L'ASV nuovamente al centro del Consiglio Comunale

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica
08 aprile 2016

L'ASV nuovamente al centro del Consiglio Comunale

L'assise ha dato l'ok alla presa d'atto sul DUP. Presenti in aula i dipendenti

La presa d’atto di quanto contenuto nel Documento Unico Programmatico alla voce delle società partecipate è diventata l’occasione per riaprire la questione Azienda Servizi Vari, le cui quote pubbliche, secondo quanto disposto da Palazzo Gentile in rispetto dell’attuale normativa, dovrebbero essere presto alienate. E, almeno nelle intenzioni, tutte le attività e i servizi svolti dalla storica partecipata dovrebbe confluire nella SANB, la società costituita (al momento solo sulla carta, ndr) dall’ARO di cui Bitonto fa parte. 

La discussione del punto - tre per la verità, ndr - si è aperta con i socialisti che, per bocca del capogruppo Franco Mundo, hanno annunciato l’astensione dal voto, rispettando le volontà già precedentemente annunciate a margine dell’approvazione del DUP, quando gli emendamenti che stralciavano dal Documento le parti relative all’Azienda furono rigettati dagli Uffici e dal resto del Consiglio. Un’azione che, “fa salva la buona fede con cui hanno operato gli amministratori”, ma che ha confermato i malumori del PSI, già peraltro evidenti durante l’elezione del presidente De Palma durante la scorsa seduta. La decisione del gruppo, comunque, ha ricevuto il plauso delle opposizioni e in particolare del Partito Democratico: Ricci, annunciando l’uscita dall’aula assieme a tutto il corno sinistro per “non sentirsi complici di una decisione già presa”, ha espresso apprezzamento per “la coerenza politica del PSI”.

Non potendo contare sulla presenza dei socialisti, la maggioranza si è trovata in difficoltà per circa mezz’ora, non avendo i numeri per dichiarare valida la seduta. Così ha tergiversato, facendo intervenire Ciccarone e D’Acciò a sostegno della “scelta politica” alla base della costituzione della SANB, sino all’arrivo di Lozito, che ha concesso alla coalizione che sostiene il governo di votare i provvedimenti.

Durante la discussione sono stati presenti diversi dipendenti dell’Azienda Servizi Vari che hanno diramato alla stampa una nota a difesa della società. “ASV con i suoi 100 dipendenti, sta svolgendo un buon lavoro per Bitonto, migliorando la gestione dei servizi e producendo dal 2014 anche utili, che poi vengono restituiti alla città - hanno scritto - Oggi il Comune sta procedendo a mettere sul mercato il suo 60% di quote azionarie, privandosi di un patrimonio storico che appartiene ad ogni cittadino. Non sappiamo se ASV nelle mani di chi finirà o se dovrà essere liquidata. Vogliamo che il Comune trovi tutte le soluzioni per conservare l'ASV che, se messa nelle condizioni, è in grado di svolgere ottimamente il suo lavoro, con tutte le difficoltà del momento”. Il segretario generale Salvatore Bonasia ha, tuttavia, rassicurato i dipendenti spiegando come tutti i lavoratori non perderanno il posto con il passaggio alla SANB.

A margine della discussione sull’ASV c’è stato spazio per l’approvazione di alcuni debiti fuori bilancio, essenzialmente legati alle spese legali da riconoscere agli avvocati che hanno difeso Palazzo Gentile. Se Gala ha riaperto la questione relativa alla scelta dei legali (già peraltro sollevata dal consigliere Franco Natilla tempo addietro, ndr), il forzista Damascelli - scambiando una scuola oggetto di un contenzioso con il Comune per il progetto di costruzione della nuova sede della De Renzio - ha attaccato le Amministrazioni di centrosinistra per aver redatto “un bando irrealizzabile dalle imprese” , puntando l’attenzione sull’area a cui sarebbe stata destinata l’opera, adesso “ricovero per zingari che creano disagio nella zona”.