Le parole valgono. Il nuovo spot per Treccani di Pippo Mezzapesa girato a Bitonto e Matera

Federica Monte
di Federica Monte
Cultura e Spettacoli, Video
06 aprile 2016

Il video si incentra sulla ricchezza del lessico della lingua italiana

"Le parole valgono" è il titolo del nuovo spot della Treccani. Lo spot realizzato dall'agenzia di comunicazione Proforma con la regia di Pippo Mezzapesa è stato girato tra Bitonto e Matera.

Nello spot l'aggettivo "carino" è ripetuto dall'attrice Angela Curri per esprimere le più disparate situazioni: un film al cinema, un uomo che con galanteria le cede il proprio posto sull'autobus, un cucciolo di cane, il panorama mozzafiato dei sassi di Matera. Le sensazioni suscitate in lei da tanta bellezza, non sono descrivibili semplicemente con "carino", ed ecco che in soccorso arrivano i termini "magnifico", "emozionante", "sconvolgente", "eccezionale". Lo spot vuole essere un invito ad evitare i lemmi troppo spesso inflazionati, ricorrendo alle oltre 250.000 parole della lingua italiana.

"L'attenzione si concentra sulla ricchezza del nostro lessico, capace di rappresentare con efficacia, attraverso mille sfumature, il tono, la connotazione e la specificità di un oggetto, di una persona o di un sentimento" è il messaggio della Treccani.

Una collaborazione rinnovata, quella tra il regista bitontino e l'agenzia barese dopo gli spot sul Bari F.c. e quello per l'attuale Sindaco del capoluogo pugliese, Antonio Decaro.

Pippo Mezzapesa, classe '80, dopo il diploma classico e la laurea in Giurisprudenza si è approcciato al cinema da autodidatta, riuscendo a ritagliarsi un posto importante nel panorama cinematografico nazionale. Nel 2004 ha vinto il David di Donatello come miglior cortometraggio con "Zinanà", con "Come a Cassano" ha ricevuto nel 2006 una menzione speciale ai Nastri d'Argento, raggiunta anche nel 2010 con "L'altra Metà", corto che ha però vinto il premio Michelangelo Antonioni al Bif&st ed è stato candidato anche al David di Donatello e al Globo d'Oro. Nel 2014 ha vinto il Nastro d'Argento come miglior cortometraggio con "SettanTA". I lavori più famosi al grande pubblico rimangono, però, i lungometraggi su Pinuccio Lovero, "Sogno di una morte di mezza estate" e "Pinuccio Lovero - Yes I Can".