ISPRA: 'Il 90% delle città pugliesi a rischio idrogeologico'

di La Redazione
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26 aprile 2016

ISPRA: 'Il 90% delle città pugliesi a rischio idrogeologico'

Bitonto è esposta ad alluvioni e a frane. Coldiretti: 'Serve politica di prevenzione'

Circa il 90% dei Comuni pugliesi è a rischio idrogeologico. Questi i dati sconcertanti che riguardano la Puglia emersi dall'ultimo rapporto diramato dall'ISPRA sull'assetto idrogeologico del territorio nazionale.

Un territorio fragile, quello pugliese, dove 232 comuni su 258 è a rischio idrogeologico con diversa pericolosità idraulica e geomorfologica.  Sono 8.098 i cittadini pugliesi, secondo il rapporto, esposti a frane e 119.034 quelli esposti ad alluvioni.

L'analisi dell'ISPRA offre una conoscenza completa ed aggiornata sulla pericolosità da frana, idraulica e di erosione costiera dell'intero territorio nazionale. Il rapporto valuta un insieme di indicatori di rischio per frane e alluvioni, relativi a popolazione, imprese, beni culturali e superfici artificiali. Il Rapporto presenta le mappe nazionali della pericolosità da frana (Piani di Assetto Idrogeologico – PAI) e della pericolosità idraulica (D.Lgs. 49/2010, recepimento della Direttiva Alluvioni 2007/60/CE). In Puglia, l'estensione areale regionale è pari a 16.541 kmq e di questa l'8,9% è soggetta a pericolosità di frane, concentrata per il 7,9% nella provincia di Foggia; la pericolosità idraulica elevata riguarda il 3,1% del territorio pugliese, quella media il 4,2% e quella bassa il 5%.

I comuni pugliesi interessati alla sola "pericolosità da frana elevata e molto elevata" sono l'8,9% del totale; quelli interessati alla sola "pericolosità idraulica media" sono il 42,2%; quelli interessati sia alla "pericolosità da frana elevata e molto elevata" che alla "pericolosità idraulica media" sono il 39,5%, per un totale di 234 comuni, pari al 90,7%.

Tra questi rientra anche Bitonto, che, con un territorio tra i più vasti dell'intera Regione, alterna percentuali di media pericolosità per quanto riguarda alluvioni e frane. Le zone più a rischio, ovviamente, quelle vicino alle lame, che attraversano le campagne, le zone murgiane, ma anche parte del nucleo urbano. Per quanto riguarda le alluvioni, poi, le precipitazioni abbondanti dell'ultimo biennio rendono bene l'idea di come la città riesca a contenere davvero poco gli eventi temporaleschi. Complice l'assenza di una rete fognaria adeguata, l'abitato va in tilt e si generano allagamenti anche nei pressi di alcune strutture importanti, come la Villa Comunale e il complesso della Stazione Santi Medici. A Mariotto gli episodi meteorologici più importanti, che spesso hanno isolato tutta la frazione, anche se il rifacimento del Canale di Guardia dovrebbe riuscire a limitare i danni delle future precipitazioni.

"La terra frana a causa della mancanza di un'adeguata politica di prevenzione e di governo del territorio. Fenomeni meteorologici sempre più intensi, concentrati in poche ore e su aree circoscritte, con alluvioni e danni anche in aree non eccessivamente antropizzate fa emergere la necessità di considerare i loro effetti per pianificare e programmare le politiche territoriali nei prossimi anni. Rivestono rilevanza determinante le azioni di prevenzione del rischio idraulico e di difesa del suolo" ha spiegato il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele.

"La Puglia convive con un vero e proprio paradosso idrico. Se da un lato è dilaniata da annosi fenomeni siccitosi – ha fatto eco il direttore Angelo Corsetti –  dall'altro è colpita da alluvioni e piogge torrenziali, con l'aggravante che l'acqua non viene riutilizzata a fini irrigui, a causa della carenza e/o mancanza di infrastrutture ad hoc. Proprio per garantire la sicurezza idraulica, la manutenzione del territorio, il deflusso idraulico, la conservazione e la difesa del suolo è stato valorizzato, in quasi tutte le regioni italiane, il ruolo dei consorzi di bonifica, tenuto conto delle loro funzioni istituzionali strettamente collegate alla gestione del suolo e delle acque. Esistono gli esempi virtuosi dei due consorzi di bonifica del Gargano e della Capitanata non commissariati che, per esempio, hanno attivato interventi urgenti per rimuovere detriti e fango e il riassetto idrogeologico del territorio mediante interventi di "messa in sicurezza", a seguito dell'alluvione a Foggia dell'agosto 2014. Andando oltre i propri limiti di competenza territoriale hanno fornito ai Comuni supporto in termini di attrezzature per il drenaggio degli scantinati di alcune abitazioni e di mezzi per lo 'spalamento' delle strade".