Il Comitato No Petrolio: 'Riapriamo il dibattito sui piani energetici'

di La Redazione
Referendum Trivelle 2016
22 aprile 2016

Il Comitato No Petrolio: 'Riapriamo il dibattito sui piani energetici'

Il gruppo commenta il risultato del referendum di domenica scorsa

"Quindici milioni di italiani sono andati alle urne, il 17 aprile, per un referendum sulle trivellazioni petrolifere che era, anche e non solo, un invito a riaprire una grande discussione nel Paese attorno al tema della Strategia Energetica Nazionale, che coinvolgesse i territori anziché decidere sulla loro testa". Per il Comitato "No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili" il referendum di domenica scorsa andrebbe interpretato come un nuovo, importante stimolo alla discussione sulle politiche energetiche nazionali.

Nonostante la consultazione non abbia raggiunto il quorum richiesto, per gli ambientalisti il risultato delle urne - 32% di affluenza a livello nazionale, più alta al Sud, dove si è attestata attorno al 40% (come a Bitonto, ndr) - rappresenta un monito per il Governo: "Una discussione che non si voleva aprire perché troppo pericolosa. E che aveva costretto il Governo, pur di evitarla, ad accoglimenti frettolosi e a furbe elusioni in Legge di Stabilità. Risultato: i sei quesiti proposti dalle Regioni, che riguardavano tutta l'Italia, diventavano un quesito importante ma di portata minore, debellando la grande richiesta: quella dei territori di essere ascoltati".

"Il risultato referendario, tuttavia, dimostra quanto sia grave e radicato lo scontro tra Stato e territori, in un conflitto che, dall'alto, pare non voglia essere sanato verso una nuova definizione di democrazia autoritaria e chiusa su se stessa - commentano - Qualcosa è cambiato dopo il 17 aprile, qualcosa è cambiato dopo il 30 settembre 2015: i comitati sono riusciti a riaprire la discussione attorno alla questione energetica e a tirare con sé le Regioni e, con una maturità nuova, sono in grado di fare squadra e vigilare su concessioni scadute ma ancora operanti, piattaforme da smantellare, regole da rispettare".

Del resto "la partita, dopo il voto consapevole di quindici milioni di italiani e l'astensione, per la maggior parte inconsapevole, di altri cittadini tirati a insaputa nella battaglia, non può finire qui". "Non può finire qui per chiunque voglia rappresentare degnamente una Regione. E chi governa da oltre un decennio la Puglia, chi in particolare ha raccolto il testimone in questo ultimo anno non è andato affatto oltre il proprio mandato. Anzi, lo ha ben rispettato e difficilmente potrà tornare indietro di fronte alla nuova sensibilità acquisita dai territori - spiegano in conclusione dal Comitato - Non può finire qui per chi voglia rappresentare degnamente una comunità locale che su questo tema, diverse volte, si è espressa. E chiamata di nuovo, lo ha fatto ancor più convintamente di prima, senza esitazione alcuna".