Fabio De Gennaro: 'I talent sono l'unico modo per emergere'

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Cultura e Spettacoli, Video
01 aprile 2016

Fabio De Gennaro: 'I talent sono l'unico modo per emergere'

BitontoTV ha incontrato il giovane concorrente di The Voice of Italy

Lo scorso mercoledì, in prima serata, è andata in onda l'ultima Blind Audition di The Voice of Italy 2016, il celebre programma di Rai 2 dedicato ai talenti canori più promettenti del panorama nazionale. Quest'anno, per l'edizione numero quattro del talent, Bitonto è stata presente ben tre volte: nelle scorse settimane, infatti, i giovani bitontini Fabio Carelli e Marinella Napoli hanno provato a convincere la giuria composta dai coach Max Pezzali, Raffaella Carrà, Dolcenera ed Emis Killa portando sul palcoscenico, rispettivamente, le canzoni "Fatti avanti amore" e "Want to want me". Purtroppo, nessuna delle due esibizione è riuscita a persuadere completamente i quattro giudici e il sogno dei due concittadini di approdare nella fase successiva del programma si è infranto sul nascere.

Sorte esattamente opposta per il venticinquenne Fabio De Gennaro che, invece, è riuscito a guadagnarsi un posto nel team condotto da Raffaella Carrà, dopo aver cantato la famosa "Marvin Gaye" di Charlie Puth e Meghan Trainor.

"Mi aspetto che vada bene, non per presunzione ma perché penso di meritarlo – ha dichiarato De Gennaro, commosso, ai microfoni di TheVoice – le condizioni economiche della mia famiglia non mi permettevano di approfondire gli studi e quindi ho dovuto lavorare e fare tanti sacrifici nella mia vita per poter andare avanti. Adesso sono qua e spero che questi sacrifici non siano stati vani. Il mio portafortuna è il numero quattro e questo è TheVoice quattro. Quindi, forse qualcosa si muove".
L'esibizione ha subito colpito i quattro giudici - due dei quali, Max Pezzali e Dolcenera, avevano già terminato i posti a disposizione nei propri team - ed infatti, dopo pochi secondi dall'inizio del brano, la Carrà ha pigiato il pulsante seguita dal rapper Emis Killa. Al termine della performance, il giovane bitontino si è ritrovato a dover scegliere tra i due coach che, per accaparrarsi il talento, hanno chiesto aiuto a Max Pezzali e Dolcenera, anch'essi convinti delle abilità canore di De Gennaro. La cantante pugliese Dolcenera sosteneva la Carrà sfoggiando il dialetto salentino, mentre l'ex 883 supportava Emis Killa. La scelta finale ha visto trionfare proprio Raffaella Carrà, che per prima si era girata.

"Mi trovo a scegliere tra una figura materna ed una fraterna. Da piccolo sono sempre stato un grande mammone quindi penso che sceglierò Raffaella" ha spiegato il bitontino, motivando la sua scelta. Nelle prossime settimane, quindi, verranno trasmesse le "Battle", sfide nelle quali tutti i cantanti scelti dai giudici durante le Blind Audition si affronteranno, nelle rispettive squadre, a gruppi di tre per approdare alle finali.

BitontoTV ha incontrato il giovane cantante, Fabio De Gennaro, per una intervista sulla sua carriera canora.

 

Clicca qui per il video completo della esibizione a The Voice

 

Come e perché hai iniziato a cantare?

Ho iniziato a cantare senza studiare sin da piccolo quando ero appassionato di Pino Daniele. La passione per la musica mi è stata trasmessa dai miei genitori, in quanto mia madre era una cantante di Piano Bar e mio padre è un musicista diplomato ed insegnante di musica. Ho studiato chitarra dall'età di sei anni per poi iniziare a studiare canto qui a 14. Dopo un periodo di pausa, non appena ho avuto la possibilità, ho deciso di investire negli studi di canto a Roma, dove frequento appunto un corso privato da 3 anni.

Perché hai deciso di provare un talent come TheVoice of Italy?

In generale i talent sono forse l'unico modo di emergere in un mondo davvero difficile. Oggi sperare di diventare un "cantante" è utopia. Di The Voice mi ha sempre affascinato il meccanismo delle blind auditions: la voce prima che l'immagine, perchè i coach sono di spalle e giudicano prima di tutto la tua voce.

Che emozioni hai provato sul palco di TheVoice al momento della tua esibizione e mentre i coach ti parlavano?

Ho avuto poco tempo per realizzare il tutto, l'emozione è difficile da spiegare a parole. Ho visto per un attimo tutti gli sforzi ed i sacrifici realizzarsi in qualcosa che potrebbe essere anche solo una piccola grande soddisfazione e non per forza la strada per il successo, perché quella è molto difficile da trovare.

Che progetti hai per il futuro?

In futuro, se non dovessi riuscire a lavorare come cantante (che sia corista, turnista ecc..), mi piacerebbe insegnare canto. I miei studi sono rivolti verso questa direzione.

Quale pensi sia il percorso migliore per i giovani cantanti che aspirano ad un posto nel panorama nazionale?

Il primo lavoro è essenzialmente mentale: essere consapevoli che al 99% non ce la farai, ma allo stesso tempo credere in se stessi, essere tenaci e giocarsi al massimo quell'1%. Alla base poi c'è la formazione che è quasi tutto e che consiglio di fare nei centri apice della musica italiana come Roma o Milano perché solo li si può lavorare per puntare a qualcosa di importante.

Che cosa ti ha spinto a scegliere Raffaella Carrà come coach?

La sua grande esperienza ed il fatto che sia un'icona della musica italiana.