Episodio 3.1: Il Miglio Verde

Rocco D'Ingillo
di Rocco D'Ingillo
Lo spoiler, Terza Stagione, Referendum Trivelle 2016
14 aprile 2016

Episodio 3.1: Il Miglio Verde

A proposito della distanza che separa il fronte del Sì da quello del No e dell’astensionismo per il referendum del prossimo 17 aprile

Parlare del referendum del prossimo 17 aprile è difficile. No, seriamente, è difficile. Non tanto perché il referendum sia di per sé complesso, anzi il quesito referendario è abbastanza semplice. Si tratta di un referendum abrogativo, tramite il quale si vorrebbe eliminare una frase posta all'interno della legge di stabilità 2016, ovvero "per la durata di vita utile del giacimento", in riferimento alle concessioni per l'estrazione di idrocarburi per piattaforme (e quindi giacimenti) entro le 12 miglia dalla costa, ad oggi già presenti.

Sostanzialmente le trivelle c'entrano ma relativamente. O meglio, non si parla di costruire nuove stazioni petrolifere (o simili) entro le 12 miglia dalle coste italiane, ma di abrogare la possibilità che queste possano prolungare le concessioni fino al termine del giacimento, ovvero fino a data ignota, da destinarsi, cosa che si verificherebbe senza il raggiungimento del quorum o con la vittoria del No. Con la vittoria del (quorum permettendo) le stazioni già presenti non verrebbero immediatamente smantellate, ma resterebbero in funzione fino al termine della loro concessione (che va da un minimo di trenta anni a un massimo di cinquanta). Sostanzialmente il quesito è questo, e può sembrare forse leggermente contorto, ma risulta abbastanza semplice da interpretare.

Ciò che ha reso spinosa la questione del referendum del 17 aprile è tutto ciò che si è detto a proposito di questo, tramite campagne confuse e messaggi ambigui, inviti all'astensionismo e tortuose questioni su energie rinnovabili, posti di lavoro, ambiente, turismo, e politica. Tanta, tanta, tanta 'politica'. Si è infatti venuta a creare una situazione imbarazzante, una frattura interna tra il PD nazionale dei trasparentissimi Renzi, Boschi e Guidi e le direzioni di ben otto regioni italiane governate dal PD, compresa la Puglia con Emiliano. Una Marvelliana Civil War democratica, in cui il Partito Democratico nazionale invita all'astensionismo su un referendum, che è per antonomasia l'unica vera arma della democrazia diretta. A questo punto viene spontaneo chiedersi quanto sia davvero 'democratico' il Partito Democratico, ma passiamo oltre, ché la questione si fa ancora più contorta in questo caso.

La situazione politica confusa (tranne stranamente a Bitonto, dove il fronte del Sì è stato ampiamente sposato da tutti i partiti e movimenti presenti, ndr) ha comportato, chiaramente, un piccolo meraviglioso disastro al livello dell'opinione pubblica, in cui ha vinto facilmente la disinformazione o, peggio ancora, la bufala.
Soprattutto tra i giovani si sono create piccole faide virtuali a colpi di nulla cosmico, soprattutto tra novelli ambientalisti hipster e futuri petrolieri con il mito di Rockefeller, con argomentazioni scarne e sbagliate che hanno diffuso la disinformazione (e che, di conseguenza, spingono all'astensionismo) a macchia d'olio. Appunto.
In realtà, informarsi sui pro e i contro del Sì e del No è abbastanza semplice. Il web è pieno di articoli che aiutano un attimino a chiarirsi le idee, contemplando tutti i punti caldi che ruotano attorno alla questione del referendum di domenica prossima. Un'attenta informazione prima del voto dovrebbe essere necessaria per avere una possibilità di scelta oggettiva e ad ampio spettro, ma a quanto pare la propaganda di fondo, cieca e in un certo senso faziosa, sembra aver avuto la meglio anche in un referendum che dovrebbe distaccarsi dalla logica partitica, sempre più asfissiante e onnipresente nelle vite dei cittadini italiani.

Questo fastidiosissimo rumore di fondo prodotto dal caos delle opinioni e della disinformazione riporta alla mente una frase di Paul Edgecombe, personaggio interpretato da Tom Hanks ne "Il Miglio Verde":


"Non sono più sicuro di cosa sono sicuro."


È esattamente ciò che viene da pensare dopo aver ascoltato o letto qualcosa a proposito di questo referendum. O meglio, su tutto ciò che gira attorno a questo referendum. E se nel film con Tom Hanks il Miglio Verde faceva riferimento all'ultimo miglio percorso dai condannati a morte verso la sedia elettrica, nel nostro caso è quello che separa, in senso figurato, il fronte del Sì da quello del No, l'informazione dalla bufala, e in senso meno allegorico, il limite delle 12 miglia nautiche da ciò che c'è oltre. Un miglio che, a prescindere da come andrà questo referendum, si spera resti sempre blu e non si tinga mai di verde petrolio.