito, assieme a numerose personalità attive nelle liste civiche vicine alla maggioranza di governo cittadino, un "Comitato per il Sì", operativo al circolo Arci Train de Vie. Poi i Cinque Stelle, che hanno seguito la linea dettata dai vertici nazionali del movimento.
Alle liste di sinistra si sono aggiunte anche le associazioni ambientaliste, come Fare Verde, e il WWF che con Dante Caserta ha criticato l'operato del Governo: "Il presidente del Consiglio Matteo Renzi evidentemente è in difficoltà per la crescente consapevolezza che sta favorendo il fronte del SI' al referendum del prossimo 17 Aprile e cerca di ridimensionare le responsabilità del Governo sulla modifica normativa sottoposta a referendum".

L'ambiguità del ruolo giocato da Renzi e il conseguente imbarazzo interno al Partito Democratico sono state oggetto di una dura nota diffusa dal consigliere regionale Domenico Damascelli. "Purtroppo, dobbiamo constatare come le trivelle ed il referendum siano diventati terreno di scontro politico all'interno del Partito Democratico. Uno dei tanti, del resto. La Puglia ha già fatto una pessima figura, ritirando l'ordine del giorno sullo stanziamento del Consiglio regionale per la campagna referendaria, dopo che Renzi avrà tirato le orecchie e bacchettato i dirigenti del suo partito" ha scritto il forzista. "Un brutto spettacolo" dunque "che non concorre a dare alcun contributo ad un momento di partecipazione democratica come il referendum del 17 aprile. A queste beghe rispondiamo con un appello ancora più forte e determinato ai cittadini: andiamo a votare in massa. Votiamo "si'" al referendum, difendiamo il nostro territorio, le nostre coste e il nostro mare dal pericolo delle trivelle".

E se i vertici nazionali soffrono, appunto, a fronte delle attività di Palazzo Chigi, le sezioni locali del Partito Democratico e dei Giovani Democratici hanno scelto di sostenere il "Sì", abbracciando la linea politica dettata da Michele Emiliano. "Noi crediamo che il tempo degli idrocarburi e dei combustibili fossili sia ormai passato. Auspichiamo quindi che il Governo italiano investa in ricerca e sviluppo di fonti energetiche diverse: rinnovabili e più pulite. Ci auguriamo anche che non decida di barattare la bellezza dei nostri mari, dei nostri fondali, delle nostre coste e dei nostri paesaggi con il denaro delle industrie petrolifere" hanno scritto dalla pescara. Per Elisa Saracino, segretaria GD Bitonto, bisogna convincersi "della grande ricchezza che i nostri paesaggi producono e potrebbero ancor più generare puntando sulla loro tutela e valorizzazione. Dobbiamo impegnarci tutti per sensibilizzare i cittadini sull'importanza del tema referendario e spronarci affinché si raggiunga il quorum. Per questo è utile mettere quante più forze in campo, collaborando insieme per raggiungere l'obiettivo comune".

"È una questione che ci riguarda da vicino perché 3 dei 21 siti di trivellazione si trovano in Puglia - hanno spiegato i dem, che apriranno un comitato in via Comes - L'appuntamento per tutti è il 17 Aprile. Il quesito referendario, al di là del testo in esso contenuto, serve a mettere un punto fermo per le politiche energetiche dei prossimi anni".